Professionisti Pubblicato il 27 agosto 2016

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Professionisti Il concorso di persone nel reato proprio

> Professionisti Pubblicato il 27 agosto 2016

Diritto penale: il concorso nel reato proprio e il mutamento del titolo di reato (art. 117 c.p.).

Attualmente è indiscusso (arg. ex art. 117 c.p.) che nel reato proprio possano concorrere, oltre ai soggetti che rivestono la qualifica voluta dalla legge (intraneus), anche i soggetti che non hanno tale qualifica (extraneus).

Discussa è poi la responsabilità dell’extraneus nel caso in cui ignori che l’intraneus rivesta la qualità richiesta dal reato proprio.

Infatti, come osserva MANTOVANI, secondo i principi generali, egli non dovrebbe rispondere di alcun reato se si tratti di reati propri ed esclusivi, mentre dovrebbe rispondere di reato comune se la qualifica soggettiva comporti solo un mutamento del titolo di reato, e di reato proprio se, senza qualifica, il fatto costituisce un illecito extrapenale o offensivo di altrui interessi.

In realtà, il codice penale, all’art. 117, deroga parzialmente ai principi generali, operando un ulteriore effetto estensivo del concorso nel reato proprio. Sicché, ex art. 117, in caso di mutamento del titolo di reato, l’extraneus risponde del reato proprio anche se non ha conoscenza della qualifica dell’intraneus.

Per mitigare tale forma di responsabilità oggettiva, l’art. 117 introduce una circostanza attenuante facoltativa a favore del concorrente che volle il reato meno grave, e che ignorava la qualifica soggettiva dell’intraneus.
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