Concorso nel reato: le circostanze attenuanti e aggravanti
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27 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Concorso nel reato: le circostanze attenuanti e aggravanti

Le aggravanti e le attenuanti di pena per i concorrenti nel reato, circostanze soggettive e oggettive. Desistenza volontaria e pentimento operoso.

 

Gli artt. 112 e 114 c.p., prevedono aggravanti e attenuanti di pena (le prime obbligatorie, le seconde facoltative, cioè applicabili a discrezione del giudice) per alcuni dei concorrenti che si trovino in particolari situazioni.

Così, ai sensi dell’art. 112 c.p., oggetto di correttivi ad opera del cd. «Pacchetto sicurezza» (L. 15-7-2009, n. 94), la pena è aumentata:

 

a) se il numero delle persone, che sono concorse nel reato, è di cinque o più, salvo che la legge disponga altrimenti;

b) per chi, anche fuori dei casi preveduti dalle due lettere seguenti, ha promosso od organizzato la cooperazione nel reato, ovvero diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo;

c) per chi, nell’esercizio della sua autorità, direzione o vigilanza, ha determinato a commettere il reato persone ad esso soggette;

d) per chi, fuori del caso preveduto dall’art. 111, ha determinato a commettere il reato un minore degli anni 18 o una persona in stato di infermità o di deficienza psichica, ovvero si è comunque avvalso degli stessi o con gli stessi ha partecipato nella commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza.

 

 

La norma prosegue, al secondo comma, prevedendo un incremento sanzionatorio fino alla metà della pena per chi si è avvalso di persona non imputabile o non punibile, a cagione di una condizione o qualità personale, o con la stessa ha partecipato nella commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza. Nel caso in cui chi abbia determinato altri a commettere il reato o si sia avvalso di altri o con questi abbia partecipato nella commissione del delitto ne sia il genitore esercente la responsabilità genitoriale, nel caso previsto dalla lettera d), la pena è aumentata fino alla metà e in quello previsto dal secondo comma la pena è aumentata fino a due terzi.

 

La previsione si chiude affermando che gli aggravamenti di pena stabiliti dalle lettere a), b) e c) si applicano anche se taluno dei partecipi al fatto non è imputabile o non è punibile.

 

Viceversa la pena può essere diminuita:

 

a) per coloro che hanno avuto una parte minima nella preparazione ed esecuzione del reato;

b) per i minori degli anni 18 e gli infermi di mente;

c) per le persone determinate a commettere il reato da soggetti rispetto ai quali si trovano in stato di soggezione.

 

Infine, quanto alla comunicabilità delle circostanze, che riguardano uno solo dei concorrenti la disciplina è contenuta nell’art. 118, che è stato modificato dalla L. 7-2-1990, n. 19. Per effetto della modifica, oggi le circostanze che aggravano o diminuiscono le pene concernenti i motivi a delinquere, l’intensità del dolo, il grado della colpa e le circostanze inerenti alla persona del colpevole devono essere valutate soltanto riguardo alle persone cui si riferiscono (cd. circostanze soggettive).

 

Per le circostanze oggettive, invece:

 

– le circostanze oggettive attenuanti si applicano per il solo fatto di concorrere;

– le circostanze oggettive aggravanti si applicano solo se conosciute dal correo ovvero ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa.

 

Tale impostazione, come già accennato, deriva da una applicazione rigorosa dell’art. 27 Cost. («La responsabilità penale è personale»), tesa alla considerazione delle circostanze

aggravanti alla luce del principio di colpevolezza.

 

 

 

Concorso nel reato: desistenza volontaria e pentimento operoso

La desistenza volontaria, in quanto causa soggettiva di estinzione del tentativo, non si estende agli altri compartecipi.

Per la sua sussistenza, in precedenza, si riteneva necessario impedire il compimento dell’evento, ma oggi, più realisticamente, si ritiene sufficiente l’eliminazione degli effetti della propria condotta, cioè, tanto il contributo causale diretto, quanto il maggior pericolo derivante dalla propria partecipazione.

 

Il pentimento operoso, in quanto circostanza attenuante soggettiva, non si estende agli altri compartecipi.

Per la sua sussistenza è richiesto che il recidente riesca ad impedire il verificarsi dell’evento lesivo dell’azione collettiva già giunta ad esaurimento.
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