Professionisti Pubblicato il 27 agosto 2016

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Professionisti La cooperazione nei reati colposi

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Art. 113 del codice penale: il concorso nel reato e la cooperazione nel caso di delitto colposo.

Detta l’art. 113: «nel delitto colposo, quando l’evento è stato cagionato dalla cooperazione di più persone, ciascuna di queste soggiace alle pene stabilite per il delitto stesso. La pena è aumentata per chi ha determinato altri a cooperare nel delitto, quando concorrono le condizioni stabilite nell’art. 111 e nei numeri 3 e 4 dell’articolo112».

Si tratta, come appare evidente, di un concorso improprio (in quanto manca l’elemento della volontà di cooperare nel reato, necessario nel concorso proprio) per la cui sussistenza devono ricorrere i seguenti elementi:

– pluralità di soggetti;

– realizzazione dell’elemento oggettivo del reato;

– contributo causale alla realizzazione dell’evento;

– consapevolezza, da parte di ciascun partecipe, dell’esistenza dell’azione altrui in concomitanza con l’azione propria.

Quest’ultimo, in particolare, deve necessariamente sussistere affinché ricorra l’ipotesi di cooperazione nel reato colposo (l’esempio classico è quello dell’incendio provocato da due persone, di cui una prepara la legna e l’altra l’accende per riscaldarsi). Qualora esso manchi non vi sarà più (<cooperazione» ma concorso di fatti colposi indipendenti: è il caso di due automobilisti che si scontrano, provocando lesioni reciproche, per avere entrambi contravvenuto alle norme del codice della strada.

In questo caso, a differenza che nella cooperazione, non si ha un reato colposo cagionato da due o più soggetti, ma si hanno tanti reati colposi quanti sono gli agenti (nell’esempio fatto, ciascun autista risponderà di lesioni colpose in danno dell’altro: così ANTOLISEI, DE MARSICO, BELLAVISTA, BETTIOL cfr. Cass. 30-6-1983 n. 6134).

Si noti che ricorre l’ipotesi della pluralità di reati anche quando uno dei due soggetti sia indolo e l’altro in colpa (Tizio, per esempio, istiga Caio a spingere l’automobile a forte velocità affinché con essa sia travolto un suo nemico che di solito in una determinata ora, transita in bicicletta per quella stessa strada). Anche in tale caso, pur essendovi pluralità di reati, non v’è concorso (nell’esempio fatto, Tizio risponderà di omicidio doloso e Caio di omicidio colposo). Non è pertanto concepibile l’ipotesi di concorso doloso in delitto colposo (e viceversa).

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