Professionisti Pubblicato il 27 agosto 2016

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Professionisti Le misure di sicurezza

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Definizione e caratteri delle misure si sicurezza, i presupposti per la loro applicazione; misure di sicurezza detentive e patrimoniali.

Le misure di sicurezza sono speciali provvedimenti di carattere educativo o curativo ovvero anche cautelativo, applicabili dall’Autorità giudiziaria, in sostituzione oppure in aggiunta alla pena, nei confronti di un reo ritenuto socialmente pericoloso.

I presupposti per la loro applicazione sono:

– la commissione di un fatto previsto dalla legge come reato o di un quasi-reato (reato

impossibile art. 49 c.p.; istigazione a commettere un reato non accolta o accordo criminoso non eseguito: art. 115 c.p.);

– la pericolosità criminale del reo.

Le misure di sicurezza si differenziano dalla pena in ordine:

  1. alla funzione: la pena ha anche, e soprattutto, una funzione retributiva; la misura di sicurezza ha esclusivamente funzione di emenda del colpevole;
  2. ai destinatari: la pena si applica solo ai soggetti imputabili; la misura di sicurezza si applica anche ai non imputabili;
  3. alla durata: la pena è fissa, avendo una durata determinata, stabilita nella sentenza di condanna; la misura di sicurezza ha una durata indeterminata, dovendo, per sua natura, cessare solo col venir meno dello stato di pericolosità del soggetto (la durata è determinata solo nel minimo, non anche nel massimo).

Tipologia

Le misure di sicurezza si distinguono in:

  1. personali, che limitano la libertà personale del soggetto;
  2. patrimoniali, che incidono soltanto sul patrimonio del soggetto.

Le misure di sicurezza personali possono essere, a loro volta, detentive e non detentive.

Misure di sicurezza detentive sono:

1) l’assegnazione ad una colonia agricola o casa di lavoro (per i delinquenti abituali, professionali o per tendenza);

2) l’assegnazione ad una casa di cura e di custodia (per i condannati a pena diminuita per infermità psichica, intossicazione cronica da alcool o sostanze stupefacenti, e sordomutismo);

3) il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario (per gli imputati prosciolti per le stesse cause di cui sopra, pur se l’istituto è destinato alla soppressione, dal 31 marzo 2015 ex L. 17-2-2012, n. 9 e successive modificazioni);

4) il riformatorio giudiziario (per i minori non imputabili o condannati a pena diminuita).

Misure di sicurezza non detentive sono:

1) la libertà vigilata, consistente in una serie di limitazioni e di prescrizioni imposte per evitare nuove occasioni di reato (ad esempio, l’obbligo di una stabile attività lavorativa, l’obbligo di non ritirarsi la sera dopo una certa ora, l’obbligo di non accompagnarsi a pregiudicati, ecc.);

2) il divieto di soggiorno, consistente nell’obbligo di non soggiornare in uno o più comuni ovvero in una o più province;

3) il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche;

4) la espulsione od allontanamento dello straniero dallo Stato.

Misure di sicurezza patrimoniali sono:

1) la cauzione di buona condotta, consistente nel deposito di una somma di danaro presso la Cassa delle ammende, variabile da € 103 a € 2.065, per la durata massima di 5 anni. Se il soggetto commette un nuovo reato punito con pena detentiva durante tale periodo, la somma viene incamerata; altrimenti, decorso il termine, essa viene restituita;

2) la confisca, consistente nell’espropriazione, a favore dello Stato, fra l’altro, di cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, che ne sono il prodotto, il profitto o il prezzo, nonché di beni e strumenti informatici o telematici utilizzati per la commissione di taluni reati informatici (categoria di beni neointrodotta dalla L. 15-2-2012, n. 12).

Numerose ipotesi di confisca sono previste dalle leggi speciali: es. art. 87 T.U. 309/1990 (confisca di stupefacenti); art. 6 L. 152/1975 (confisca di armi).

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