Come aprire un libretto di risparmio o un conto al minore
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28 Ago 2016
 
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Come aprire un libretto di risparmio o un conto al minore

I genitori devono presentare un’istanza al giudice tutelare in cui chiedono l’autorizzazione a incassare la somma donata al figlio minore e aprire un libretto di risparmio bancario nominativo.

 

Quando in casa c’è un bambino, potrebbe sorgere la necessità di intestare al minore un libretto di risparmio o un conto corrente; ciò perché vengono spesso regalate somme di denaro, anche consistenti, a soggetti minori di età. L’uso prevale all’interno della stessa famiglia quando, ad esempio, il nonno o la zia donano, ai genitori del loro nipotino, un gruzzoletto affinché i soldi siano, in futuro, utilizzati dal minore stesso (divenuto ormai maggiorenne) per i propri studi, un master, una scuola di specializzazione o, semplicemente, per l’acquisto della prima auto. Ma un minorenne non può, da solo, aprire un conto corrente o un libretto di risparmio, in quanto incapace d’agire (la cosiddetta capacità d’agire si acquisisce – salvo alcune eccezioni – solo dopo il compimento di 18 anni). È necessario l’intervento dei genitori.

 

Sono quindi i genitori che devono firmare i contratti e tutte le carte necessarie per aprire un libretto di risparmio o un conto corrente al figlio minorenne, recandosi personalmente presso la banca o presso l’ufficio Postale. Senonché anche lì le cose non sono così immediate. Infatti lo sportello potrebbe prima richiedere (specie nel caso in cui i genitori intendano depositare importi cospicui) la cosiddetta autorizzazione del giudice tutelare, in copia autentica. Si tratta di un provvedimento che viene rilasciato dal tribunale (nella figura di un magistrato designato appositamente per tali tipi di pratiche), dopo una richiesta scritta presentata da entrambi i genitori del minore o solo da quello che (in caso di separazione/divorzio) ha ottenuto la responsabilità genitoriale.

 

Come detto, l’autorizzazione al giudice tutelare ad aprire un conto o un libretto di risparmi non sempre viene richiesta, specie se si tratta di piccoli importi. Ma per le donazioni di non modico valore potrebbe essere indispensabile. Ecco allora come procurarsela. Bisogna depositare, presso la cancelleria della “volontaria giurisdizione” del tribunale del luogo ove il minore è residente, una richiesta in carta semplice. Non è necessario che a presentarla sia un avvocato, trattandosi di attività che possono tranquillamente curare i genitori.

 

L’istanza al giudice tutelare dovrà, in tal caso, contenere la richiesta dei genitori:

  • di essere autorizzati ad incassare la somma (da indicare in modo specifico) spettante al figlio minore a titolo di donazione (da indicare anche il soggetto che ha regalato il denaro);
  • di poter impiegare la suddetta cifra depositandola su un libretto di risparmio bancario nominativo intestato al minore con vincolo pupillare, oppure depositandola su un conto corrente bancario intestato al minore con vincolo pupillare (eventualmente con facoltà di acquistare i titoli di Stato meglio visti con “appoggio” sul conte corrente del minore acceso in forza del decreto del Giudice Tutelare).

 

I genitori potrebbero anche chiedere al giudice tutelare di utilizzare immediatamente una parte della cifra donata al figlio per uno specifico fine immediato che si renda necessario in favore di questi (ad esempio, l’acquisto di libri scolastici, un intervento ricostruttivo ai denti, ecc.), depositando il resto sul conto corrente o sul libretto di risparmio.

 

Lo stesso procedimento può essere effettuato anche per i figli nascituri, quelli cioè già concepiti e nella pancia della mamma.

 

Alleghiamo qui di seguito due modelli di istanza: quella rilasciata dal tribunale di Brescia e quella del tribunale di Lecco. Nella prima vi è l’esempio di istanza depositata da un singolo genitore per decesso dell’altro.

 

Il Giudice Tutelare autorizza l’apertura del conto corrente o del libretto di risparmio solo se valuta che ciò corrisponde all’interesse del figlio, sia cioè necessario o utile per il minore o il nascituro.

 

L’autorizzazione del giudice tutelare va richiesta non solo per intestare un conto corrente o un libretto di risparmio al minore (adempimento questo non sempre richiesto dall’istituto di credito), ma anche, in futuro, per prelevare somme dagli stessi o per estinguerli del tutto, purché impiegando il denaro sempre a beneficio del bambino.

 

Ed ancora l’autorizzazione del giudice tutelare è sempre necessaria per vendere o ipotecare beni del figlio, accettare o rinunciare ad eredità, accettare donazioni, stipulare mutui, effettuare transazioni o compromessi, riscuotere capitali.

 

Nel caso in cui sussista un conflitto di interessi, attuale o potenziale, tra il minore e uno dei genitori esercenti la responsabilità su di esso, il figlio minore sarà rappresentato dall’altro genitore; se il conflitto sussiste tra il figlio ed entrambi i genitori (o uno solo di essi all’altro è stata tolta la potestà genitoriale o se è morto) ovvero tra più figli minori soggetti alla stessa responsabilità genitoriale occorre richiedere preventivamente al Tribunale la nomina di un curatore speciale, il quale curerà gli interessi del minore in conflitto e richiederà le opportune autorizzazioni al compimento degli atti.


 


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