La pacca sul sedere è violenza sessuale
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29 Ago 2016
 
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La pacca sul sedere è violenza sessuale

Se la mano rimane sul gluteo e non si limita a un semplice schiaffetto, la pacca sulle natiche di una donna costituisce reato.

 

Nessuna indulgenza per chi tocca zone erogene di una donna: scatta il reato di violenza sessuale per la pacca sul sedere non gradita.

Secondo la Cassazione [1], non c’è bisogno di sconfinare nel palpamento vero e proprio per aversi illecito penale, ma neanche il semplice schiaffetto può essere considerato sufficiente. Invero, è necessario che la mano sia rimasta sul gluteo per un “apprezzabile lasso di tempo”.

 

L’orientamento costante della giurisprudenza, in tema di violenza sessuale, è quello secondo cui vanno considerati “sessuali” quegli atti idonei a compromettere la libera determinazione della sessualità della persona o ad invadere la sfera sessuale con modalità connotate da costrizione (violenza, minaccia o abuso di autorità), sostituzione ingannevole di persona, abuso di inferiorità fisica o psichica. Vi si possono ricomprendere anche gli atti insidiosi e rapidi, che riguardino zone erogene sulla donna non consenziente, come ad esempio palpamenti, sfregamenti, baci sulla bocca, ecc. [2].

 

Ad esempio, non molto tempo fa la stessa Cassazione aveva ritenuto sussistente il reato di violenza sessuale per chi, infilando la mano nella scollatura di una donna, tocca lo spazio tra i due seni [3]. Si tratterebbe, anche in questo caso, di zona erogena, da considerarsi come una parte intima del corpo della persona offesa.

Sempre in tema di “toccate al sedere”, la giurisprudenza si era già espressa, qualche mese fa, in questo stesso senso rigoroso (leggi: “Una mano sul sedere è violenza sessuale”).

 

Quanto al comportamento della donna, che magari potrebbe essere stato equivocato, sempre la Suprema Corte [4] ritiene che il reato di violenza sessuale scatta anche senza la prova di un esplicito dissenso, se questo può essere desunto da altre circostanze anche implicite. E di certo l’indossare un pantalone attillato non può essere certo considerata una attenuante per il colpevole.

 

Dopo la pacca repentina, la Cassazione ha bollato come violenza sessuale anche la “leccata repentina” sul viso [5]. I giudici hanno così confermato la condanna a un anno e tre mesi a carico di un commerciante che, a suo dire, voleva soltanto umiliare la vittima. E lo aveva fatto toccandole il seno e, appunto, leccandole il volto dal mento al naso. Inutile per lui negare che con il gesto, fatto in presenza della sua compagna, volesse soddisfare un istinto sessuale. Per la Suprema corte, è stato violato il diritto all’autodeterminazione sessuale della donna, che scatta con qualunque intromissione non consentita nella sfera intima.

 

Attenzione: secondo la Cassazione [5] non si può applicare al reato di violenza sessuale l’istituto della particolare tenuità del fatto che diversamente comporterebbe la non applicazione della pena nei confronti del colpevole.

 


[1] Cass. sent. n. 35489/2016.

[2] Cass. sent. n. 42871/13 del 26.09.2013.

[3] Cass. sent. n. 2605/2015.

[4] Cass. sent. n. 35473/2016.

[5] Cass. sent. n. 35591/2016 del 29.08.2016.

 


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