Forfettario e minimi, cosa fare se si sbaglia regime?
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10 Set 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Forfettario e minimi, cosa fare se si sbaglia regime?

Errata applicazione del regime Forfettario o di un altro regime agevolato: quali adempimenti effettuare per mettersi in regola.

 

Se un regime fiscale agevolato viene applicato senza che sussistano, dall’inizio, i requisiti, le conseguenze sono piuttosto pesanti: è necessario, infatti, disapplicarlo sin dal momento dell’accesso, correggendo tutte le fatture e pagando le sanzioni sulle imposte non versate, che possono arrivare al 180% dell’importo omesso. Ma andiamo per ordine e vediamo, sulla base dei vantaggi che i regimi agevolati comportano e dei requisiti necessari per fruirne, tutti gli adempimenti che devono essere messi in atto dal contribuente per regolarizzare la sua situazione.

 

 

Minimi e Forfettario: vantaggi

Il regime dei Minimi ed il nuovo regime Forfettario sono utilizzati da molti professionisti perché consentono un buon risparmio d’imposta e una notevole semplificazione degli adempimenti: gli aderenti a questi regimi fiscali, difatti, non devono applicare l’Iva e la ritenuta d’acconto nelle fatture, non sono obbligati alla tenuta dei registri contabili, sono esonerati dall’Irap e dagli studi di settore e sono tassati con un’aliquota ridotta dal 5% al 15%, a seconda dello specifico regime (5% per i minimi e per i forfettari che iniziano una nuova attività, 15% per i forfettari).

Tuttavia, poter accedere e rimanere nel regime di vantaggio non è molto semplice.

Innanzitutto, per quanto riguarda il regime dei Minimi, va specificato che questo non è più accessibile dal 2016: chi ne beneficiava in precedenza, però, può continuare ad applicarlo, se perdura la sussistenza dei requisiti, sino a un massimo di 5 anni dall’inizio dell’attività o sino ai 35 anni di età.

Il regime Forfettario è applicabile dal 2015: per chi ha iniziato una nuova attività, è possibile applicare la tassazione agevolata del 5%, se risponde agli stessi requisiti richiesti ai contribuenti Minimi, diversamente la tassazione è pari al 15%.

 

 

Minimi e Forfettario: requisiti

Vediamo i principali requisiti richiesti per fruire dei regimi agevolati.

 

Per accedere al nuovo Forfettario super agevolato, cioè al regime dedicato alle nuove attività, che dà la possibilità di fruire della tassazione del 5% per 5 anni, i requisiti da rispettare sono:

 

– non aver avuto una partita Iva aperta negli ultimi 3 anni (questo requisito era valido anche per l’ingresso al regime dei Minimi, come abbiamo detto ora non più accessibile ex novo);

 

-non svolgere un’attività che costituisca la prosecuzione di un’attività precedente, anche se si trattava di lavoro dipendente (anche questo requisito era valido per l’accesso al regime dei Minimi);

 

– se l’attività risulta la prosecuzione di un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello d’inizio della nuova impresa, non deve essere superiore ai limiti previsti per ogni settore: i limiti di ricavi annui vanno da un minimo di 25.000 euro per gli intermediari del commercio e le attività immobiliari a un massimo di 50.000 euro per le aziende del commercio; per i professionisti il limite è pari a 30.000 euro.

 

Il Forfettario super agevolato ed il Forfettario ordinario (con tassazione al 15%) non possono essere utilizzati da:

 

– chi esercita un’attività in forma di società;

 

– chi utilizza regimi speciali ai fini Iva o altri regimi forfettari di determinazione del reddito;

 

– soggetti non residenti, a meno che non si tratti di cittadini dell’Unione europea o residenti in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo, che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivo;

 

– chi effettua cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, o di mezzi di trasporto nuovi;

 

– chi esercita attività d’impresa, arti o professioni, se partecipa, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni a esse assimilate, ovvero a s.r.l. trasparenti;

 

– chi possiede redditi di lavoro o pensione superiori a 30.000 euro annui (non è prevista alcuna limitazione se il rapporto è cessato).

 

Le cause d’incompatibilità  valgono per il solo anno di applicazione del Regime, e non per l’ anno precedente.

 

Per restare nel regime Forfettario, super-agevolato o meno, devono essere rispettati i seguenti requisiti:

 

– non aver liquidato, nell’anno precedente, compensi per lavoro dipendente o per collaborazioni superiori a 5.000 euro;

 

– non aver effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare annuo superiore a 20.000 euro;

 

– non aver superato le soglie di ricavi previste a seconda dell’attività esercitata (come già detto, da 25.000 a 50.000 euro).

 

 

Regime di vantaggio erroneamente applicato: le conseguenze

Se ci si accorge, sulla base degli elencati requisiti richiesti, che il regime di vantaggio è stato erroneamente applicato sin dall’inizio, le conseguenze, in termini di sanzioni, sono  tanto più pesanti quanto più è durata la permanenza nel regime.

Bisogna infatti disapplicare il regime dall’inizio, mettendo in atto tutti gli adempimenti che si sarebbero dovuti effettuare:

 

– ai fini Iva, è necessario addebitare l’imposta nelle fatture emesse emettendo una nota di variazione in aumento, pari al tributo non fatturato;

 

– è previsto poi l’addebito della sanzione relativa all’imposta omessa, che va dal 90% al 180% dell’importo;

 

– inoltre, se la violazione ha determinato un omesso versamento nella liquidazione periodica, è applicabile una sanzione amministrativa del 30%;

 

– entrambe le sanzioni, però, possono essere regolarizzate col ravvedimento operoso, versando gli importi dovuti con le sanzioni ridotte e gli interessi nella misura legale;

 

– infine, è necessario rimediare alla mancanza della ritenuta d’acconto in fattura: a tal proposito, è necessario versare al cliente l’importo corrispondente alla ritenuta, erroneamente incassato, assieme a sanzioni e interessi, in modo che possa effettuare regolarmente il versamento; inoltre, è necessario versare il cliente l’importo di eventuali ulteriori sanzioni, ad esempio quelle connesse ai relativi errori nella dichiarazione del sostituto d’imposta.


 


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