Azienda non versa i contributi: quando c’è reato?
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30 Ago 2016
 
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Azienda non versa i contributi: quando c’è reato?

L’omesso versamento delle ritenute previdenziali sotto la soglia annua di diecimila euro non è più punibile come reato ma dà luogo solo a una sanzione amministrativa

 

Cosa rischia l’imprenditore che non versa i contributi ai dipendenti? Un problema molto sentito in momenti di crisi economica. Ma, a placare le acque ecco che arrivano le prime sentenze di riforma successive alla depenalizzazione del reato di mancato versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali trattenute in busta paga. Per via della riforma, a partire dal 6 febbraio 2016, se le ritenute non versate non superano i 10.000 euro annui non c’è più reato – e quindi non scatta il procedimento penale a carico dell’imprenditore – ma solo un illecito amministrativo punibile con una multa da 10.000 euro 50.000 euro. Invece se l’azienda non versa i contributi per cifre superiori a 10.000 euro annui resta la sanzione penale [1] e si rischiano fino a tre anni di reclusione e una multa che può arrivare a 1.032 euro.

 

Per stabilire se, nel singolo caso, si debba applicare il penale o la sanzione amministrativa bisogna tenere a riferimento l’importo non versato nell’arco di tempo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Dunque l’ammontare di ogni evasione contributiva si “resetta” ad ogni inizio anno e comincia a ricalcolarsi da capo. Per esempio, se per 5 anni di fila l’imprenditore non paga 9mila euro di contributi (annui) non subisce l’incriminazione penale.

 

Tanto però non vale solo per le future omissioni di pagamento dei contributi, ma anche per quelle passate, avendo la norma una portata retroattiva. Si applica cioè anche agli anni passati. È quanto chiarito ieri dalla Cassazione [2], in virtù del principio secondo cui, tra due diverse sanzioni succedutesi nel tempo, si applica sempre quella più favorevole al reo (sia essa anteriore o posteriore).

 

Scatta, dunque, solo una sanzione amministrativa pecuniaria per i datori che non versano ai dipendenti i contributi previdenziali se la soglia dell’importo omesso non supera i 10 mila euro annui.

 

La modifica introdotta ha comportato, dunque, una sostituzione di sanzioni penali (previste in precedenza) con sanzioni amministrative che si applicano (per espressa previsione normativa) con decorrenza retroattiva.

 


In pratica

In caso di somme non versate a titolo di contributi previdenziali e assistenziali risultano assestate sotto la soglia di legge, con l’intervenuta depenalizzazione (o meglio, parziale depenalizzazione del reato solo per soglie non superiori a 10mila euro) è punito con il carcere l’omesso versamento delle ritenute previdenziali per un importo superiore a 10 mila euro annui; diversamente, per somme inferiori alla soglia prevista, si applicherà solo una sanzione amministrativa pecuniaria (da 10 mila a 50 mila euro).

[1] Reato previsto dall’art. 2, comma 1 bis del dl 463/83

[2] Cass. sent. n. 35589/16 del 29.08.2016.

 


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