Studi di settore, cosa fare se non sei congruo, coerente o normale?
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30 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Studi di settore, cosa fare se non sei congruo, coerente o normale?

Contribuente che risulta non congruo, non coerente o non normale agli studi di settore: quali giustificazioni si possono utilizzare?

 

Adeguarsi alle risultanze di Gerico, cioè del software utilizzato dall’Agenzia delle entrate per gli studi di settore, non è obbligatorio, ma espone il contribuente a successivi controlli. Il rischio di accertamenti e delle conseguenti sanzioni da parte del fisco, tuttavia, può essere notevolmente ridotto.

Se il contribuente, infatti, dopo aver dichiarato tutti i dati richiesti dal software ed applicato lo studio di settore specifico per la sua attività, risulta non congruo, non coerente o non normale, ha la possibilità di difendersi attraverso:

  • delle specifiche annotazioni riguardanti la causa delle anomalie, che possono essere riportate nel campo “note aggiuntive”;
  • la motivazione degli scostamenti può essere anche trasmessa all’Agenzia delle entrate attraverso il software “Segnalazioni Studi di Settore”, disponibile nel sito web dell’Agenzia;
  • inoltre, il contribuente può difendersi da Gerico attraverso l’istituto dell’attestazione o l’istituto dell’asseverazione del professionista, sempre all’interno del modello relativo agli studi di settore: l’attestazione e l’asseverazione rafforzano le motivazioni addotte dal contribuente riguardo alle anomalie.

 

 

Studi di settore: attestazione e asseverazione del professionista

Nel dettaglio, per evitare la contestazione, da parte dell’Agenzia delle entrate, delle giustificazioni del contribuente riguardo alle anomalie presenti negli studi di settore, il professionista:

  • assevera i dati contabili ed extracontabili, cioè attesta che gli elementi contabili ed extracontabili trasmessi all’Agenzia delle entrate col software gerico corrispondono a quelli risultanti dalle scritture contabili e da altra documentazione idonea;
  • attesta, in caso di mancato adeguamento ai risultati degli studi, le cause che giustificano la non congruità o la non coerenza: in particolare, la non congruità si riferisce ai ricavi o ai compensi dichiarati, rispetto a quelli derivanti dall’applicazione degli studi; l’incoerenza si riferisce agli indici economici individuati dagli studi

 

 

Non congruità e non coerenza: cause di giustificazione

Le cause che possono giustificare il mancato allineamento agli studi di settore sono molteplici e differiscono a seconda dell’elemento contestato dagli studi: ad esempio, se gli studi evidenziano uno scarso valore aggiunto per addetto (situazione che si verifica, ad esempio, se il costo dei dipendenti determina una perdita dell’esercizio), possono essere addotti come giustificazione  problemi di salute o familiari del titolare, tali da determinare la sua mancata occupazione a tempo pieno nell’attività; ancora, può costituire una causa di giustificazione una lunga assenza del dipendente, ad esempio per malattia e per maternità.

Riguardo alle anomalie nella rotazione del magazzino o nella durata delle scorte, è possibile giustificare la situazione spiegando che i consistenti approvvigionamenti  sono stati effettuati in occasione o in prospettiva di più vantaggiose condizioni di mercato: ad esempio, è giustificato l’acquisto di abbondanti stock in previsione di un aumento dei prezzi.

Quale che sia l’anomalia riscontrata, è importante che la giustificazione sia supportata da elementi oggettivi: ad esempio, se si giustifica l’eccessivo costo dei dipendenti con la prolungata assenza di un lavoratore, è necessarioconservare tutta la documentazione dalla quale si possa evincere non solo l’assenza, ma la sua durata (ad esempio buste paga, dichiarazioni Uniemens, etc.).

 

Di seguito, riportiamo l’elenco esemplificativo, fornito dall’Agenzia delle Entrate [1], delle descrizioni sintetiche delle cause o circostanze che possono rendere non attendibili le risultanze dell’applicazione degli studi di settore. Queste indicazioni, come già detto, devono essere indicate nel campo “Annotazioni” del modello di comunicazione dei dati rilevanti.

Le descrizioni sono ripartite in tre categorie:

  • non normalità economica riferibile ai singoli indicatori;
  • marginalità economica;
  • altre condizioni particolari o specifiche che possono rendere non attendibili le risultanze dell’applicazione degli studi.

 

 

Non normalità economica riferibile a singoli indicatori

Incidenza dei costi di disponibilità dei beni strumentali:

  • vendita di beni strumentali nel corso dell’anno;
  • rilevanza di ammortamenti anticipati e/o accelerati;
  • rilevanza di costi per beni in leasing;
  • altro (da descrivere in formato libero).

 

Rotazione del magazzino o durata delle scorte:

  • consistenti approvvigionamenti “debitamente documentati” di beni di magazzino, eseguiti in occasione e/o in prospettiva di più vantaggiose condizioni di mercato (previsione di aumento dei prezzi di materie e/o campagne sconto promosse dai fornitori etc.);
  • significativa riduzione della clientela di riferimento;
  • altre situazioni particolari (da descrivere).

 

Valore aggiunto per addetto:

  • ciclo produttivo pluriennale (es: l’impresa non ha realizzato la vendita dell’immobile in corso di costruzione);
  • strutturale assenza o minima presenza di fattore lavoro (es: piccole immobiliari di gestione);
  • periodo d’imposta inferiore a 12 mesi per il quale non è previsto il ragguaglio del peso del titolare;
  • presenza significativa di apprendisti;
  • compensi corrisposti a soci amministratori ed ad amministratori non soci e rilevati in righi del quadro f del modello studi di settore diversi dal rigo f19 (spese per lavoro dipendente);
  • significativa presenza di perdite su crediti commerciali o minusvalenze patrimoniali non di natura straordinaria;
  • numero di giornate retribuite ed esposte nel quadro a del modello studi di settore (desunte dal mod. dm10) non corrispondente alle effettive giornate lavorative (es: esistenza documentabile di giornate di maternità, malattia etc. con indennità a carico del datore di lavoro);
  • altro (da descrivere).

 

Redditività dei beni strumentali:

  • ciclo produttivo pluriennale (ad esempio l’impresa che non ha realizzato la vendita dell’immobile in corso di costruzione);
  • investimenti operati in fase di avvio dell’attività che non hanno dato luogo a ricavi;
  • utilizzo parziale nel processo produttivo di beni già completamente ammortizzati
  • altro (da descrivere).

 

 

Marginalitá economica

Situazioni riferibili a condizioni soggettive del titolare:

  • età avanzata del contribuente in relazione al tipo di attività svolta – stato di salute del titolare;
  • attività residuale giustificabile in presenza di altri redditi, fondiari, di pensione o di lavoro dipendente – altro (da descrivere).

 

Situazioni riferibili all’impresa:

  • ridotte dimensioni della struttura;
  • assenza di investimenti anche se in presenza di attrezzature minimali e/o obsolete – assenza di personale dipendente e collaboratori;
  • assenza di spese per formazione professionale;
  • assenza di spese per promozione dell’attività (pubblicità, propaganda, ecc.);
  • impossibilità di sostenere spese per acquisizione di servizi;
  • debole competitività dei prodotti/servizi erogati;
  • altro (da descrivere).

 

Situazioni riferibili al mercato:

  • clientela privata di fascia economicamente debole;
  • scarso potere contrattuale nei confronti di imprese committenti (es: terzisti);
  • incapacità/impossibilità di diversificare la clientela;
  • ridotta articolazione del processo produttivo;
  • situazione di crisi del settore economico di riferimento, con impossibilità di operare una riconversione;
  • altro (da descrivere).

 

Localizzazione d’impresa:

  • area di mercato con basso benessere e scarso potenziale di sviluppo economico ;
  • scarsa presenza di infrastrutture etc.;
  • situazione d’impedimento al normale svolgimento dell’attività (ridotta accessibilità al luogo di esercizio dell’attività o altro);
  • altro (da descrivere).

 

 

Altre condizioni particolari o specifiche che possono rendere non attendibili le risultanze dell’applicazione degli studi

Descrizione, in formato libero, delle condizioni particolari o delle specifiche situazioni che hanno connotato l’esercizio di impresa (ad es., non normale revisione al ribasso dei prezzi di vendita imposta dalla concorrenza, lavori pubblici che hanno ridotto l’accessibilità al luogo di esercizio dell’attività, delocalizzazione delle attività produttive da parte del committente, ecc.) In questo ambito sono comprese tutte le condizioni particolari e le specifiche situazioni giustificative degli scostamenti dalle risultanze del singolo studio di settore, previste dalla prassi amministrativa.


[1] Agenzia delle Entrate, comunicato stampa 28.06.2007.

 


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