Disservizi postali: reclamo o ricorso al giudice
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31 Ago 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Disservizi postali: reclamo o ricorso al giudice

Ritardo nella consegna della posta: rimborso/indennizzo con il reclamo o risarcimento del danno da responsabilità contrattuale con ricorso al giudice.

 

Il cittadino che subisce un disservizio postale (per esempio ritardo nella consegna della corrispondenza) può far valere la responsabilità contrattuale dell’ente gestore del servizio postale e ottenere il risarcimento del danno.

 

È possibile proporre un reclamo alle Poste oppure procedere direttamente con il ricorso al giudice. Il reclamo non è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Una recente sentenza del Tribunale di Cagliari [1] ha infatti affermato che, in caso di disservizi postali, il ricorso al Giudice di Pace non deve essere necessariamente preceduto dal reclamo in via amministrativa.

 

La Carta della Qualità dei servizi postali [2] prevede la possibilità di reclamo e di conciliazione per denunciare il disservizio postale subito e ottenere il rimborso/indennizzo o la compensazione. Tale sistema di ristoro è però autonomo rispetto a quello che ordinariamente la legge garantisce alle parti di un rapporto contrattuale.

 

Secondo la giurisprudenza il contratto stipulato tra il mittente di una raccomandata ed il gestore del servizio postale può essere qualificato come un contratto a favore di terzo [3]. Si tratta infatti di un contratto in cui due o più parti (in questo caso il mittente della raccomandata e il gestore del servizio postale) si accordano affinché la seconda esegua una prestazione a favore di un terzo (destinatario della raccomandata).

Il terzo che non riceve la raccomandata o la riceve in ritardo ben può agire in giudizio al fine di accertare la responsabilità contrattuale delle Poste ed il conseguente risarcimento del danno.

 

La legge prevede che: a) la responsabilità per la fornitura dei servizi postali è disciplinata, per quanto non stabilito da disposizioni speciali, dalle norme del codice civile [4]; b) il cittadino ha diritto di adire l’autorità giurisdizionale indipendentemente dalla presentazione dei reclami o, in alternativa, di attivare meccanismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie [5].

 

Il legislatore ha quindi inteso predisporre due differenti modelli di tutela: l’uno fondato sul reclamo da presentarsi al gestore del servizio; l’altro, fondato sul ricorso all’autorità giurisdizionale e regolato dal codice civile in materia di responsabilità contrattuale.

 

La scelta di ricorrere all’autorità giurisdizionale senza aver previamente richiesto il risarcimento del danno mediante l’attivazione della procedura di reclamo è da considerarsi pienamente legittima, come peraltro confermato dalla legge che espressamente esclude la sussistenza di qualsivoglia condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

 

Viene allora spontaneo chiedersi perché e quando è opportuno rivolgersi direttamente al giudice e quando invece può essere sufficiente il reclamo all’ente gestore del servizio postale. Secondo il Tribunale di Cagliari il reclamo è utile per ottenere rimborsi e indennizzi derivanti dal disservizio causato nella cattiva esecuzione delle operazioni postali (per esempio ritardo). Il ricorso giurisdizionale serve invece a far valere una vera e propria responsabilità da inadempimento contrattuale del gestore del servizio, con conseguente richiesta di risarcimento del danno.

Trattandosi di meccanismi di tutela differenti, ben può il cittadino agire direttamente con ricorso senza dover prima presentare il reclamo previsto dalla Carta dei servizi postali.

 


[1] Trib. Cagliari sent. n. 1806 del 13.6.16.

[2] Decreto del Ministero delle Comunicazioni del 26 Febbraio 2004.

[3] Art. 1411 cod. civ.

[4] Art. 19 D.Lgs. 261/1999.

[5] Art. 14 D.Lgs. 261/1999.

 


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