Vendita porta a porta. Diritti e tutele
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31 Ago 2016
 
L'autore
Alessio Fortuna
 


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Vendita porta a porta. Diritti e tutele

Alcuni consigli pratici contro le tecniche di vendita aggressive utilizzate nel “porta a porta”

 

Ad ognuno di voi sarà capitato di ricevere a casa la visita di un venditore, pronto a piazzare i più disparati prodotti o servizi. I più famigerati sono certamente i contratti di fornitura di acqua, gas e luce, spesso venduti con tecniche molto aggressive. Dato che in tali situazioni “l’effetto sorpresa” rischia di giocare brutti scherzi, è bene sapere in anticipo come tutelarsi.

In questa situazione verrà in vostro aiuto il Codice del Consumo, dove sono state raccolte le disposizioni legislative prima sparse nel codice civile e in diverse leggi. In particolare, per quanto riguarda l’argomento in oggetto, saranno preziosi alcuni articoli che regolano i “Contratti negoziati fuori dai locali commerciali” e i “Contratti a distanza”. Nei primi rientrano, per l’appunto, quelli nei quali un professionista si reca casa per casa ad offrire beni (ad esempio aspirapolveri) o servizi (acqua, luce, gas).

 

 

Gli obblighi del venditore

Il Codice impone al venditore di fornire in maniera “chiara e comprensibile” tutta una serie di importanti informazioni [1], che sono:

  1. innanzitutto deve identificarsi, specificando per quale azienda lavora ed indicando a quale indirizzo il consumatore può rivolgersi per eventuali reclami o chiarimenti;
  2. deve descrivere il prodotto o il servizio fornito ed indicarne il prezzo totale comprensivo delle imposte, oltre ad eventuali spese aggiuntive di spedizione.
  3. qualora si tratti di un contratto comprensivo di un abbonamento deve indicare il costo totale per periodo di fatturazione, ossia per ogni bolletta;
  4. deve specificare le modalità di pagamento e la data entro la quale il professionista si impegna a fornire il prodotto o il servizio;
  5. deve ricordare l’esistenza della garanzia legale, fissata in Italia nel minimo a due anni;
  6. deve dare informazioni se è previsto o meno il diritto di recesso, ossia il diritto del consumatore di risolvere il contratto, indicando gli eventuali costi che il consumatore deve accollarsi [2];
  7. è importante, in caso di contratto a tempo indeterminato o che si rinnova automaticamente alla scadenza, che sia specificato entro quanto tempo è necessario inviare una comunicazione per poter recedere dal contratto.

Tutte queste informazioni, assieme alla copia del contratto firmato, devono essere messe a disposizione in formato cartaceo.

 

 

E se ho già firmato il contratto cosa posso fare?

Anche nel caso si sia già firmato il contratto, niente è perduto. Si hanno quattordici giorni di tempo per poter recedere senza dover fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi aggiuntivi. E’ importante, per essere sicuri:

  • inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo indicato nel contratto che il venditore è obbligato a fornirvi;
  • fare attenzione a non lasciar passare troppi giorni prima di effettuare l’invio. La legge prevede, infatti, che i quattordici giorni inizino a correre da un momento ben determinato, che è quello della conclusione del contratto in caso si tratti di una fornitura o della consegna in caso di un bene.

Se il venditore omette di fornire questa informazione, il diritto di recesso passa dai quattordici giorni a ben dodici mesi e quattordici giorni.

Entro quattordici giorni dalla comunicazione di recesso, il professionista è tenuto a rimborsare tutte le somme pagate e, se previsto, sostiene anche le spese di spedizione; il consumatore, in caso abbia ricevuto un bene, ha il dovere di restituirlo.

Queste tutele non si applicano ad alcuni tipi di contratti, espressamente esclusi. Si tratta di quelli relativi a servizi di natura finanziaria, pacchetti turistici, ovvero i contratti stipulati tra privati. Tra questi il caso più emblematico è quello delle vendite su e-bay o tramite annunci su giornali.

 

 

Qualche consiglio pratico

  1. accertarsi sempre che gli incaricati alla vendita esibiscano un tesserino di riconoscimento rilasciato dall’impresa;
  2. pretendere che venga lasciato del materiale cartaceo informativo dove poter leggere l’offerta e le condizioni contrattuali, il quale riporti chiaramente la denominazione esatta e i recapiti dell’impresa;
  3. fare attenzione a venditori che fanno ricorso a generici obblighi di legge per convincere ad acquistare senza dare informazioni specifiche e circostanziate;
  4. in caso si tratti di venditore di contratti di fornitura (luce, gas, acqua), è buona precauzione non mostrargli le bollette, le quali contengono importanti codici identificativi univoci (POD; PDR) che possono essere copiati e poi utilizzati per stipulare contratti all’insaputa del cliente.

[1] Art. 49 codice consumo

[2] Art. 52 codice consumo

 


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