Genitori, obbligatorio ascoltare i figli
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1 Set 2016
 
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Genitori, obbligatorio ascoltare i figli

Genitori separati: nel caso di contrasto su una decisione riguardante il figlio minore, a decidere quale delle due soluzioni sia la migliore è il giudice, che deve ascoltare il minore.

 

Se solo i genitori ascoltassero (e non semplicemente “sentissero”) i propri figli, come del resto è loro dovere, si eviterebbero tante discussioni e, soprattutto, cause: è questa la sintesi della riflessione fatta dal tribunale di Milano in una recente ordinanza [1].

 

Madre e padre ormai separati e in conflitto su una decisione inerente al figlio minore su cui entrambi hanno l’affidamento, devono sempre tentare di risolvere le proprie discussioni con il dialogo: dialogo che deve essere, prima ancora che tra di loro, con il minore stesso. Se, infatti, è vero che, per risolvere i contrasti, la prima cosa che fa il giudice è proprio chiedere l’audizione del figlio interessato (se ha almeno 12 anni o anche prima qualora dimostri capacità di discernimento), tanto più ciò vale a monte con i genitori. Peraltro è proprio da tale ascolto che può derivare la soluzione alla vicenda, verificando quali siano le effettive volontà del giovane con meno di 18 anni (dopo tale soglia è lui stesso a decidere per sé) e quali le sue ambizioni: del resto, proprio a tali criteri farà poi riferimento il tribunale nel momento in cui sarà chiamato a decidere.

 

 

La vicenda

Il caso si riferisce a una ragazza che aveva manifestato il desiderio di partecipare a un viaggio-studio in Australia. Mentre il padre le aveva dato il suo placet, la madre era stata di diverso avviso; a detta di quest’ultima, infatti, la minore avrebbe espresso una volontà non genuina in relazione a tale esperienza. L’ex marito ha così incaricato della decisione il giudice della famiglia che ha dato ragione al papà dopo aver ascoltato la giovane e aver verificato la sua effettiva volontà a voler intraprendere il viaggio.

 

 

Come risolvere i contrasti tra genitori

L’ordinanza sancisce un principio sacrosanto: come è obbligo dei genitori ascoltare il proprio figlio, è anche diritto del figlio essere ascoltato. Qualora il contrasto non si risolva da solo, i genitori potranno/dovranno rivolgersi al giudice della famiglia secondo le regole che seguono.

 

In caso di contrasto, o di esercizio difforme dalle decisioni concordate, su questioni di particolare importanza o sugli atti di ordinaria amministrazione, ciascuno dei coniugi può rivolgersi, senza formalità particolari, al giudice ordinario, indicando i provvedimenti ritenuti più idonei.

Il giudice – il cui potere trova un limite nel superiore interesse rappresentato dalla autonomia della famiglia – non può imporre una propria decisione né sostituirsi ai genitori stessi, ma deve favorire un accordo tra i genitori. Se ciò non è possibile, deve allora decidere quale delle due scelte, operate dai genitori, sia più idonea a curare gli interessi del minore. Non può invece prospettare una terza soluzione – la propria – difforme da entrambe quelle indicate dai genitori.

Nei casi di urgenza, non potendosi attendere l’intervento del tribunale, la legge riserva al padre il potere di prendere una decisione, anche se in contrasto con la madre.

 

Dunque, in sintesi, in caso di contrasto tra gli ex-coniugi nell’esercizio della reciproca responsabilità genitoriale, la parola definitiva sull’autorizzazione compete al giudice della famiglia. A tal riguardo, il minore ha il diritto ad essere “ascoltato” in tutti i procedimenti che lo riguardino, per cui l’ascolto è “atto imprescindibile, soprattutto allorché il contrasto genitoriale afferisca ad una decisione che coinvolge in via diretta il minore medesimo, come nel caso di specie. Ma tutto ciò non toglie che in questo caso l’ascolto da parte del giudice deve ritenersi un compito «secondario rispetto a quello primario, dei genitori, di ascoltare i propri figli».

 

Se i coniugi – rimarca il giudice – avessero ascoltato, avrebbero evitato un ulteriore accesso all’autorità giudiziaria ed avrebbero attuato le migliori scelte nel rispetto dei desideri, delle aspirazioni e delle inclinazioni della propria figlia.


La sentenza

Trib. Milano, sez. I civile, ordinanza 3 giugno 2016 (est. Laura Cosmai)

Il Giudice istruttore Dott. Laura Maria Cosmai , a scioglimento della riserva assunta in data 31.5.2016;

considerato che con propria ordinanza del 13.5.2016 è stata disposta l’audizione di …. ( nata il ….1998) per essere sentita in merito alla richiesta di cui al ricorso presentato dal padre diretto ad ottenere l’autorizzazione a che la figlia possa trascorrere nel periodo delle prossime vacanze estive ( … luglio – … settembre 2016) un periodo di vacanza/studio in Australia, ospite …;

rilevato che il Giudice ha ritenuto –a prescindere dall’esistente contrasto tra i genitori circa l’opportunità della vacanza- che fosse fondamentale e imprescindibile procedere all’audizione di .. trattandosi di atto necessario nel relativo procedimento;

considerato che il vigente codice di rito impone all’autorità giudiziaria, di procedere all’ascolto del minore “ in tutti i procedimenti” che li riguardano. E’ indubbio che l’ascolto del minore sia quindi atto imprescindibile soprattutto allorchè il contrasto genitoriale afferisca ad un decisione che coinvolge in via diretta la minore medesima come nel caso di specie in cui, a prescindere dalla volontà e dalla autenticità della dichiarazione della minore, è indubbio che si tratti

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[1] Trib. Milano, ord. del 3.06.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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