Niente Irap per il collaboratore con mansioni esecutive
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24 Set 2016
 
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Noemi Secci
 


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Niente Irap per il collaboratore con mansioni esecutive

Il requisito organizzativo necessario per applicare l’Irap non si realizza per la sola presenza di un collaboratore o di un dipendente con mansioni esecutive.

 

Anche il collaboratore dell’impresa familiare, alla pari del dipendente, se svolge mansioni meramente esecutive o di segreteria non è, da solo, sufficiente a integrare il presupposto per applicare l’Irap, cioè quello dell’autonoma organizzazione: è quanto chiarito da una recente ordinanza della Cassazione [1].

L’ordinanza della Cassazione segue il noto principio stabilito dalle Sezioni Unite [2] nella sentenza di quest’anno, considerata una pietra miliare in materia di Irap: secondo il nuovo principio, non è possibile che si realizzi automaticamente il requisito dell’autonoma organizzazione, se il contribuente, imprenditore individuale, artista o libero professionista, ha assunto un solo dipendente o un collaboratore per svolgere mansioni di segreteria o meramente esecutive.

Secondo le Sezioni Unite, difatti, l’apporto del dipendente all’attività professionale, artistica o d’impresa, perché si realizzi il presupposto organizzativo previsto per applicare l’Irap, deve essere tale da potenziare l’attività: se il dipendente, o collaboratore, svolge delle mansioni professionali specifiche, è considerato in grado di incrementare l’attività del contribuente. Le mansioni di segreteria, o generiche, o meramente esecutive, invece, recano all’attività svolta dal contribuente un apporto indiretto e marginale.

 

 

Irap: impresa familiare con un solo collaboratore

Il principio delle Sezioni Unite si riferisce esplicitamente, come appena esposto, all’imprenditore individuale, all’artista e al professionista: la nuova ordinanza della Cassazione lo ha ora esteso anche all’impresa familiare, nonostante le precedenti pronunce della stessa Suprema Corte affermassero che l’attività svolta dai collaboratori delle imprese familiari comporta sempre l’assoggettamento all’Irap dell’impresa.

I familiari che prestano lavoro nell’impresa, difatti, sono sempre stati considerati alla stregua dei collaboratori non occasionali, in quanto devono prestare la propria attività nell’azienda in modo continuo e prevalente. Il fatto che l’attività sia prestata in modo continuo e prevalente, però, non implica il potenziamento dell’attività dell’impresa, nel caso in cui un collaboratore familiare abbia mansioni esecutive o generiche.

La Corte ha così rimediato a questa mancanza con la nuova ordinanza, nella quale ha precisato che l’impresa familiare non è soggetta all’Irap se è impiegato un solo collaboratore che svolge mansioni di segreteria, generiche o meramente esecutive. È opportuno, a tal fine, che le mansioni del collaboratore siano precisate in modo specifico nell’atto costitutivo dell’impresa familiare.

 

 

Irap: due dipendenti o collaboratori con mansioni esecutive

È invece differente il caso in cui l’imprenditore, o l’artista, o il libero professionista, abbiano alle loro dipendenze due dipendenti o collaboratori che svolgono mansioni meramente esecutive, generiche o di segreteria.

In questo caso, il requisito dell’autonoma organizzazione presupposto per l’Irap si integra, in quanto l’avere alle proprie dipendenze, in maniera non occasionale, un solo soggetto con mansioni marginali, è considerato il limite da non oltrepassare per l’esenzione dall’imposta.

 

 

Irap: chi può essere esentato con un solo dipendente

La Cassazione ha, infine, specificato che il principio per il quale non sono soggetti all’Irap imprenditori individuali, artisti e professionisti con un solo dipendente o collaboratore, con mansioni meramente esecutive, vale anche per i seguenti soggetti:

 

– agenti;

– rappresentanti;

– promotori finanziari;

– artigiani;

– piccoli commercianti;

– coltivatori diretti del fondo.

 

In generale, dunque, il principio è applicabile per i piccoli imprenditori che esercitano l’attività prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.


[1] Cass. ord. 17429/2016.

[2] Cass. SS. UU. Sent. n. 9451/2016.

 


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