Canone Rai, tutte le ambiguità del rimborso
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1 Set 2016
 
L'autore
Massimiliano Palumbo
 


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Canone Rai, tutte le ambiguità del rimborso

L’Aduc segnala addebbiti illegittimi ed errori. Lunghi e poco chiari i termini per riavere i soldi indietro

 

«Da quest’anno, pagare il canone tv, sarà molto più semplice». Lo spot cominciava così. E proseguiva: «Come accendere la luce». Peccato, però, che finora sia siano accesi solo gli animi dei contribuenti. Il metodo di pagamento scelto dal Governo non è stato semplice e, come spiega l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei lavoratori), per niente chiaro.

 

L’Associazione fa un primo bilancio e ne emerge un quadro sconfortante. In base alle segnalazioni ricevute, risulta che «c’è chi ha inviato per tempo la dichiarazione di non detenzione, ma si è ritrovato lo stesso il canone in bolletta». Ma c’è anche chi ha pagato il canone per la casa e poi gli è stato richiesto anche per la cantina. I casi di errore riportati dal sito dell’Aduc sono molti, ma la cosa che emerge è un’altra. Perché errare è umano, ma perseverare è diabolico. E qui si persevera dal momento che questi errori nascono all’origine della vicenda e cioè dal modo ambiguo di comunicare da parte dello Stato. Comunicazioni che sembrano fatte apposta per non far funzionare le cose.

 

Eppure ricordiamo che comunicare vuol dire mettere in comune, e in casi come questo si dovrebbero mettere in comune informazioni e conoscenza. E invece no. Tanto che sulle pagine dell’Associazione si arriva a definire una «genialata» la scelta di informare chi non ha una tv, con uno spot televisivo.

 

La lista degli errori prosegue, perché ogni scelta di comunicazione è arrivata più come una toppa per rimediare errori e ambiguità che come uno strumento informativo. «A poco serve che l’Agenzia delle entrate apra una pagina Facebook di consulenza sul canone Rai a termini scaduti».

 

Eppure la soluzione era semplice e a portata di mano: «Informare gli utenti tramite la stessa bolletta elettrica. La spesa sarebbe stata peraltro relativamente bassa».

 

«A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina», diceva Giulio Andreotti. E probabilmente indoviniamo se pensiamo che questa poca chiarezza serva ad arricchire ingiustamente lo Stato. Spieghiamo il perché: a causa di tanta confusione sono entrati nelle casse dell’erario i soldi di quei contribuenti che non hanno la tv. «Ma c’è il rimborso», direbbe l’avvocato del diavolo. Esatto. Ma ciò che fin qui non è stato chiaro può diventare cristallino all’improvviso? Vediamo. L’Agenzia delle Entrate spiega che il rimborso sarà effettuato, dall’impresa elettrica, mediante accredito sulla prima fattura. Il rimborso avverrà entro quarantacinque giorni dall’autorizzazione da parte della stessa Agenzia.

 

Ragioniamo insieme all’Aduc. Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per rispondere alla richiesta di rimborso? «Il provvedimento non dice nulla». Entro quanto tempo e in che modo il contribuente conoscerà l’esito del rimborso? «Il provvedimento tace anche su questo». Potremmo fermarci qui, ma in un confronto del genere è bene arrivare fino in fondo. Ed allora è giusto ricordare che sempre lo stesso provvedimento prevede una strana possibilità e cioè che l’accredito non vada a buon fine. Le domande nascono spontanee: come fa un riaccredito a non andare a buon fine? Ma soprattutto: come fa il cittadino a sapere che l’operazione non è andata in porto?

 

«La legge è uguale per tutti»? No, pare proprio di no. Soprattutto quando le parti in causa sono il cittadino e lo Stato. Avete notato come quest’ultimo sia molto chiaro nel chiedere i soldi e come sia ancora più chiaro quando prevede le relative sanzioni? Facciamo il ragionamento inverso. L’uguaglianza non è di questo Paese.


 


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Commenti
4 Set 2016 Anna

ma nel caso una persona,per vari motivi si sia dimenticata di fare la dichiarazione per l’esenzione del canone,in quanto la casa non è abitabile,,per via di una ristrutturazione,ed avendolo fatto anni prima ed accettato dalla rai,può fare richiesta di rimborso??