Contestazione differita se l’autista viola i tempi di guida
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22 Set 2016
 
L'autore
Alessio Fortuna
 


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Contestazione differita se l’autista viola i tempi di guida

Costituisce eccezione alla regola della contestazione immediata del verbale la complessità degli accertamenti effettuati sul cronotachigrafo

 

Circolare senza cronotachigrafo in funzione, quando ne è obbligatoria l’installazione, costituisce una grave violazione del Codice della strada. Qualora la polizia effettui un controllo, è dovere dell’autista fornire subito tutta la documentazione per farla verificare. In questi casi non opera l’obbligo di contestazione immediata previsto dal Codice della Strada e il verbale di accertamento è valido purchè notificato entro novanta giorni, qualora la complessità dell’attività ispettiva lo richieda.

 

Qualora si commetta una violazione del Codice della strada, la regola è che la contravvenzione debba essere immediatamente contestata e che debba essere contestualmente redatto un verbale [1].

 

Il tribunale civile di Pordenone ha stabilito un’importante eccezione a questa regola per i conducenti di camion [2]. Tutti i cosiddetti mezzi pesanti, ossia gli autoveicoli per trasporto merci con massa complessiva superiore alle 3,5 tonnellate (compreso un eventuale rimorchio), devono essere muniti per legge di un cronotachigrafo, ossia di un dispositivo – esteticamente molto simile ad un’autoradio – che misura, oltre alla velocità e alla distanza percorsa, anche da quanto tempo il conducente è alla guida. I dati raccolti dal cronotachigrafo vengono memorizzati e conservati in una memoria chiamata “carta tachigrafica”, in pratica una smart-card, o su di un disco di carta per i dispositivi più vecchi. L’autorità può in ogni momento prendere visione di questi dati per analizzarli e verificare eventuali infrazioni. Naturalmente, questa operazione può richiedere anche molto tempo, a seconda della mole dei dati.

 

Il cronotachigrafo ha la duplice funzione di incrementare la sicurezza sulle strade, evitando che i conducenti si trovino alla guida in condizioni di eccessivo affaticamento, e di garantire un corretto rapporto tra datore di lavoro e lavoratore. A tal fine sono stati previsti dei “tempi di guida e di riposo” da rispettare, quantificati in quarantacinque minuti consecutivi di riposo ogni quattro ore e mezza di guida, e prevedendo uno stop obbligatorio di undici ore raggiunte le nove ore giornaliere di guida [3]. La legge, in merito, è rigorosa nel punire la violazione con il pagamento di un’ingente somma di denaro [4].


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI PORDENONE

in persona del Giudice dottoressa Lucia Dall’Armellina ha pronuncialo la seguente

SENTENZA

nella causa civile in grado d’appello, iscritta in data 29.12.2014 al n. 5058/2014 di Ruolo Generale Contenzioso, vertente

tra

V.M., in proprio e nella qualità di titolare dell’omonima impresa individuale con l’Avv. M.V. per mandalo n margine dell’atto di citazione in appello;

Appellante e

PREFETTURA DI PORDENONE, Ufficio Territoriale del Governo rappresentata e difesa ex lege dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Trieste;

Appellata

Oggetto: riforma sentenza del Giudice di Pace di Pordenone n. 474/2014 verbale di accertamento di illecito in materia di periodo di riposo giornaliero e di guida senza disco cronotachigrafo ai sensi e per gli effetti del C.d.S.. Causa trattenuta in decisione sulle conclusioni di cui ai fogli allegati

MOTIVI DELLA

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[1] Art. 200 cod. strada.

[2] Trib. Pordenone, sent. n. 198/16.

[3] Regolamento CE 561/06.

[4] Sanzione amministrativa da euro 939 a euro 3.758. Art. 179 cod. str.

 


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