Avvocati: vietato lavorare per due Comuni diversi
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2 Set 2016
 
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Avvocati: vietato lavorare per due Comuni diversi

Gli avvocati dell’ufficio legale di un Comune non possono prestare attività contemporaneamente per un altro ente locale.

 

Niente doppi incarichi per gli avvocati quando si parla di enti locali: secondo infatti una recente sentenza del Tar Lombardia [1], agli avvocati che fanno parte dell’ufficio legale di un Comune è vietato prestare la propria attività professionale in favore di un ulteriore e diverso ente tramite convenzioni di adesione all’avvocatura comunale unica.

 

Come noto la legge [2] stabilisce l’incompatibilità della professione di avvocato con attività di lavoro subordinato; viene però fatta salva la possibilità di iscrizione nell’elenco speciale per gli avvocati che esercitano attività legale per conto degli enti pubblici, ai quali sono attribuiti gli affari legali dell’ente di appartenenza. La deroga per gli avvocati degli uffici legali degli enti pubblici riguarda però solo le cause proprie dell’ente presso il quale prestano la loro opera e non consente la medesima attività in favore di un ente diverso, dotato di distinta soggettività.

 

Successivamente, la finanziaria del 2008 ha consentito l’istituzione di avvocature uniche, normativa però che, secondo la sentenza in commento, lascia inalterato il quadro delle incompatibilità e dei divieti per l’avvocato, non includendovi l’ipotesi delle avvocature in convenzione.

Risultato: gli avvocati dipendenti da enti pubblici possono svolgere attività professionale solo in relazione agli affari propri dell’ente presso il quale sono incardinati. Le avvocature uniche possono risultare costituite da dipendenti distaccati dagli enti partecipanti i quali sono tenuti a trattare esclusivamente gli affari legali dell’ente di rispettiva appartenenza.


La sentenza

TAR LOMBARDIA – SENT N. 01608/2016 REG.PROV.COLL. – N. 02406/2015 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2406 del 2015, proposto dagli avvocati: Maurizio Piero Zoppolato, Angela Canta, Maurizio Boifava, Luca Griselli, Marco Salina, Joseph Brigandì, Max Diego Benedetti, Francesco De Marini, Barbara Savorelli, Lorella Fumarola, Stefano Bonatti, Fabio Andrea Bifulco, Alessandro Dal Molin, in proprio nonché rappresentati e difesi dall’avvocato Maurizio Zoppolato, con domicilio eletto presso il suo studio in Milano, Via Dante, n. 16; contro

Comune di Busto Arsizio, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Daniele Lucchetti, con domicilio eletto presso la Segreteria del T.A.R. in Milano, Via Corridoni, n. 39;

Comune di Lonate Pozzolo, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito; Comune di Mozzate, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito; Comune di Busto Garolfo, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito;

nei confronti di

Comune di Gallarate, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Daniele Lucchetti,

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[1] Tar Lombardia sent. n. 1608/16 del 15.06.2016.

[2] Legge n. 247/2012, art. 18 lett. d).

 


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