Pistola giocattolo: per l’uso nessuna attenuante
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3 Set 2016
 
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Pistola giocattolo: per l’uso nessuna attenuante

Non è una condotta lieve utilizzare una pistola giocattolo per commettere un reato.

 

Usare una pistola giocattolo per minacciare qualcuno o per farsi dare dei soldi o, comunque, costringerlo a compiere una determinata azione è reato? Certamente. Ma il dubbio è se l’utilizzo dell’arma falsa possa integrare o meno i presupposti per l’attenuante prevista dal codice penale. La risposta è stata data da una recente sentenza della Corte di Appello di Roma [1].

 

 

L’arma giocattolo non è un’attenuante

Il codice penale [2] prevede, tra le attenuanti generiche relative (nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio) l’aver cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità, oppure, nei delitti determinati da motivi di lucro, l’avere agito per conseguire o l’avere comunque conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l’evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuità.

 

Questa attenuante prevede dunque due presupposti:

  • il modesto valore del bene sottratto (ad esempio, la rapina di una somma modesta di 80 euro);
  • il pericolo o il danno prodotto alla vittima deve essere di speciale tenuità.

 

Secondo la sentenza in commento, nonostante la rapina riguardi una modica cifra, l’uso di una pistola, anche se giocattolo, non si può considerare condotta lieve. Nel caso di specie, la pistola era priva del tappo rosso e, quindi, in una situazione di particolare gravità come una rapina, poteva incutere il timore nella vittima che si trattasse di un’arma vera.


La sentenza

Corte d’Appello di Roma – Sezione III penale –

Sentenza 12 maggio 2016 n. 4124

REPUBBLICA ITALIANA

Il giorno 29/04/2016

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DI APPELLO DI ROMA

SEZIONE TERZA PENALE

così composta

Dott. ENRICA MAZZACANE Presidente

Dott. MASSIMO GUSTAVO MARIANI Consigliere

Dott. MARIA GRAZIA BENEDETTI Consigliere

Ha pronunciato in Camera di Cons. la seguente

SENTENZA

nel procedimento penale di secondo grado nei confronti di:

1) AR.MA. – DETENUTO presente

nato (…) – ITALIA

domiciliato a (…)

2) DI.CL. – DETENUTO presente

nato (…) – ITALIA domiciliato a ROMA – VIA (…)

difeso dall’avv. LU.LE. del Foro di ROMA – RM – Nomina di Fiducia IMPUTATI

A) In ordine al reato p. e p. dagli articoli 110, 628 commi 1 e 3 n. l c.p., perché, in concorso tra loro, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, con minaccia consistita nello scendere AR. dalla vettura guidata dal DI. impugnando una pistola – riproduzione di arma autentica priva di tappo rosso sono – e intimare al Da. di consegnare l’incasso del chiosco di vendita di fiori e piante da

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[1] C. App. Roma, sent. n. 4124/16 del 12.05.2016.

[2] Art. 62 cod. pen.

 


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