Cigs 2017, formazione e ricollocazione prima del licenziamento
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24 Set 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Cigs 2017, formazione e ricollocazione prima del licenziamento

Previsti dei piani formativi e di ricollocazione a favore dei dipendenti durante i periodi di Cassa integrazione straordinaria.

 

Dall’anticamera del licenziamento alla preparazione per una nuova attività lavorativa: è questo l’obiettivo degli interventi sulla Cigs, la Cassa integrazione straordinaria, che mirano ad eliminare i sussidi passivi, trasformandoli in un’occasione per trovare un nuovo posto di lavoro.

In particolare, è attualmente allo studio un nuovo piano sulla Cigs, che darà ai lavoratori la possibilità di seguire dei percorsi di formazione, grazie all’intervento dei fondi interprofessionali (come ad esempio Fondimpresa, Fonarcom, etc.) e, a seguito della riqualificazione, offrirà la possibilità di essere ricollocati in un nuovo posto di lavoro. I percorsi di formazione potranno essere seguiti già durante i periodi di Cigs, senza attendere l’eventuale successivo licenziamento ed i piani di ricollocazione saranno destinati agli esuberi: in questo modo, si vuole terminare la trasformazione dell’istituto della Cigs, per evitare che i sussidi servano solo a tenere in piedi una realtà ”morente” e fare in modo che, invece, servano al “rilancio” dei lavoratori.

I piani di formazione e ricollocazione, comunque, sono solo l’ultima novità in materia di Cassa integrazione straordinaria: quest’istituto, difatti, ha subito delle significative modifiche in seguito al Jobs Act. Vediamo che cos’è cambiato nell’ultimo anno.

 

 

Cigs: che cos’è

Ricordiamo, innanzitutto, che cos’è e a che cosa seve la Cigs: la Cassa integrazione straordinaria è un’integrazione salariale, spettante ai dipendenti di determinate aziende, per la riduzione o l’interruzione dell’attività causata da determinate situazioni. L’integrazione salariale è pari, in generale,all’80% della retribuzione persa per le ore non lavorate; la riduzione dell’orario di lavoro o la sospensione dell’attività aziendale, nel dettaglio, devono essere causate dalle seguenti situazioni:

  • riorganizzazione aziendale;
  • crisi aziendale, esclusi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;
  • attivazione di un contratto di solidarietà (che può essere difensivo, quando la riduzione oraria serve per evitare licenziamenti, o espansivo, quando serve per effettuare nuove assunzioni).

 

 

Nuova Cigs: durata

La durata della Cigs, dal 2016, non può superare il nuovo limite massimo complessivo di 24 mesi (30 mesi per il settore edilizio e lapideo)nel quinquennio mobile, comprensivo anche di eventuali periodi di Cig (cassa integrazione ordinaria): i 24 mesi devono essere infatti intesi come somma dei trattamenti di integrazione salariale ordinari e straordinari.

Il limite, però, è innalzato a 36 mesi, se la Cig o la Cigs sono sommate ai contratti di solidarietà, o qualora l’azienda fruisca dei soli contratti di solidarietà.

 

 

Nuova Cigs: beneficiari

I trattamenti  di integrazione salariale possono essere concessi:

  • ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno;
  • ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo parziale;
  • ai lavoratori con contratto di apprendistato.

Il dipendente deve possedere almeno 90 giorni di effettivo lavoro, all’interno della stessa unità produttiva, alla data della domanda. Sono contati come giorni di effettivo lavoro anche le domeniche, i giorni liberi, i festivi, e le giornate in cui il lavoratore risulta assente per infortunio o maternità obbligatoria.

 

Sono invece esclusi dalla nuova Cigs 2016:

  • i dirigenti;
  • i lavoratori a domicilio;
  • i lavoratori con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
  • i lavoratori con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

 


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