Tirocini formativi estesi anche alla Cassazione
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2 Set 2016
 
L'autore
Antonio Salerni
 


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Tirocini formativi estesi anche alla Cassazione

Si aggiunge un’ulteriore opportunità per i neo-laureati in giurisprudenza

 

Dal 2013 il cosiddetto decreto del fare [1] ha introdotto un particolare percorso formativo che prevede l’affiancamento di un magistrato togato, per un periodo pari a 18 mesi. Esso è destinato ai dottori in giurisprudenza più brillanti, aventi o una media esami non inferiore a 27/30, su una serie di materie individuate espressamente dal decreto, oppure un punteggio di laurea non inferiore a 105/110. Tale stage consente ai neo laureati, sotto i 30 anni, di toccare con mano la realtà giudiziaria dal lato giudicante, entrando a far parte del cosiddetto ufficio del processo e potendo svolgere una serie di attività, variabili in base a quanto disposto dal singolo ufficio e, soprattutto, dal rispettivo magistrato formatore.

Sebbene tale tirocinio non costituisca un rapporto di lavoro, e dunque non dia diritto a retribuzione, i tirocinanti possono beneficiare di una borsa di studio, d’importo non superiore a 400 euro mensili, nei limiti delle risorse che annualmente il Ministero individua e liquida con apposito decreto.

Delle caratteristiche e dei vantaggi di tale tirocinio ne abbiamo già parlato nell’approfondimento: Come fare il tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari.

 

La novità del giorno è legata al recentissimo decreto legge giustizia [2], in vigore dal 31 agosto 2016, e recante, fra le altre cose, misure per l’efficienza degli uffici giudiziari. Ebbene l’art. 2 del suddetto decreto amplia gli uffici giudiziari in cui è possibile svolgere lo stage introdotto dal decreto del fare del 2013. I neo-laureati, infatti, oltre ai Tribunali ordinari, le Corti d’Appello, gli Uffici e i Tribunali di sorveglianza, gli uffici requirenti di 1° e 2° grado, i Tar, il Consiglio di Stato, e i Tribunali per i minorenni, potranno inoltrare la propria domanda di stage anche presso la Corte di cassazione e la Procura generale presso la Corte di cassazione, affiancando così un magistrato del più importante organo italiano di giurisdizione ordinaria.

Resta fermo che il decreto legge giustizia dovrà essere convertito in legge nei canonici 60 giorni, per rendere definitiva questa novità in materia di tirocini.

 

Tale apertura conferma l’indirizzo degli ultimi anni del legislatore, teso a rafforzare il personale a disposizione degli uffici giudiziari. Al tempo stesso essa diventa un’allettante opportunità per i neo-laureati interessati a questa tipo di formazione teorico-pratica post-laurea. Essendo lecito attendersi un alto numero di richieste, la Corte di Cassazione regolerà la procedura di ingresso dei nuovi tirocinanti, fissando dunque termini, posti disponibili, ecc., attraverso bandi interni, analogamente a quanto già fanno buona parte degli altri uffici giudiziari. I posti disponibili saranno necessariamente legati al numero di magistrati in servizio presso la Corte di cassazione, in considerazione del fatto che la legge prescrive che ciascuno di essi possa essere seguito da non più di due tirocinanti (eccezion fatta per gli ultimi sei mesi di tirocinio).

 

Qualora le istanze presentate dovessero superare il numero di posti disponibili, verrà stilata una graduatoria che terrà conto dei seguenti parametri: media degli esami indicati; punteggio di laurea; minore età anagrafica; eventuali corsi di perfezionamento in materie giuridiche successivi alla laurea.


[1] Art. 73 D. Lgs. 69/2013.

[2] D.L. 168/2016.

 


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