Cos’è la provvisionale?
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25 Set 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Cos’è la provvisionale?

La provvisionale nel processo penale è una somma di denaro liquidata dal giudice alla parte danneggiata, come anticipo sull’importo che le spetterà in via definitiva. Che significa?

 

 

Provvisionale: cos’è?

Frequentemente capita, nell’ambito dei processi penali, di sentire parlare di provvisionale: si tratta di una somma di denaro liquidata dal giudice in favore della parte danneggiata dal reato, come anticipo sull’importo integrale che le spetterà in via definitiva.

In sostanza, la condanna alla provvisionale è prevista quando sia accertata una parte del credito, rinviando la determinazione complessiva del danno ad un momento successivo. Cerchiamo di capirne di più.

 

Provvisionale: chi sono i protagonisti del processo penale?

A seguito della commissione di un reato, la sentenza di condanna prevede il risarcimento del danno in favore della parte offesa: si tratta del titolare del diritto che è stato violato dal soggetto colpevole del reato e che non va confuso con il danneggiato dal reato che è, invece, la persona che ha subito dei danni – patrimoniali e non – e che può costituirsi parte civile.

Chiariamo con un esempio: nel delitto di omicidio, persona offesa dal reato è la vittima, mentre il danneggiato sono i parenti dell’ucciso. In altri casi, queste due figure coincidono nello stesso soggetto.

 

 

Provvisionale: come ottenere il risarcimento del danno da reato?

Chiarita questa fondamentale differenza, vediamo ora come il danneggiato dal reato può fare per ottenere il risarcimento dei danni. Due sono le strade percorribili:

  1. la costituzione di parte civile nel processo penale contro il trasgressore;
  2. l’azione civile autonoma.

 

La costituzione di parte civile (con richiesta del risarcimento del danno) ha tempi e modalità prescritte dal codice di procedura penale: la relativa condanna, come è intuibile, si avrà solo al termine del giudizio, con la sentenza definitiva.

 

 

Provvisionale: quando vi è la relativa condanna?

Tuttavia, generalmente, con la condanna il giudice penale assegna alla parte civile una somma, la cosiddetta provvisionale appunto: vuol dire, in sostanza, che il magistrato condanna l’imputato al risarcimento soltanto di una parte del danno subito dalla vittima (perché solo quella parte è stata provata nel corso del giudizio penale). Di conseguenza, il danneggiato può agire direttamente contro l’imputato notificandogli la sentenza insieme al precetto (cioè l’atto con cui si intima il pagamento), per poi intraprendere l’esecuzione forzata e ottenere, in tal modo, coattivamente quanto di sua spettanza. La provvisionale, infatti, è immediatamente esecutiva: significa che non è necessario attendere che la sentenza penale diventi irrevocabile per poter effettuare un’esecuzione forzata.

Chiaramente, se la vittima dovesse ritenere che la somma liquidata a titolo di provvisionale sia insufficiente a soddisfarla dell’intero danno patito, potrà instaurare un autonomo processo civile per l’accertamento e la condanna del danno ulteriore.

 

 

Provvisionale: quando chiederla?

Recentemente, è intervenuta sul tema la stessa Corte di Cassazione, in merito al momento in cui la parte civile può chiedere la condanna alla provvisionale, stabilendo che tale richiesta può avvenire in qualsiasi momento, anche nel corso del giudizio di appello per la prima volta e anche se a proporre l’impugnazione è stato l’imputato. Una decisione in tal senso, infatti, non viola quanto sostenuto dal codice, non implicando nessuna decisione peggiorativa rispetto a quanto precedentemente stabilito (ad esempio, rispetto alla sentenza di primo grado). Una decisione, quindi, nettamente a favore di chi chiede il risarcimento [1].

 

Nello specifico, il caso esaminato dalla Suprema Corte riguarda il ricorso di un sessantenne catanese per una violenza sessuale su minore, reato per il quale era stata inflitta una condanna a 5 anni e 8 mesi di carcere, oltre alle statuizioni civilistiche, le cui richieste erano state formulate per la prima volta dalle parti lese solo in secondo grado. A parere dell’imputato, quindi, i 60mila euro di provvisionale poi inflitti – in aggiunta alla conferma del carcere – rappresentavano una riforma peggiorativa del primo grado, non consentita dalle norme codicistiche.

 

 

Provvisionale: se e quando è domanda nuova?

La tesi dell’uomo viene bocciata dalla Cassazione, la quale è, invece, dell’opinione secondo cui quando in primo grado c’è stata condanna generica al risarcimento del danno, se la richiesta di condanna alla provvisionale viene effettuata per la prima volta in appello dalla parte civile non costituisce domanda nuova; ne consegue che il giudice di secondo grado ha il dovere di pronunciarsi [2], essendo connessa alla domanda principale e con funziona cautelare e anticipatoria rispetto a quest’ultima.


[1] Cass., sent. n. 35570, del 29.08.2016.

[2] Cass., sent. n. 42684, del 23.10.2015.

 


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