Le siepi al confine vanno potate o sradicate?
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4 Set 2016
 
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Le siepi al confine vanno potate o sradicate?

Solo in presenza di un muro sul confine, le piante non devono rispettare le distanze minime ma si può imporre al titolare di mantenerle a un’altezza adeguata.

 

Tutte le volte in cui, sulla linea di confine tra due proprietà, c’è un muro, le siepi possono restare a ridosso dello stesso muro, senza dover rispettare le distanze minime. In tal caso, la siepe deve solo rispettare l’altezza del muro stesso e non può essere superiore ad esso; diversamente va potata e riportata fino almeno alla soglia massima della costruzione di confine.

Invece, quando non esiste alcun muro tra le due proprietà, allora le siepi vanno collocate a una distanza minima dal confine pari a [1]:

  • 2 metri per le siepi di robinie;
  • 1,5 metri per le piante di non alto fusto. Tali sono tutte le piante il cui fusto, sorto ad altezza non superiore a tre metri, si diffonde in rami. È il caso, ad esempio, delle siepi di alloro;
  • 1 metro per siepi di ontano, di castagno o di altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo;
  • 0,5 metri per le viti, gli arbusti, le siepi vive, le piante da frutto di altezza non maggiore di due metri e mezzo.

 

A ricordare questi basilari principi di diritto civile è una recente sentenza del Tribunale di Firenze [2].

 

 

Le siepi troppo vicine al confine vanno tagliate o sradicate?

La pronuncia in commento risolve l’annoso dubbio – che puntualmente sorge tra proprietari limitrofi – su quale fine debbano fare le siepi troppo vicine al confine: vanno tagliate o sradicate? Tutto dipende dal fatto che ci sia o meno un muro divisorio tra le due proprietà: se esso sussiste, le siepi vanno mantenute e non se ne può ordinare lo sradicamento e lo spostamento indietro. E ciò a prescindere dal tipo di pianta con cui la siepe è realizzata: sia che si tratti di siepi di robinie, di piante di non alto fusto, di ontano, castagno, viti, arbusti, siepi vive, la loro altezza può estendersi fino a quella del muro. Quindi, ad esempio, con un muro di 2,5 metri di altezza, anche una siepe di robinie può restare al limite del confine (benché altrimenti dovrebbe rispettare i 2 metri di distanza).

 

Diversamente, se non c’è alcun muro, le siepi devono rispettare i limiti delle distanze minime dal confine.

 

La sentenza in commento si riferisce, a un caso di piante di alloro comunemente utilizzate come siepi divisorie. Il giudice ha chiarito che, se non curate con periodici interventi di potatura, in pochi anni, tali piante possono raggiungere dimensioni notevoli. Tuttavia, se sono state collocate in prossimità di un muro divisorio, il proprietario si può limitare a mantenere le piante ad altezza non eccedente la sommità del muro divisorio.

 


[1] Art. 892 cod. civ.

[2] Trib. Firenze, sent. n. 1898/16.

 


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