Che valore ha una sentenza?
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4 Set 2016
 
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Che valore ha una sentenza?

Differenze tra una legge e una sentenza: tutti i cittadini italiani sono obbligati a rispettare quello che dice un giudice in una causa tra altri soggetti?

 

Quando si parla di legge, i non esperti tendono sempre a fare confusione e a non comprendere bene l’esatta differenza tra i provvedimenti del Parlamento (leggi), del Governo (decreto legge, decreto legislativo, regolamenti) e dei giudici (sentenze e ordinanze). Spesso, poi, quando si parla di una sentenza emessa da un tribunale o dalla Corte di Cassazione si tende sempre a generalizzare la portata degli effetti della pronuncia e a suggerire l’idea – spesso più per sensazionalismo giornalistico – che essa possa valere per tutti i cittadini italiani, al pari di una legge. E invece non è così, almeno in parte. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di comprendere che valore ha una sentenza.

 

 

La sentenza e le parti in causa

Al contrario della legge, dei decreti leggi, dei decreti legislativi e dei regolamenti, che sono obbligatori per tutti i cittadini italiani ovunque residenti purché sul territorio italiano (salvo alcune deroghe espressamente stabilite dalla legge stessa), le sentenze valgono ed esplicano effetti solo per le parti coinvolte nel processo. In pratica, la sentenza civile è un provvedimento di un giudice che decide una controversia tra due o più soggetti (siano essi privati o pubbliche amministrazioni) ed è quindi rivolto solo a disciplinare tale lite e a stabilire chi abbia ragione e chi torto. Con la conseguenza che solo tali soggetti sono obbligati a rispettare l’ordine del magistrato e non tutti gli altri. Il giudice non fa altro, infatti, che interpretare una norma vigente a una specifica situazione concreta: quella prospettatagli dalle parti in causa, secondo peraltro la rispettiva rappresentazione dei fatti e interpretazione del diritto. Quindi la sentenza non può che riferirsi solo e unicamente a quello specifico processo, peraltro influenzato anche dalle prove portate dai rispettivi avvocati (per cui lo stesso caso può essere deciso in due modi diversi se in uno mancano le prove che, invece, nell’altro sono state prodotte).

 

Ma, nel fare ciò, il magistrato finisce per fissare una regola che – sebbene non obbligatoria per nessuno, né per gli altri giudici (e neanche per lui stesso, potendo in futuro cambiare idea) – dà quantomeno l’idea a tutti i cittadini di come si orientino le aule giudiziarie qualora, in futuro, vegano chiamate a decidere casi simili. Peraltro, tanto più è influente il giudice o il tribunale in cui esso è inserito, tanto più il precedente potrà essere seguito da altri magistrati in future liti. In Italia non esiste il principio del “precedente obbligatorio” e ogni giudice è libero di interpretare il diritto a proprio piacimento. Con la conseguenza che l’applicazione della legge finisce sempre per essere “volubile”. Su di essa pesano, in sintesi, diverse variabili:

  • le prospettazioni e le richieste fatte dagli avvocati al giudice: quest’ultimo non può decidere su questioni ulteriori rispetto a quelle avanzategli dalle parti, anche se ritiene che la causa potrebbe essere definita diversamente se solo gli venga fatta una domanda in modo diverso;
  • le prove portate davanti al banco del giudice: in mancanza di prove, la ragione sostanziale può diventare anche torto;
  • l’interpretazione soggettiva del giudice;
  • il tipo di tribunale adito: sebbene nessuna legge preveda una gerarchia tra tribunali, nella prassi le sentenze della Cassazione hanno più valore di qualsiasi altra (specie se emesse dalle Sezioni Unite), così come quelle di appello hanno più peso di quelle del tribunale di primo grado e quelle del tribunale rispetto a quelle del giudice di pace. Anche se poi, come abbiamo già spiegato in passato, i giudici se ne fregano di quello che dice la Cassazione.

 

 

In sintesi, che valore ha una sentenza?

Insomma, la sentenza non ha valore di legge, non vincola nessuno se non è parte in causa (anche se non si è costituito ed è rimasto contumace). Tuttavia, tutti i cittadini, leggendo le sentenze che hanno coinvolto altri soggetti, possono farsi un’idea di come verrà trattato il loro caso qualora dovessero essere coinvolti in una vicenda simile.


 


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