Chi ha la precedenza all’incrocio non ha sempre ragione
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4 Set 2016
 
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Chi ha la precedenza all’incrocio non ha sempre ragione

Anche con la precedenza resta l’obbligo di rallentare la velocità e verificare che non sopraggiungano altre automobili, seppur in violazione del codice della strada.

 

“Venivo da destra, mi dovevi lasciare passare!”: è questa la frase che, se gli incroci potessero parlare, ci direbbero di aver sentito più spesso in presenza di un incidente stradale. E invece, chi ha la precedenza non ha sempre ragione. A spiegarcelo è la Cassazione. Con una recente sentenza [1], i giudici supremi hanno chiarito che anche l’automobilista che viene da destra non può partire sparato all’incrocio, senza accertarsi dell’esistenza di pericoli o di altri automobilisti imprudenti. In buona sostanza, anche chi ha astrattamente ragione non può abusare di questa posizione per fare il prepotente e occupare, “a tutti i costi”, l’incrocio, finendo per creare pericolo per gli altri.

 

La Corte ricorda infatti che, in tema di responsabilità da sinistri stradali, il conducente favorito dal diritto di precedenza non deve abusarne; egli è, pertanto, tenuto a moderare la velocità in prossimità di un incrocio, per essere in grado di affrontare qualsiasi evenienza, anche il mancato rispetto, da parte di altri mezzi, della precedenza che gli spetta.

 

Questo significa che anche chi viene da destra deve comunque controllare la strada in ogni direzione e verificare che le altre auto rispettino il suo diritto alla precedenza. Poiché, se così non fosse, egli avrebbe il dovere di frenare e lasciare passare l’indisciplinato conducente. In caso contrario, dell’eventuale incidente potrebbe essere chiamato come co-responsabile e l’assicurazione gli risarcirebbe solo una parte del danno (applicando il cosiddetto concorso di colpa). Egli sarebbe esente da responsabilità solo se riesce a dimostrare di non aver potuto avvistare o prevedere il pericolo (si pensi all’auto che viene da sinistra a velocità così forte da non poter neanche essere avvistata con congruo anticipo).

 

In sintesi il conducente con il diritto di precedenza deve non può tenere una condotta di guida negligente e pericolosa per gli altri utenti della strada, anche se eventualmente in colpa.


La sentenza

Cassazione sent. n. 30989/2015

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza del 27/11/2013 la Corte di Appello di Napoli confermava la condanna di M.C. per il delitto di omicidio colposo in danno di F.A.. Veniva anche confermata la pena di anni uno di reclusione e la condanna al risarcimento del danno in favore delle parti civili da liquidare in separato giudizio.

All’imputato era stato addebitato che, alla guida della sua auto Mercedes, percorrendo (OMISSIS), impegnando un incrocio a velocità non inferiore ai 100 k/h, era andato a collidere con altra auto (Fiat Punto) che già aveva impegnato l’incrocio, determinando in tal modo la morte della F., conducente dell’altro veicolo (acc. in (OMISSIS), ore 23.40).

Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore lamentando la erronea applicazione della legge ed il vizio della motivazione, laddove la corte di merito, così come il giudice di primo grado, a fronte della rilevazione di una velocità elevata dell’auto dell’imputato, desunta presuntivamente da indici probatori dubbi ed incerti, non aveva preso in considerazione che l’efficacia causale dell’evento era da ricondurre alla esclusiva responsabilità della vittima, la quale non aveva rispettato il segnale di stop e non aveva allacciato la

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[1] Cass. sent. n. 30989/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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