Anticipazione del Tfr: viene pignorata con lo stipendio?
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5 Set 2016
 
 

Anticipazione del Tfr: viene pignorata con lo stipendio?

Se hai subito un pignoramento dello stipendio e chiedi al datore di lavoro l’anticipazione del Tfr, il pignoramento si estende anche a questa somma.

 

I creditori possono rivolgersi al tuo datore di lavoro per rivalersi su parte delle somme di cui il datore di lavoro, a sua volta, è debitore nei tuoi confronti (stipendi, salari, indennità varie, Tfr). Tra queste somme è compresa anche l’anticipazione del Tfr. Ma vediamo qual è il procedimento e in che misura anche l’anticipazione del Tfr può essere pignorata.

 

Il creditore, dopo aver ottenuto un titolo esecutivo, come una sentenza o un decreto ingiuntivo, notifica tramite l’ufficiale giudiziario il precetto e, successivamente, il cosiddetto atto di pignoramento presso terzi, che serve a vincolare un quinto di tutte le somme che il datore di lavoro ti deve.

 

Materialmente il datore di lavoro è obbligato per legge ad accantonare ogni mese il 20% del tuo stipendio, a partire dal giorno in cui riceve la notifica. Quindi, da tale data, tu riceverai uno stipendio decurtato di un quinto.

 

Per il datore di lavoro è un vero e proprio obbligo di legge comunicare al creditore se lavori effettivamente alle sue dipendenze e a quanto ammonta il tuo stipendio.

 

Le somme così accantonate saranno pagate al creditore solo dopo un’udienza, durante la quale il creditore chiederà al Giudice la concreta assegnazione delle somme in suo favore.

 

Generalmente l’atto di pignoramento presso terzi è omnicomprensivo, ovvero contiene una formula che assicura al creditore di vincolare tutte le somme che ti spettano da parte del tuo datore di lavoro, a prescindere dalla loro natura.

 

Pertanto sull’atto di pignoramento presso terzi, che va notificato anche a te in qualità di debitore, leggerai una formula del genere: “tizio (il creditore) intende sottoporre a pignoramento tutte le somme dovute e debende a qualsiasi titolo da Caio (il datore di lavoro) a Sempronio (il debitore)”.

 

Una disciplina particolare è prevista però per le somme che ti spettano a titolo di Tfr (trattamento di fine rapporto).

 

Infatti queste somme sono indisponibili finché dura il rapporto di lavoro e vengono svincolate solo nel momento della cessazione del rapporto stesso, per esempio a causa di licenziamento o di dimissioni del lavoratore.

 

Il Tfr è indisponibile non solo per il lavoratore, ma anche per il creditore. Dunque, finché dura il rapporto di lavoro, il tuo capo non deve e non può trasferire al creditore il 20% del Tfr che hai maturato prima e durante il pignoramento.

 

Attenzione però a chiedere l’anticipazione del Tfr.

 

In questo caso infatti, per tua stessa scelta, le somme del Tfr vengono parzialmente svincolate e divengono disponibili anche per il creditore, che si può rivalere su di esse in questo modo:

  • il tuo datore di lavoro è obbligato a comunicare al creditore che tu hai richiesto l’anticipazione del Tfr;
  • al momento del pagamento in tuo favore, il datore di lavoro dovrà trattenere il 20% dell’anticipazione che ti spetta;
  • il datore di lavoro verserà al creditore quella parte di anticipazione del Tfr che ha accantonato a causa del pignoramento.

 

In pratica chiedere l’anticipazione del Tfr dovrebbe convenirti, nonostante il pignoramento fatto dal creditore si estenda anche a queste somme.

 

Infatti è una soluzione per ottenere liquidità senza contrarre ulteriori debiti, come accadrebbe nel caso in cui tu decidessi di chiedere un prestito a una finanziaria o una banca.

 

Si tratta in ogni caso di somme che, in mancanza della richiesta di anticipazione, rimarrebbero vincolate e indisponibili fino alla cessazione del rapporto di lavoro.


 


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