Tari e rifiuti speciali: esenzioni e riduzioni
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5 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Tari e rifiuti speciali: esenzioni e riduzioni

Tari: chi produce rifiuti speciali ha diritto all’esenzione parziale o totale dalla tassa?

 

La Tari, cioè la Tassa sui rifiuti, è una delle tre componenti della Iuc (Imposta Unica Comunale, che comprende anche Imu e Tasi): il tributo serve a coprire i costi del servizio di igiene urbana.

La Tari si compone di una parte fissa, corrispondente al costo del servizio, determinata secondo la superficie dell’abitazione, o dell’immobile e da una parte variabile, che deve essere proporzionale alla quantità di rifiuti prodotti. Uno dei punti sui quali vi sono maggiori discussioni, in materia di Tari, è proprio quest’ultimo: in particolare, ci si chiede come mai, in molti casi, siano assoggettati alla Tari anche immobili che producono rifiuti speciali, smaltiti a spese del proprietario. Questo dipende non solo dalla tipologia di rifiuto, ma anche dall’eventuale assimilazione, da parte del Comune (che è l’ente impositore), dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, Ma cerchiamo di comprendere meglio.

 

 

Rifiuti: come sono suddivisi

Innanzitutto, dobbiamo capire che cosa intende la legge per rifiuti. Il rifiuto, secondo la normativa [1], è  una qualsiasi sostanza o un oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi. I rifiuti poi sono suddivisi in:

  • rifiuti urbani, come quelli prodotti dalle abitazioni e quelli provenienti dalla pulizia delle strade;
  • rifiuti speciali, come quelli derivanti da lavorazioni industriali, artigianali, commerciali e di servizio;
  • rifiuti esclusi dalla disciplina in quanto non gestibili dal pubblico servizio (ad esempio, i materiali esplosivi).

 

 

Rifiuti speciali: riduzioni

Per quanto riguarda i rifiuti speciali, questi, come accennato, possono essere assimilati ai rifiuti urbani da parte del Comune; tuttavia, l’ente non è libero di assimilare qualsiasi rifiuto, ma soltanto quelli elencati dalla Delibera del comitato interministeriale in materia di assimilazione [2].

Se un rifiuto speciale è assimilato a un rifiuto urbano, il contribuente è tenuto a pagare lo stesso la Tari, ma il Comune deve operare una riduzione proporzionale alla quantità di rifiuti che l’interessato dimostri di aver smaltito a sue spese: è quanto disposto dalla legge istitutiva della Tari [3].

Il Comune non opera lo “sconto” in automatico, ma questo deve essere richiesto, a consuntivo, dal contribuente con un’apposita domanda.

Se il Comune non prevede, all’interno delle sue delibere, alcuna riduzione per lo smaltimento in proprio dei rifiuti speciali assimilati, il contribuente ha comunque il diritto di ottenere lo sconto sulla Tari: lo prevede una recente sentenza della Corte di Cassazione [4].

 

 

Rifiuti speciali: esenzioni

Se i rifiuti speciali, invece, non sono stati assimilati dal Comune o non sono assimilabili, il contribuente non è soggetto al pagamento della Tari. Anche in questo caso, però, l’esenzione non è automatica, ma deve essere richiesta al Comune, dimostrando lo smaltimento a proprie spese a norma di legge [5].

 

 

Immobili promiscui e magazzini

Se un immobile, per sua natura, ha un utilizzo promiscuo (ad esempio un’autofficina, una lavanderia, una vetreria, etc.) tale che risulti molto difficile distinguere tra la superficie assoggettabile alla Tari e quella non soggetta, il Comune, con suo regolamento, deve disporre le riduzioni per ogni singola categoria di utenza.

Per quanto concerne i magazzini, la giurisprudenza prevalente li considera assoggettabili alla tari,perché suscettibili di produrre rifiuti non urbani solo sporadicamente. Tuttavia, secondo la legge sulla tari, il Comune ha l’obbligo di individuare, con regolamento, le aree in cui si producono rifiuti non assimilati o non assimilabili e i magazzini funzionalmente connessi: questi magazzini, come le aree a cui sono collegati, non possono essere assoggettati alla Tari.

 


[1] Art. 183 Dlgs n. 152/2006.

[2] Punto 1.1.1 Del. del Comitato interministeriale 27 luglio 1984.

[3] Art.1,  Co. 649 L. n.147/2013.

[4] Cass. sent. n. 5047/2015.

[5] Cass. sent. n. 13768/2016.

 


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Commenti
6 Ott 2016 mauro ciccarelli

Mi sembra che ci sia molta confusione .sulle modalità con cui i comuni individuano le aree assoggettabili alla tassa sui rifiuti.Il decreto 23 Marzo 1998,n. 138 stabilisce che la superficie dei vani accessori a servizio indiretto di quelli principali va considerata per il 50%, ma i comuni la considerano per intero.