Offerte telefoniche: ruolo del Garante della Privacy
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5 Set 2016
 
L'autore
Matteo Cavasin
 


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Offerte telefoniche: ruolo del Garante della Privacy

Le insistenti e ripetute telefonate di televenditori possono essere fermate rivolgendosi al Garante per la Privacy

 

Le offerte commerciali, spesso continue ed incessanti possono essere difficili da fermare. L’iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni non è sufficiente. In questo caso occorre mettere in atto una serie di comportamenti per tutelarsi e riconquistare il controllo dei propri dati personali.

Nel momento in cui si riceve un’offerta commerciale e si è iscritti al Registro Pubblico delle Opposizioni è buona norma non spazientirsi e chiedere al venditore di identificare sè stesso e la compagnia per la quale lavora. In seguito fare richiesta all’operatore che ha telefonato da quale lista è stato preso il  proprio numero di telefono. La lista è l’archivio in cui sono inseriti nominativi e numeri di telefono che visto che si è iscritti al Registro Pubblico delle Opposizioni non potrà essere una lista pubblica. Questo è un passo necessario per capire chi è il soggetto che ha a disposizione il nostro numero di telefono ovvero come definito dalla Legge sulla Privacy [1] il “titolare” della lista.

Ottenuti i dati del “titolare” della lista, una prima azione è di proporre quello che il Codice della Privacy [2] chiama “interpello preventivo” che è la richiesta da parte dell’intestatario del numero di telefono al “titolare” della lista di non usare il proprio numero di telefono per fini commerciali e di cancellare i propri dati personali.

La richiesta di cancellazione (l’interpello preventivo) può essere redatto in prima persona e richiede l’inserimento di questi elementi:

  • nome, cognome, data e luogo di nascita del soggetto intestatario del contratto telefonico
  • indirizzo dell’azienda o società che detiene la lista
  • richiesta di opporsi al trattamento a fini pubblicitari [3]
  • indicare che ci si riserva di rivolgersi al Garante della Privacy od all’Autorità Giudiziaria se non si riceverà un riscontro nell’arco di 15 giorni dal ricevimento dell’interpello. A questi 15 giorni chi detiene i dati personali può derogare per ulteriori 15 giorni. Il termine più ampio è possibile solo se il detentore dei dati personali offre almeno un riscontro nell’arco di 15 giorni.

Passati i 15 giorni ci sono due vie principali. La prima è di rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali. La seconda è di fare una causa presso il tribunale del luogo dove ha sede il “titolare” della lista. Queste due possibilità sono una alternativa all’altra se si tratta dello stesso caso. Rivolgersi al Garante ha specifici vantaggi ma tale organo non ha il potere di decidere su un eventuale risarcimento del danno. Questo non significa che in caso di danni non si possa ottenere alcun risarcimento. Una volta terminata la procedura davanti al Garante per la protezione dei dati personali ci si può rivolgere al Tribunale, importante è che i procedimenti non siano in contemporanea.

Gli strumenti che mette a disposizione il Garante della Privacy per proteggersi da offerte telefoniche non desiderate sono tre:

  • il reclamo
  • il ricorso
  • la segnalazione.

 

Il reclamo

Il reclamo è un tipo di rimedio che si attiva quando non si sia avuta una risposta da chi detiene il numero di telefono oppure nel caso in cui non si sia riusciti a risalire al soggetto “titolare” della lista. Il reclamo ha un costo di Euro 150,00 e la copia dell’avvenuto versamento deve essere allegata. Il reclamo può essere scritto e firmato dal diretto interessato, vale a dire il titolare del contratto telefonico oppure ci si può  rivolgere ad un’associazione dei consumatori. In questo caso si dovrà fornire delega all’associazione che dovrà rappresentare chi chiede tutela nella procedura presso il Garante della Privacy. Nonostante che non vi siano vincoli di forma per il reclamo è comunque necessario indicare: il proprio nome e cognome, data e luogo, firma ed i fatti che si ritengono essere violazione della propria privacy. Il reclamo si può presentare al Garante tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, email o fax presso l’indirizzo ed i recapiti indicati dal Garante sul proprio sito. Il Garante tramite reclamo non liquida il rimborso delle spese della procedura al  vincitore del contenzioso.

Il ricorso

Il ricorso al Garante della Privacy può essere proposto solo se prima si sia già fatta richiesta al “titolare” della lista di cancellare il proprio numero di telefono tramite l’interpello preventivo. Il ricorso è un rimedio che tutela i diritti secondo la legge sulla privacy [4] di: accesso, rettifica, cancellazione, integrazione dei dati personali. Il ricorso è un procedimento formale ed ha un costo di 150,00 Euro. Tramite ricorso il Garante può liquidare il rimborso per le spese di procedura sostenute a carico della parte soccombente. Tale somma ha un limite forfettario ed è compresa tra Euro 500,00 ed Euro 1.000,00.

La segnalazione

La segnalazione al Garante della Privacy è un rimedio utile quando non si hanno elementi sufficienti per proporre un reclamo. La segnalazione è un rimedio gratuito e può farsi senza alcuna forma per mezzo di: telefono, email e fax. Il Garante, ricevuta la segnalazione, dovrà verificare il comportamento del “titolare” del trattamento ossia il soggetto che ha a disposizione il numero telefonico.

Il Garante può, a norma della Legge sulla Privacy [5], adottare provvedimenti volti ad ottenere la cancellazione dei dati e può irrogare sanzioni economiche. Per quanto la segnalazione sembri un rimedio molto blando mette in moto l’attività del Garante della Privacy ed è importante al fine di una lotta maggiormente mirata a tutela del proprio numero telefonico.


[1] Art. 4, comma 1, lett. f) cod. priv. Dlgs. 196/2003.

[2] Art. 146 cod. priv. Dlgs 196/2003.

[3] Art 7, comma 4 cod.priv. Dlgs 196/2003.

[4] Art. 7 cod. priv. Dlgs 196/2003.

[5] Artt. 161 e seg. Cod. priv Dlgs 196/2003.

 


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