Deducibilità spese legali: per le imprese solo a fine processo
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8 Set 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Deducibilità spese legali: per le imprese solo a fine processo

L’impresa può dedurre l’importo delle spese legali sostenute solo all’esito della procedura, anche se ha già corrisposto l’onorario al proprio legale.

 

Tutti sanno che le controversie giudiziarie sono molto lunghe (e, purtroppo, spesso costose) e che il cittadino, per affrontarle, ha bisogno dell’aiuto di un avvocato.

Il legale, spesso, in base all’attività che dovrà svolgere, chiarisce al suo cliente quale sarà la spesa che dovrà sostenere e, se gli viene richiesto, la divide in rate, in modo da rendere il pagamento meno gravoso.

 

 

Se il cliente è un’impresa può chiedere di pagare l’onorario in più rate?

Certo! Non sempre l’impresa che affronta un giudizio è più ricca del privato cittadino per cui, se lo richiede ed il legale è d’accordo, l’impresa può pagare le spese del processo in più rate.

 

 

Come dovrà dedurre le spese legali?

Ecco il vero problema. Se l’impresa, di fatto, effettua il pagamento delle spese legali in più annualità non potrà iscriverle nel proprio bilancio di anno in anno, ma potrà portarle in detrazione (nella propria contabilità) solo quando la controversia si sarà conclusa e l’incarico professionale sarà stato portato a termine [1].

Ciò significa che, ogni anno, fino a quando la procedura non sarà conclusa, l’azienda sarà costretta ad investire denaro che non potrà recuperare, essendo vietato indicare quei costi tra i componenti negativi di reddito.

 

Questo è ciò che ha stabilito la Cassazione con una recente sentenza [2] con la quale ha chiarito che anche se l’avvocato conserva il diritto a percepire un anticipo sulle spese (prima di iniziare il suo lavoro) ed anche se può chiedere degli acconti sull’importo totale del suo onorario [3],in linea di principio il legale matura il diritto a ricevere l’intero onorario solo al termine della sua prestazione, in quanto la sua attività viene considerata unitaria, divisa solo nei vari gradi di giudizio [4].

 

Ciò significa che potranno essere contabilizzate:

– una prima fattura all’esito del primo grado di giudizio;

– una seconda non appena sarà pronunciata l’eventuale sentenza di appello;

– ed una terza fattura qualora vi sia anche una terza procedura presso la Corte di Cassazione.

 

Questo comporta che, anche se l’impresa – nell’ambito di una procedura che si trascina per anni – paga più volte l’avvocato, per la legge il legale si intende retribuito una sola volta, al termine della controversia.


In pratica

Se sei un’azienda e stai sostenendo delle spese legali, fai attenzione al modo in cui le contabilizzi! Potrai indicarle solo tra i costi sostenuti nel bilancio (di esercizio) relativo all’anno in cui la procedura è stata conclusa, o al massimo potrai contabilizzare tre fatture, una per ciascun grado di giudizio.

[1] Art. 75 TUIR.

[2] Cass. sent. n. 16969 dell’11.8.2016.

[3] Cass. sent. n. 24046 del 10.11.2006.

[4] Cass. sent. n. 17059 del 3.8.2007.

 


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