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Lo sai che? Pubblicato il 6 settembre 2016

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Lo sai che? È giusto pagare l’IVA su spese legali e parcella dell’avvocato?

> Lo sai che? Pubblicato il 6 settembre 2016

Le prestazioni legali possono essere imponibili ai fini IVA: legittimo pretendere le imposte sui servizi resi dagli avvocati.

È legittimo pagare l’IVA sulla parcella dell’avvocato? Tale imposizione fiscale – posta la sua forte incidenza sul prezzo finale pagato dal cliente – non finisce per essere una limitazione al diritto alla difesa giudiziale o una discriminazione a favore di chi, usufruendo del gratuito patrocinio, non paga alcuna imposta? La risposta a questo dubbio è stata appena fornita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea [1] secondo cui è lecito che uno Stato imponga il pagamento dell’IVA sui servizi resi dagli avvocati. E ciò anche se l’aliquota non colpisce chi beneficia del gratuito patrocinio gravando, così, solo su una parte.

Salvo che la tassazione delle spese legali raggiunga livelli “insormontabili” – precisano i giudici europei – ogni singolo Stato è libero di includere o escludere, dalle esenzioni IVA, le parcelle degli avvocati. E ciò anche se, indubbiamente, il carico fiscale può costituire un freno, per i cittadini, al libero esercizio dei propri diritti. Del resto, in un mercato – come appunto quello europeo – dove le parcelle tra legale e cliente non possono essere imposte, ma sono lasciate alla libera trattativa delle parti, è chiaro che l’avvocato, nel fissare il proprio corrispettivo, terrà sempre conto delle condizioni economiche della persona che ha davanti e, quindi, sarà portato a far pagare una parcella meno cara (e, quindi, meno tasse) a chi è più indigente rispetto ad altri.

La situazione in Italia

Nel nostro Paese, sulle parcelle dell’avvocato vengono caricate due voci consistenti: l’IVA, al 22%, e la Cassa di Previdenza, al 4%. Il legale “scarica” questi costi sul cliente finale che, quindi, finisce per essere il vero destinatario dell’imposizione fiscale. In Italia, inoltre, il privato cittadino non può scaricare dalle tasse le spese legali eventualmente sostenute per far valere i propri diritti, non essendo previsto alcun sistema di detrazione o deduzione fiscale.

note

[1] C. Giust. UE sent. n. 54314/2016 del 28.07.2016.

Autore immagine: 123rf com

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