Animali in condominio: divieti illegittimi anche all’unanimità
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6 Set 2016
 
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Animali in condominio: divieti illegittimi anche all’unanimità

Non si può vietare di tenere, in casa propria, cani, gatti o altri animali domestici anche se il regolamento di condominio è di tipo contrattuale ed è stato approvato all’unanimità.

 

Un passo in più nella tutela degli animali in condominio: con una rivoluzionaria pronuncia [1], il tribunale di Cagliari ha stabilito che non si può impedire ai singoli proprietari di appartamenti di tenere cani e gatti o altri animali di compagnia in casa propria. Anche se l’eventuale divieto è stato approvato all’unanimità da tutti i condomini. Ma procediamo con ordine.

 

Una importante riforma introdotta nel 2012 ha inserito nel codice civile una nuova norma [2]: in essa viene stabilito che i regolamenti di condominio non possono contenere divieti al possesso di animali in casa. Tuttavia le prime interpretazioni avevano ritenuto che tale disposizione potesse essere derogata solo con l’unanimità dei consensi: in pratica, se tutti i condòmini sono d’accordo nell’ impedire l’ingresso di cani e gatti, il divieto può considerarsi legittimo. Il che è facile da ottenere nei cosiddetti “regolamenti contrattuali”, quelli cioè che vengono singolarmente e separatamente accettati dai proprietari all’atto di acquisto dell’immobile, con la firma del contratto definitivo davanti al notaio. In questa sede, infatti, è naturale raggiungere l’unanimità poiché, con la stipula del rogito, si accetta anche il regolamento condominiale predisposto dal costruttore.

 

Ma ora arriva l’ordinanza dei giudici sardi: dopo la riforma, tutte le clausole contenute nei regolamenti condominiali che vietano il possesso di animali in condominio, anche quelli approvati all’unanimità – sia prima della riforma, sia dopo – sono automaticamente nulle e non devono essere rispettate.

 

Il tribunale di Cagliari ha così chiarito, per la prima volta in modo esplicito, che anche il regolamento di natura contrattuale, ossia quello deliberato all’unanimità o predisposto dal costruttore dello stabile condominiale ed allegato ai singoli atti di compravendita, è nullo in quanto contrario alla riforma del condominio e, quindi, all’ordine pubblico.

 

Secondo la pronuncia in commento, infatti, il codice civile, nello stabilire il divieto in commento, non precisa di quale regolamento si parli: pertanto non è corretto ritenere che solo l’assemblea non possa impedire ai proprietari di detenere animali negli appartamenti; la regola vale anche per il costruttore quando impone “il suo” regolamento e lo fa firmare ai singoli acquirenti, ottenendo così l’unanimità.

 

Via libera definitivo, dunque, agli animali negli appartamenti. Tutti i regolamenti di condominio – anche se approvati all’unanimità ed a prescindere dalla loro data di emanazione – sono automaticamente nulli nella parte in cui impediscono il sacrosanto diritto all’animale di compagnia.


La sentenza

 

TRIBUNALE ORDINARIO di CAGLIARI

SEZIONE SECONDA CIVILE Nella causa civile iscritta al n. r.g. 7170/2014 promossa da:

LOCHE SANDRO, elettivamente domiciliato in VIA MALTA 10 CAGLIARI, presso lo studio dell’avv. GIURESSI ENRICO che la rappresenta e difende per procura a margine del ricorso

ricorrente

contro

CONDOMINIO VILLA MARINA, elettivamente domiciliato in VIALE S. AVENDRACE 102 09122 CAGLIARI, presso lo studio dell’avv. VITIELLO PIETRO BIAGIO, che la rappresenta e difende per procura a margine della comparsa

  • R.G. 2014/7170
  • Il Giudice dott. Valeria Pirari,

    a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 29/06/2016, ha pronunciato la seguente

    ORDINANZA

    Si premette che, con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., Loche Sandro, assumendo di essere proprietario, in virtù di atto di compravendita del 25 settembre 2007, dell’immobile, ad uso civile abitazione, e del giardino di 70 mq., sito in Comune di Carloforte, località Isola Piana, identificato in catasto al foglio 1, mappali 900 sub 1, 273 e 268, ricompreso nelle più ampio condominio denominato “Condominio Villa Marina”, e di essere proprietario di un cane di piccola taglia, ha chiesto che, in via principale, venisse dichiarato nullo e/o venisse annullato e/o venisse comunque dichiarato privo di

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    [1] Trib. Cagliari, ord. n. 7170/2014 del 22.07.2016.

    [2] Art. 1138 cod. civ.

     


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