Il 730 precompilato
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11 Set 2016
 
L'autore
Federica Gabrieli
 


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Il 730 precompilato

Oggi è possibile presentare la dichiarazione dei redditi utilizzando, in luogo del 730 ordinario, il 730 precompilato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

 

Una vera rivoluzione nel panorama della dichiarazione dei redditi: il 730 precompilato direttamente dall’Agenzia delle Entrate rappresenta una delle più innovative semplificazioni messe in atto dal legislatore per agevolare i contribuenti nella presentazione della dichiarazione dei redditi [1].

 

Per chi  è predisposto il 730 precompilato

Il 730 precompilato è predisposto dall’Agenzia delle Entrate per i pensionati e i lavoratori con redditi di lavoro dipendente e assimilati per i quali il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, ha trasmesso la Certificazione Unica con indicazione dei redditi corrisposti e delle ritenute applicate. Non possono avvalersi del 730 precompilato i contribuenti titolari di partita IVA che devono presentare il Modello Unico e i contribuenti che non presentano il 730 personalmente, ad esempio, incapaci o persone decedute per i quali la dichiarazione viene presentata dal rappresentante o dagli eredi. Per i contribuenti defunti, in particolare, anche se in vita percepivano redditi dichiarabili con il 730, gli eredi debbono presentare il modello unico in forma cartacea. Il nuovo 730 precompilato è facoltativo e il contribuente, se desidera, potrà continuare a presentare il 730 ordinario.

 

 

Come avviene la compilazione del 730?

Per compilare il 730, l’Agenzia delle Entrate ha a disposizione, in Anagrafe Tributaria, un patrimonio di informazioni riguardo ogni singolo contribuente. In particolare, per inserire i dati nella dichiarazione precompilata, l’Agenzia attinge da:

  • Informazioni contenute nella Certificazione Unica trasmessa dai sostituti d’imposta, tra cui redditi percepiti nel periodo d’imposta, ritenute subìte, dati dei familiari a carico;
  • Dati contenuti nella dichiarazione relativa all’anno precedente, per esempio oneri detraibili in più anni come le spese per la riqualificazione energetica degli edifici;
  • Versamenti effettuati in F24 risultanti in Anagrafe Tributaria;
  • Informazioni trasmesse da banche e istituti di credito relative agli interessi passivi pagati dai contribuenti che hanno un mutuo in corso;
  • Informazioni trasmesse da enti previdenziali e assicurativi relativamente a premi assicurativi e contributi previdenziali;
  • Dal 2016, per la dichiarazione relativa al 2015, sono inserite anche le spese sanitarie sostenute dal contribuente grazie alle informazioni trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria da strutture ospedaliere, farmacie, enti di assistenza, case di cura e medici privati relativamente alle prestazioni erogate. Per questi soggetti, in via sperimentale, nel 2016, con il fine di semplificare gli adempimenti richiesti, è venuto meno l’obbligo di comunicazione delle operazioni cliente- fornitore rilevanti ai fini Iva (spesometro).

 

Entro quando va inviato il 730 precompilato?

La dichiarazione precompilata può essere visualizzata sul sito internet dell’Agenzia, effettuando l’accesso con le proprie credenziali Fisconline o, in alternativa, con la carta nazionale dei servizi e la password Inps. Dopo essersi autenticato, il contribuente potrà prendere visione della dichiarazione, del prospetto di liquidazione e di tutti i dati che sono stati utilizzati per la compilazione. La dichiarazione precompilata, per l’anno 2016, è stata resa disponibile a partire dal 15 aprile.

Il 730 precompilato può essere presentato:

  • Direttamente dal contribuente in via telematica;
  • Tramite il proprio sostituto d’imposta, se presta assistenza fiscale;
  • Tramite CAF o professionista abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni.

Per il 2016, relativamente alla dichiarazione dei redditi percepiti nel 2015, l’invio della dichiarazione poteva essere effettuato dal 2 maggio al 22 luglio 2016.

I rimborsi e i versamenti avvengono con le stesse modalità previste per il 730 ordinario. Se dalla dichiarazione emerge un credito che dà diritto al rimborso, questo sarà pagato dal datore di lavoro nella busta paga di luglio. Per i pensionati il rimborso sarà erogato dall’ente pensionistico nel rateo di pensione del mese di agosto o settembre. Diversamente, se emerge un’imposta a debito, il datore di lavoro o l’ente pensionistico tratterrà le somme dovute dalla busta paga o dal rateo di pensione. Se il contribuente non ha un sostituto d’imposta, il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente bancario indicato. Analogamente, le imposte dovute saranno versate dal contribuente con l’F24 già compilato dall’Agenzia, stampabile dalla stessa area in cui si visualizza la dichiarazione precompilata.

 

 

Quali vantaggi offre il 730 precompilato?

Il 730 precompilato offre una serie di vantaggi. In primis il vantaggio di avere a disposizione una dichiarazione in cui la maggior parte dei dati sono stati già inseriti. Inoltre, aspetto non marginale, sono previsti numerosi benefici dal punto di vista dei controlli se il contribuente invia la dichiarazione senza apportare alcuna rettifica.  Sul punto, occorre distinguere le seguenti ipotesi:

  • 730 precompilato inviato direttamente dal contribuente o tramite il sostituto senza apportare modifiche o con modifiche che non influiscono sull’imposta da pagare (ad esempio modifica del domicilio fiscale nell’ambito dello stesso Comune): la dichiarazione non sarà sottoposta al controllo formale [2] degli oneri e delle spese e non saranno effettuati i controlli preventivi sui rimborsi di importo superiore a 4000 euro;
  • 730 precompilato inviato direttamente dal contribuente o dal sostituto con modifiche che incidono sul tributo da pagare: l’Agenzia procederà al controllo documentale degli oneri dichiarati dal contribuente. Procede anche al controllo preventivo entro quattro mesi se dalla dichiarazione emergono anomalie o rimborsi di importo superiore a 4000 euro;
  • 730 precompilato presentato tramite CAF o professionista abilitato: indipendentemente dalle modifiche, l’Agenzia procede sempre al controllo documentale direttamente nei confronti del CAF o del professionista che rilascia il visto di conformità. Questo al fine di verificare che non venga apposto sulla dichiarazione visto infedele.

L’Agenzia può, in ogni caso, procedere alla verifica della presenza dei requisiti soggettivi per beneficiare degli oneri dichiarati. Ad esempio, se non vi sono dubbi sul fatto che il contribuente abbia pagato interessi passivi sul mutuo, questo non toglie che l’Amministrazione finanziaria possa procedere a verificare che la casa per cui il mutuo è stato acceso sia stata effettivamente destinata ad abitazione principale.

 

 

Possibile correggere il 730 precompilato in caso di errori?

Dopo l’invio, può capitare che il contribuente si accorga di aver commesso degli errori o di aver dimenticato di inserire alcuni dati. Queste sono le possibili soluzioni:

  • annullare l’invio e presentare un nuovo 730, se non sono ancora scaduti i termini per la presentazione del modello. Il nuovo invio deve essere fatto entro il 10 giugno se non si ha un sostituto d’imposta che effettua le ritenute, oppure entro il 20 se si ha un sostituto;
  • presentare una dichiarazione integrativa, tramite un nuovo 730 entro il 25 ottobre, se la rettifica è più favorevole per il contribuente;
  • presentare una dichiarazione con il Modello Unico entro il 30 settembre;
  • presentare una dichiarazione integrativa con il Modello Unico dopo il termine del 30 settembre.

Se il 730 è stato presentato tramite CAF o professionista, la rettifica potrà essere effettuata dallo stesso centro di assistenza fiscale entro il 10 novembre, previa comunicazione al contribuente.

 

Per l’anno 2016, relativamente al periodo d’imposta 2015, è possibile presentare in forma precompilata anche il Modello Unico e il 730 in forma congiunta per i coniugi. Dal punto di vista del contenuto va detto che, mentre nella versione “sperimentale” il 730 precompilato non comprendeva le spese sanitarie, nella dichiarazione 2016 sono state inserite anche le spese mediche, le spese funebri e quelle sostenute per la frequenza di corsi universitari.


 

[1] Art. 1 c. 1 e art. 3 del D. Lgs 175/2014 del 21 novembre 2014.

[2] Art. 36 ter del D.P.R. 60071973 “Accertamento delle imposte sui redditi”  del 16 ottobre 1973.

 

 

 

Autore immagine: Pixabay

 


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