Ritardo sul lavoro: invia un sms o telefona al capo
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6 Set 2016
 
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Redazione
 


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Ritardo sul lavoro: invia un sms o telefona al capo

Per non perdere la giornata di lavoro e la paga meglio avvisare subito l’azienda o il proprio capo, ma mai farsi timbrare il badge dal collega.

 

Sulla tangenziale c’è un incidente e il traffico è bloccato; il trenino fa ritardo; c’è lo sciopero dei mezzi pubblici e non riesci ad arrivare in orario sul luogo di lavoro? Attenzione a non farsi timbrare il badge dal proprio collega: la cosa migliore è informare subito il proprio capo del ritardo dovuto a un imprevisto involontario, in modo da non perdere la paga del giorno. E se nessuno ti risponde al telefono, prova a inviare un sms al tuo superiore gerarchico in modo tale che resti qualcosa di scritto. Perché se è vero che, in caso di ritardo non giustificato, tu subirai molto probabilmente una lettera di richiamo e un procedimento disciplinare, è anche vero che ti sarà più facile uscirne indenne se dimostrerai che il ritardo non è dipeso da te e che hai fatto di tutto per comunicarlo tempestivamente all’azienda.

 

Così, con una sentenza di questa mattina [1], la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento dell’ennesimo “furbetto del cartellino” che ha strisciato il badge in entrata e in uscita per risultare presente in ufficio, mentre è fuori per altre ragioni. E non c’entra il fatto che non sia entrato sul luogo di lavoro per scelte proprie (magari per andare a fare la spesa) o per cause non dipese dalla sua volontà (ad esempio, perché il mezzo pubblico ha fatto ritardo). Questo perché ad essere sanzionato è il comportamento di chi dice la bugia al proprio capo, condotta che lede il patto di fiducia che si instaura al momento dell’avvio del rapporto di lavoro. E ciò vale anche per quei comportamenti anteriori al recente Decreto Madia [2] contro cui il Governo ha messo un serio giro di vite. In particolare, il nuovo decreto legislativo legittima il licenziamento disciplinare da parte delle pubbliche amministrazioni per tutti quei dipendenti che si fanno timbrare il cartellino dal collega per figurare presenti.

 

Anche per il passato il badge timbrato da un collega per risultare in servizio, così come l’alterazione dei fogli presenza, va comunque ritenuto indice di una condotta fraudolenta che fa scattare il licenziamento disciplinare perché induce in errore il datore di lavoro sulla presenza in ufficio del lavoratore. E scatta il reato di truffa aggravata per il dipendente pubblico che, magari con la complicità di un collega, si allontana dal posto di lavoro per periodi apprezzabili dal punto di vista economico.


[1] Cass. sent. n. 17637/16 del 6.09.2016.

[2] D. lgs. n. 116/16.

 


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