Cellulare rotto o difettoso: come si difende l’acquirente?
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6 Set 2016
 
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Redazione
 


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Cellulare rotto o difettoso: come si difende l’acquirente?

Come difendere il consumatore nel caso in cui lo smartphone appena acquistato presenti difetti di funzionamento, una batteria che si scarica subito o il display che non fa vedere i caratteri?

 

La pila del tuo nuovo telefonino si scarica subito? Il software dà problemi e il numero di chi ti sta chiamando non compare sul display? Il tuo smartphone, a pochi giorni dall’acquisto, si “impalla” e devi ogni volta spegnerlo e riavviarlo? Se hai comprato un cellulare che risulta difettoso per qualsiasi ragione, hai due mesi di tempo dal momento in cui il vizio si è evidenziato per farlo rilevare al tuo rivenditore. Rivenditore che non potrà chiederti di spedire il prodotto in assistenza, ma che sarà tenuto egli stesso a riparartelo o, se non possibile, a sostituirlo con un pezzo identico o di qualità superiore. E se anche quest’ultimo non dovesse essere possibile o se tu ne fai espressa richiesta, è obbligato a ridarti i soldi.

 

Parliamo un po’ del termine di due mesi per denunciare il problema al rivenditore. Gli otto giorni non decorrono dal momento in cui si acquista il cellulare, ma da quando il difetto viene in evidenza. Quindi anche dopo un anno. E sempre che il problema sorga nel termine della garanzia. Perché se invece si verifica dopo, allora l’acquirente non ha più diritto a nulla e dovrà provvedere alla riparazione a proprie spese.

 

Attenzione: la garanzia è sempre di due anni, per legge, anche se il produttore dichiara un termine inferiore (è il caso di Apple, che ha sostenuto di applicare anche all’Europa il termine di un anno valido negli USA).

La garanzia però si riduce a un anno soltanto se l’acquirente chiede la fattura. Infatti, in questi casi, chi acquista il prodotto non interviene più come consumatore, ma come professionista (inteso in senso ampio: quindi ciò vale anche per l’imprenditore, la società, ecc.): non si applica quindi più il codice del consumo che prevede, appunto, la garanzia biennale, ma quella ordinaria annuale.

 

Per ottenere la riparazione, la sostituzione o la restituzione dei soldi è necessario dimostrare che il difetto non sia dovuto a un problema procurato da un cattivo uso dell’acquirente (pensa al classico caso del cellulare fatto cadere nell’acqua, lasciato in esposizione prolungato al sole o per il quale si siano utilizzati accessori non originali come il caricabatteria).


 


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