Che peso ha sul giudice la consulenza tecnica d’ufficio?
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7 Set 2016
 
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Che peso ha sul giudice la consulenza tecnica d’ufficio?

Una volta che il CTU ha depositato la perizia, quanto è vincolato il giudice a decidere secondo la relazione del perito? Può pronunciare una sentenza che dissenta dalla soluzione prospettata dal consulente?

 

Gli avvocati la chiamano CTU (acronimo che sta per consulenza tecnica d’ufficio) ed è la perizia che, su incarico del giudice, un esperto redige quando la causa necessita della soluzione di problemi tecnici che vanno oltre le competenze del magistrato. Ma quanto è vincolante la decisione del consulente ai fini della sentenza finale? Può il giudice dissentire dalla soluzione prospettata dall’esperto che egli stesso ha nominato o è obbligato a decidere in conformità alla perizia? La soluzione al quesito è stata fornita ieri dalla Cassazione [1], seguendo un orientamento che, ormai, possiamo dire stabile in giurisprudenza. Il giudice è libero di decidere per come meglio crede, anche in contrasto con le ragioni prospettate dal CTU, ma in quest’ultimo caso deve avere cura di motivare adeguatamente la propria decisione, chiarendo le ragioni del suo dissenso.

 

Un tubo dell’acqua si è rotto e non è chiaro di chi sia la responsabilità delle infiltrazioni che ne sono derivate al proprietario della casa del terzo piano? Un incidente stradale ha avuto una dinamica di difficile ricostruzione ed è necessario stabilire le rispettive colpe? Un testamento è stato scritto con mano tremula e non è certa la provenienza, sicché bisogna verificare, con una perizia calligrafica, l’effettiva provenienza? Come si può quantificare, in termini economici, lo sfregio sulla faccia subìto da uno dei giovani che hanno partecipato alla rissa in discoteca? Come si può stabilire se l’invalidità alle due gambe è tale da dar diritto all’invalido all’assegno di accompagnamento da parte dell’Inps? In tutti questi casi, essendo il giudice esperto solo di legge – e non di idraulica, balistica stradale, grafologia, medicina legale, ecc. – viene nominato un esperto scelto (dal giudice stesso, secondo criteri rotatori e di merito) all’interno di appositi elenchi tenuti dal tribunale. È il cosiddetto CTU (consulente tecnico d’ufficio), che redige la CTU (la consulenza tecnica d’ufficio): un po’ cacofonico, è vero, ma gli avvocati chiamano con questa sigla sia il soggetto esperto, sia il suo elaborato.

 

Quel che dice il CTU, però, non è legge! Il giudice può anche decidere in modo difforme dalla soluzione da questi prospettata, ma deve darne adeguata motivazione in sentenza. Ciò significa, ad esempio, che se il consulente ritiene che la responsabilità del sinistro sia di Caio, il magistrato potrebbe – alla luce di una più attenta valutazione delle prove e dei segnali stradali – dichiarare colpevole invece Tizio.

Peraltro, il giudice, qualora non soddisfatto delle spiegazioni offerte dal CTU, potrebbe sempre optare per una delle seguenti vie:

  • chiedere al medesimo consulente dei chiarimenti orali sulla perizia (convocandolo in udienza) oppure un’integrazione della perizia (in tal caso i chiarimenti saranno scritti);
  • nominare un secondo CTU che integri la perizia del primo, con riferimento a particolari aspetti tecnici che esulano dalle sue competenze;
  • revocare l’incarico al CTU e nominarne un altro che offra una perizia più convincente e completa.

La sentenza

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 20 luglio – 6 settembre 2016, n. 36993
presidente Savani – Relatore Catena

Ritenuto in fatto

1.Con la sentenza impugnata la Corte di Appello di Milano in riforma della sentenza del Tribunale di Milano in composizione monocratica emessa in data 16/06/2014, con cui P.S. era stata condannata a pena di giustizia in relazione al reato di cui agli artt. 81, comma 2, 612 cod. pen., in XXXXXX tra il –omissis- – per aver inviato missive con cui minacciava danni ingiusti, in particolare danni fisici e la morte – assolveva l’imputata dal reato a lei ascritto per non aver commesso il fatto, revocando le statuizioni civili.
2.Con ricorso depositato il 23/093/2015, la costituita parte civile S.M. , a mezzo del difensore di fiducia Avv.to Andrea Bianchi, munito di procura speciale, ricorre, ai soli effetti civili, per:
2.1. vizio di motivazione ex art. 606 lett. e) cod. proc. pen., in quanto la Corte territoriale non avrebbe considerato le conclusioni cui erano giunti il perito di ufficio e la consulente della parte civile circa la attribuzione degli scritti minatori alla P.S. , così come ad identiche conclusioni si era pervenuti anche in altri procedimenti penali indicati in ricorso da parte dei rispettivi periti e consulenti, non potendosi che

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[1] Cass. sent. n. 36993/16 del 6.09.2016.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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