Prima della morte non si può dividere l’eredità di una persona
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7 Set 2016
 
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Prima della morte non si può dividere l’eredità di una persona

Divieto di patti successori: è nullo l’accordo tra i futuri eredi con cui decidono come dividersi, un giorno, case, auto e altri beni della successione di un parente.

 

“Quando morirà papà, tu prenderai la casa al mare e io invece quella in città, tu i quadri e io i tappeti, tu la libreria e io l’armadio”: un accordo di questo tipo è, per la nostra legge, totalmente nullo. Il codice civile [1] vieta infatti quelli che vengono chiamati, dagli esperti dei diritti, i patti successori. A ricordarlo è una recente sentenza della Cassazione [2].

 

La trasmissione del patrimonio del defunto può avvenire solo secondo quanto stabilito dal defunto nel proprio testamento o, in mancanza, secondo le regole predisposte dalla legge. Non è possibile, quindi, alcun accordo preventivo né tra il testatore e i futuri eredi, né tra gli stessi eredi. Un simile contratto sarebbe da considerare nullo. Quindi, per essere più precisi, è nullo:

  • sia l’impegno di un soggetto a disporre dei propri beni, per il giorno in cui sarà morto, a favore di una o più persone predeterminate, nominandole eredi;
  • sia l’accordo tra i futuri eredi con cui uno o più di questi rinunciano all’eredità o iniziano a spartirsi i futuri beni che entreranno nella successione se questa non è stata ancora aperta. Viceversa, se il titolare dei beni è già morto e, quindi, la successione si è aperta, gli accordi tra gli eredi (accordi di rinuncia o di divisione dei beni) sono validi.

 

Per espressa previsione di legge, non rientrano in tale tipo di accordo, e sono quindi validi, i cosiddetti “patti di famiglia“, introdotti recentemente nel nostro ordinamento con il preciso scopo di realizzare il trasferimento per atto tra vivi dell’azienda familiare.

 

La nullità può essere fatta valere da chiunque e può essere rilevata d’ufficio dal giudice. La relativa azione è imprescrittibile, il che significa che si può agire in tribunale in qualsiasi momento, senza termini di scadenza.

 

Sulla base di tali regole, un fratello e una sorella non potrebbero mai stipulare una preventiva divisione degli immobili del loro padre, ancora in vita, disponendo così di futuri beni ereditari. Un patto di tal genere sarebbe come mai firmato e quindi ciascuno dei due può non rispettarlo al momento dell’apertura della successione.

 

La nostra legge considera i patti successori come immorali in quanto aventi a oggetto beni attualmente altrui e la cui efficacia viene subordinata a un evento spiacevole come la morte di una persona; di conseguenza, il Codice civile contiene il divieto di disporre di ciò che eventualmente potrebbe spettare in ragione di una successione non ancora apertasi. Solo con la morte dell’attuale proprietario è possibile stabilire con esattezza quale sia la consistenza del suo asse ereditario e individuare coloro cui spettino diritti sul suo patrimonio. L’accordo non è valido neanche se ratificato e sottoscritto dal futuro de cuius, colui cioè dei cui beni si dispone e che ne è l’attuale proprietario.

 


[1] Art. 458 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 14566/16 del 15.07.2016.

 


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