Pensione anticipata Ape e Rita, penalizzazioni ridotte
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7 Set 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Pensione anticipata Ape e Rita, penalizzazioni ridotte

La rendita anticipata riduce le penalizzazioni sulla pensione per i soggetti che decidono di uscire prima dal lavoro e può essere detassata.

 

Penalizzazioni ridotte, o nulle, per i soggetti che vogliono usufruire della pensione anticipata, grazie alla Rita: l’acronimo sta per rendita integrativa anticipata. Si tratta della possibilità, per chi aderisce alla previdenza integrativa, di pensionarsi prima della maturazione dei requisiti, anticipando la fruizione della pensione complementare: in questo modo, per molti aderenti non sarà necessario utilizzare l’Ape, l’anticipo pensionistico ottenibile grazie a un prestito bancario, pertanto non si dovranno subire penalizzazioni sull’assegno. Anche per coloro che non possiedono sufficienti versamenti per anticipare l’intera pensione, comunque, sarà possibile uscire prima dal lavoro con la Rita, riducendo il ricorso all’Ape e, di conseguenza, il taglio della pensione. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di far chiarezza sulle ultime novità in materia di pensioni.

 

 

Ape: che cos’è

L’Ape, anticipo pensionistico, consiste nella possibilità di pensionarsi a 63 anni di età, dunque di anticipare di 3,7 anni la pensione di vecchiaia (che, dal 2018, sarà fissata per tutti a 66 anni e 7 mesi di età, con 20 anni di contributi).

Non è anticipato, comunque, l’intero trattamento previdenziale, ma al massimo il suo 95%: l’anticipo è erogato tramite un prestito bancario, ma il cittadino non è tenuto a rivolgersi direttamente alla banca, in quanto l’Inps fa da intermediario.

In cambio dell’anticipo, ossia per restituire il prestito, si subisce un taglio sulla pensione: la penalizzazione media è stata stimata tra un minimo dell’1,4% e un massimo dell’8% e sarà più bassa per i disoccupati di lungo corso, per gli esuberi e per i soggetti con gravi patologie.

 

 

Rita: che cos’è

La Rita, rendita integrativa anticipata, è fruibile dai soli aderenti alla previdenza complementare: consiste nella possibilità di anticipare la pensione, per i lavoratori con un minimo di 63 anni di età e 20 anni di contributi; in un primo momento, questa possibilità dovrebbe essere accessibile solo ai lavoratori senza contratto stabile. L’importo della rendita anticipata dipenderà dall’ammontare dei versamenti e dagli anni di iscrizione al fondo di previdenza complementare.

L’anticipo potrà comunque fruire di una tassazione sostitutiva, attualmente allo studio: dovrebbe essere previsto uno sgravio dello 0,3% per ogni anno d’iscrizione al fondo, sino a una tassazione minima del 9%.

 

 

Ape e Rita

Per i lavoratori aderenti alla previdenza complementare il cui importo della rendita anticipata risultasse troppo basso, sarà possibile integrare la Rita con l’Ape. In questo modo la penalizzazione applicata per effetto della restituzione del prestito Ape sarà minima.

Inoltre, sono allo studio nuovi interventi per agevolare l’iscrizione alla previdenza complementare, come la destinazione alla pensione integrativa soltanto di una quota del Tfr.


 


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