Allergie alimentari: quale tutela ha il consumatore
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7 Set 2016
 
L'autore
Federica Gabrieli
 


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Allergie alimentari: quale tutela ha il consumatore

Cosa fare se si acquista un prodotto che non contiene le indicazioni prescritte e si sviluppa un’allergia alimentare?

 

La salute e l’integrità psicofisica, diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione, sono oggetto di tutela non soltanto a livello nazionale, ma anche a livello europeo. Da questo punto di vista, numerose sono le norme che gli operatori commerciali devono rispettare per tutelare la salute dei consumatori, nel contesto di una sempre maggiore attenzione al tema della sicurezza alimentare.

Ogni giorno ognuno di noi si reca presso il supermercato di fiducia per acquistare generi alimentari da destinare alla propria dieta. Ciò che orienta il consumatore nella scelta dei prodotti da acquistare, tra i vari esposti nei scaffali dei supermercati, è certamente la qualità e la genuinità degli stessi, considerato l’impatto che il cibo riveste sulla vita e sul benessere di ciascuno. La scelta di prodotti di scarsa qualità, oppure contenenti sostanze dannose per l’organismo, influenza negativamente lo stile di vita e può condurre a malattie gravi. Ma vediamo quali sono le norme a tutela del consumatore e quale tutela è prevista in caso di allergie o intolleranze.

 

Allergie e intolleranze alimentari: cosa sono?

Il consumo di prodotti alimentari contenenti ingredienti e sostanze allergeniche può causare allergie e intolleranze di vario tipo e gravità. In passato, le scarse informazioni sul contenuto dei prodotti di utilizzo quotidiano, unite all’inconsapevolezza da parte del consumatore delle proprie intolleranze alimentari, hanno esposto molte persone a gravi rischi per la salute. In generale, le allergie sono reazioni negative che si verificano quando viene ingerita una sostanza che il sistema immunitario “respinge” e che si manifestano immediatamente dopo aver assunto l’alimento contenente l’allergene; le intolleranze, invece, si producono quando il nostro organismo non riesce a digerire e metabolizzare un certo alimento, con effetti negativi che possono verificarsi anche dopo diverso tempo.

 

Etichettatura dei prodotti

Oggi, più che in passato, il consumatore è tutelato da un sistema di norme, elaborate anche a livello europeo, che impongono a tutti gli operatori del settore che intervengono nella catena alimentare  il rispetto di rigide regole in tema di etichettatura dei prodotti.

Ma cos’è l’etichetta? L’etichetta di un prodotto può considerarsi come una sorta di “libretto delle istruzioni” che contiene una esatta descrizione di tutte le caratteristiche di un prodotto, come ad esempio la definizione, la provenienza, gli apporti nutrizionali, le modalità di conservazione e l’elenco dettagliato di tutti gli ingredienti. L’etichetta è, dal punto di vista grafico, il marchio del prodotto, che non ha solo la funzione di differenziarlo rispetto ad altri similari, ma ha anche il compito di informare l’acquirente sulle sue qualità. Il consumatore, quando legge l’etichetta, deve avere la piena consapevolezza di ciò che sta acquistando e delle ripercussioni che quell’alimento riveste sulla sua salute. Ecco perché l’etichetta, secondo quanto stabilito da un Regolamento Europeo,  deve avere determinati requisiti di forma e di sostanza per assicurarne: la chiarezza, la semplicità e la piena leggibilità  da parte delle persone. Il rispetto di questi requisiti è fondamentale per evitare il rischio che il consumatore possa confondersi su ciò che sta per mettere nel carrello della spesa. Anche la grafica è importante, essendo il mezzo che attira l’attenzione del consumatore: le scritte devono essere di dimensioni adeguate, 1,2 mm per le confezioni più grandi e 0,9 per quelle più piccole, avuto riguardo soprattutto alle persone anziane.

 

Per quanto riguarda il contenuto, molto importante è l’obbligo di indicare tutti gli ingredienti utilizzati nella fabbricazione del prodotto, come aromi e additivi, con espressa elencazione di tutte le sostanze considerate allergeniche. Tra le sostanze allergeniche rientrano, in particolare:

  • Cereali contenenti glutine, come grano, segale, orzo, avena e farro;
  • Crostacei e prodotti a base di crostacei;
  • Molluschi e prodotti a base di molluschi;
  • Uova e prodotti a base di uova;
  • Pesce e prodotti a base di pesce;
  • Arachidi e prodotti a base di arachidi;
  • Soia e prodotti a base di soia;
  • Frutta a guscio, come mandorle, noci e nocciole;
  • Sedano e prodotti a base di sedano;
  • Senape e prodotti a base di senape;
  • Prodotti contenenti semi di sesamo;
  • Anidride solforosa e prodotti a base di anidride solforosa;
  • Lupini e prodotti a base di lupini.

 

E’ fondamentale che l’indicazione degli allergeni presenti nei cibi sia indicata in modo specifico con riferimento al singolo ingrediente, non essendo sufficiente la semplice indicazione della categoria a cui appartiene il singolo ingrediente. Ad esempio: non è corretto scrivere che il prodotto contiene frutta a guscio, essendo necessario specificare che il prodotto “contiene noci appartenenti al genere frutta a guscio”. Inoltre, è fondamentale avvisare il consumatore, sempre tramite indicazione sull’etichetta, che il prodotto potrebbe essere “contaminato” da uno degli allergeni appena visti. Infatti, può accadere che un prodotto, durante la fabbricazione e la lavorazione nello stabilimento, sia entrato in contatto con sostanze allergeniche che potrebbero averlo alterato (sul prodotto troveremo l’indicazione “può contenere tracce di”).

 

In tema di indicazione degli ingredienti, il Regolamento Europeo prevede una ulteriore novità. E’ fatto obbligo di rendere noti gli ingredienti utilizzati nella preparazione di un prodotto o di un pasto anche quando questo non è stato preconfezionato. Questa novità riguarda i supermercati che vendono prodotti freschi, incartati nel momento della vendita al cliente, i ristoranti, i catering, le mense aziendali e, in generale, tutti coloro che somministrano alimenti al pubblico. Anche in questo caso non è sufficiente una elencazione generica, ma è necessario spiegare esattamente quali sono le singole sostanze contenute nel pasto.

Cosa fare se si sviluppa un’allergia ad un prodotto senza etichetta?

Ma cosa accade se si acquista un prodotto che non contiene le indicazioni prescritte e si sviluppa un’allergia alimentare? Intanto è opportuno evidenziare che ricade sull’OSA (Operatore del settore alimentare) l’obbligo di immettere sul mercato soltanto prodotti che abbiano le caratteristiche sopra viste per evitare che il consumatore possa acquistare un alimento per lui dannoso. E’ suo compito trasmettere le informazioni agli altri soggetti che intervengono nella catena alimentare fino a giungere al distributore finale, diretto interlocutore del cittadino. Se il consumatore dovesse acquistare un prodotto non conforme, con conseguente sviluppo di una allergia, si potrebbe configurare per l’operatore una responsabilità. Quando il cliente acquista degli alimenti al supermercato oppure mangia al ristorante egli sta concludendo un contratto, per cui il prodotto deve essere conforme alle regole sopra viste e, soprattutto, conforme alle sue richieste.

 

Qualora il prodotto consegnato non sia conforme, il consumatore ha diritto alla sostituzione, alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, cioè al suo venire meno per inadempimento di una delle parti. Ai fini della responsabilità derivante dal contratto, il cliente dovrà dimostrare l’esistenza del contratto, per esempio attraverso l’esibizione dello scontrino. E’ importante che il consumatore dimostri che l’alimento acquistato sia stato causa del malore. In altre parole, occorre che vi sia un legame diretto tra il malore e l’assunzione di un alimento contenente ingredienti non adeguatamente “segnalati” . Se si accusano malori dopo aver ingerito degli alimenti, è buona norma conservare lo scontrino fiscale che documenta l’acquisto e recarsi al pronto soccorso per avere un referto medico. Il consumatore converrà in giudizio il ristoratore e potrà chiedere il risarcimento del danno subìto.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che simili condotte possono configurare reati come il commercio di sostanze alimentari pericolose, la frode nell’esercizio del commercio e la vendita di beni con qualità difformi da quelle dichiarate, che espongono l’operatore a responsabilità penale.

Come comportarsi per evitare rischi alla salute?

Alla luce di quanto osservato, per evitare rischi per la propria salute è molto importante seguire delle regole di comportamento che certamente aiutano a prevenire disturbi alimentari legati ad abitudini sbagliate. Le norme appena viste sono importantissime, ma è altrettanto importante che il consumatore faccia la propria parte. Prima di tutto è importante fare diagnosi, con il supporto del proprio medico, per conoscere le intolleranze di cui si soffre e le sostanze che il nostro organismo rigetta. Una scelta può dirsi realmente consapevole quando il consumatore sa già cosa evitare. Quando si acquista un prodotto è necessario cercare di prestare sempre la massima attenzione a cosa si acquista, a quali indicazioni contiene la confezione e al fatto che sia rispettoso delle norme appena viste. Se si subisce un danno, è diritto del consumatore rivolgersi presso le sedi opportune per ottenere tutela legale. Si tratta di poche e semplici regole che servono a salvaguardare un bene prezioso come la nostra salute.


 

 

 

 

Autore immagine: Pixabay

 


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