Computer con programmi preinstallati, è lecito
Lo sai che?
8 Set 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Computer con programmi preinstallati, è lecito

Non è una pratica commerciale scorretta vendere il pc con i software già installati, senza possibilità di acquistare la macchina “pulita”.

 

Le case produttrici di computer possono rifilarci, insieme alla macchina, anche i software preinstallati al loro interno, peraltro scelti dalle stesse società, ed addebitarci i costi delle relative licenze. L’acquirente, così come non può pretendere di acquistare il prodotto “pulito” da tutti gli applicativi preinstallati, non ha neanche diritto di sapere a quanto ammonti il prezzo di ogni singolo programma, in modo da farsi un’idea di quanto e cosa stia pagando. A dirlo è la Corte di Giustizia dell’Unione Europea che, con una importate sentenza [1], ieri ha – caso in realtà raro – bocciato le richieste di tutela dei consumatori.

 

 

La vicenda

La questione era nata perché un consumatore aveva fatto causa alla Sony la quale, nel vendergli un computer, gli aveva fatto trovare al suo interno – così come sempre succede in questi casi – una serie di software preinstallati. La delicatezza della questione era, in verità, avvertita già da più parti, tant’è che, in diversi ambienti, si parlava spesso della necessità di intraprendere una class action.

Nel caso di specie, l’utente aveva preteso la restituzione dei soldi pagati per le relative licenze, in quanto mai richiesti, ma la società aveva declinato la domanda. Di qui il ricorso ai giudici nazionali e, poi, a quelli comunitari, chiamati a stabilire se tale diffusa prassi commerciale possa integrare una pratica scorretta.

 

 

Sì ai computer col software preinstallato

Secondo la Corte di Giustizia, nel vendere un pc con programmi già installati e scelti dalla venditrice, non si pone in essere alcuna pratica sleale. Il consumatore già sa, all’atto dell’acquisto, ciò che compra, con pregi e difetti; non può quindi dolersene in un momento successivo. Del resto, è anche vero che molti utenti non saprebbero far funzionare una macchina, specie al primo avvio, se questa non fosse dotata del minimo indispensabile per le funzioni base. Le applicazioni preinstallate servono anche ad aiutare la gran parte dei consumatori privi di competenze informatiche.

 

Peraltro, la legge consente sempre il recesso dal contratto di licenza in qualsiasi momento: quando, infatti, i programmi vengono lanciati al primo avvio, il software chiede sempre all’utilizzatore di accettare i termini e le condizioni di contratto. Chi non vuole usarli può sempre rispondere “Non accetto”. È chiaro però che, quanto all’incidenza di tali componenti aggiuntivi sul prezzo, non si tratta di una sorpresa, poiché il consumatore è già informato, in anticipo, sul prezzo del “pacchetto completo”.

 

Inoltre, conclude la Corte, la mancata separata indicazione del prezzo di ciascuno dei programmi presenti nella macchina non costituisce una pratica commerciale ingannevole. Ciò infatti non impedisce al consumatore di prendere una decisione consapevole di natura commerciale, né è idonea ad indurlo a fare un scelta che non avrebbe altrimenti preso. Pertanto, poiché il prezzo di ciascuno di questi programmi non costituisce un’informazione rilevante, la mancata indicazione del prezzo di ciascuno dei programmi informatici preinstallati non può essere considerata una pratica commerciale ingannevole.


La sentenza

SENTENZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 7 settembre 2016 *

«Rinvio pregiudiziale – Tutela dei consumatori – Pratiche commerciali sleali – Direttiva 2005/29/CE – Articoli 5 e 7 – Offerta congiunta – Vendita di un computer provvisto di programmi informatici preinstallati – Informazione rilevante relativa al prezzo – Omissione ingannevole – Impossibilità per il consumatore di ottenere lo stesso modello di computer sprovvisto di programmi informatici»

Nella causa C-310/15,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dalla Cour de cassation (Corte di cassazione, Francia), con decisione del 17 giugno 2015, pervenuta in cancelleria il 25 giugno 2015, nel procedimento

Vincent Deroo-Blanquart

contro

Sony Europe Limited, avente causa della Sony France SA,

LA CORTE (Ottava Sezione),

composta da D. Šváby, presidente di sezione, J. Malenovský e M. Safjan (relatore), giudici,

avvocato generale: H. Saugmandsgaard Øe, cancelliere: A. Calot Escobar

vista la fase scritta del procedimento, considerate le osservazioni presentate:

– per V. Deroo-Blanquart, da P. Rémy-Corlay, avocat; * Lingua processuale: il francese.

– per la Sony Europe Limited, avente causa della Sony Francia SA, da P. Spinosi,

Mostra tutto

[1] C. Giust. UE, causa C-310/15 del 7.09.2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti