Reclamo al cautelare: deposito telematico
Lo sai che?
8 Set 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Reclamo al cautelare: deposito telematico

PCT: inammissibile il deposito in forma cartacea del ricorso per il reclamo al provvedimento emesso nell’ambito di un procedimento cautelare.

 

Nel caso in cui la parte, soccombente nel giudizio cautelare o d’urgenza, proponga reclamo dovrà farlo con deposito telematico e non cartaceo: diversamente l’impugnazione è nulla perché inammissibile. A dirlo è il Tribunale di L’Aquila con una recente sentenza [1].

Il giudice, che si riaggancia a un orientamento ormai stabile, ricorda che, per giurisprudenza consolidata [2], il reclamo al provvedimento nella fase cautelare non è un nuovo giudizio, ma la prosecuzione di quello precedente (non rileva il fatto che si paghi, solo per fini tributari, un nuovo contributo unificato). Questo comporta che l’avvocato – in quanto risultante “parte già costituita” – ha l’obbligo di depositare il ricorso in via telematica e non con tradizionale fascicolo cartaceo in cancelleria.

 

La sanzione prevista dalla legge per il caso di inosservanza di tale forma è quella della nullità del reclamo stesso, e ciò perché la normativa a riguardo [3] stabilisce l’obbligo di deposito telematico degli atti processuali delle parti precedentemente costituite, a decorrere dal 30 giugno 2014. Ne consegue che gli atti prodotti in forma diversa da quella telematica, in quanto depositati in violazione della normativa di legge, vanno dichiarati tutti inammissibili.

 

Sembrano quindi non esserci più dubbi sul fatto che il reclamo possa definirsi «una nuova decisione sulla domanda cautelare o sommaria effettuata da un diverso giudice non sovraordinato a carattere devolutivo-sostitutivo», tale da costituire «la prosecuzione dell’originario procedimento e non una fase successiva e distinta dello stesso». Da tale principio non può che discendere l’obbligo, per la parte già costituita, di presentare il reclamo al cautelare (in quanto atto endoprocedimentale) solo attraverso modalità telematica a pena di inammissibilità, rilevabile anche d’ufficio.


In pratica

L’orientamento prevalente in dottrina e giurisprudenza considera il procedimento di reclamo come «una nuova decisione sulla domanda cautelare o sommaria effettuata da un diverso giudice non sovraordinato a carattere devolutivo-sostitutivo». Pertanto, tale procedimento costituisce una prosecuzione di quello originario e non una sua fase successiva e distinta. Ne deriva che il reclamo in quanto atto della parte già costituita dovrà essere presentato esclusivamente in via telematica a pena di inammissibilità rilevabile anche d’ufficio.

La sentenza

TRIBUNALE DI L’AQUILA

riunito in camera di consiglio, composto dai Sigg.ri Magistrati:

– Dott. CIRO RIVIEZZO Presidente

– Dott.ssa MARIA CARMELA MAGARO’ Giudice rel.

– Dott.ssa CAMILLI ANTONELLA Giudice

LETTO il reclamo avverso l’ordinanza (…) 6.4.16 con il quale veniva richiesta la riforma della stessa;

LETTA la comparsa di costituzione e di risposta con la quale Lo.Fr. chiedeva il rigetto del suddetto reclamo: SCIOGLIENDO la riserva assunta all’udienza del 22.6.16;

OSSERVA

La Sig.ra (…) e le di lei figlie (…) proponevano ricorso per la reintegrazione nel possesso del fondo sito in località Cansatessa, (AQ) distinto al Catasto al fol. (…) del quale risultava proprietaria dall’anno 1949. In particolare, deducevano che in data 7.10.14 (…) costatavano, nel terreno da loro posseduto, la presenza di due escavatrici che avevano effettuato uno scavo trasversale e parallelo al confine nord, lungo circa 24 mi e largo circa 2 ml, al fine di posizionarvi delle tubature. A tal fine, per introdursi nel terreno, recintato e chiuso, sul lato sud da un cancello, era stata rimossa parte della rete metallica di recinzione, divelti alcuni paletti di sostegno della stessa e tagliati alcuni arbusti. In seguito emergeva che i lavori erano stati

Mostra tutto

[1] Trib. L’Aquila, sent. del 4.07.2016.

[2] Trib. Torino, sent. del 6.03.2015.

[3] L. n. 228/2012 (legge di Stabilità 2013) che ha introdotto nel Dl 179/2012 l’art. 16-bis.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti