Prima del fallimento, vietato prelevare dal conto della società
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8 Set 2016
 
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Prima del fallimento, vietato prelevare dal conto della società

Scatta la bancarotta per distrazione nei confronti dell’imprenditore che, prima del fallimento, preleva dal conto della società senza giustificazioni.

 

Quando la nave minaccia di affondare c’è la corsa al salvagente: ma se è vero che il capitano è l’ultimo a lasciare la barca, è anche vero che l’imprenditore, quando la società sta per fallire, non può prelevare dai conti correnti sociali somme senza darne giustificazione. Questo perché, se davvero dovesse successivamente scattare il fallimento, per lui scatterebbe anche l’incriminazione penale di bancarotta per distrazione. A ricordarlo è una recente sentenza del Tribunale di Taranto [1].

 

Secondo il giudice pugliese, commette il reato di bancarotta per distrazione l’imprenditore che, prima della dichiarazione di fallimento, preleva denaro da uno o più conti correnti intestati alla società senza fornire una giustificazione contabile sull’effettiva destinazione delle somme.

 

L’illecito penale in commento scatta tutte le volte in cui l’imprenditore commette un qualsiasi atto di disposizione dei beni dell’azienda (così la vendita o la donazione di beni dell’azienda o il prelievo dalle casse) anche se non è ancora intervenuta la dichiarazione di fallimento purché sia percepibile lo stato di irreversibile crisi dell’azienda e tale atto dell’imprenditore causi depauperamento del patrimonio societario.

 

Per salvarsi dalla condanna allora l’imprenditore dovrebbe dimostrare che il prelievo è volto a far fronte ai numerosi debiti e, quindi, a soddisfare le ragioni dei creditori.


La sentenza

Tribunale di Taranto – Sezione I penale – Sentenza 16 maggio 2016 n. 552

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI TARANTO

PRIMA SEZIONE PENALE

in composizione collegiale

Dr. Alessandro De TOMASI Presidente

Dr. Paola R. INCALZA Giudice

Dr. Benedetto RUBERTO Giudice est.

all’udienza del 26/02/2016

con l’intervento del Pubblico Ministero Dr.ssa Giovanna CANNARILE

l’assistenza del cancelliere Sig. Benedetto DE BENEDICTIS

Ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente

SENTENZA

Nel processo penale a carico di

1) Ca.Gi., nato (…), residente a Grottaglie in Contrada (…) s.n.c. – libero assente già contumace 2) Fr.Do., nato (…), residente a Taranto alla Via (…)

– libero assente già contumace –

3) Va.Ve., nata (…), residente a Leporano alla Via (…)

– libera assente –

4) Lo.Fr., nato (…) ivi residente in Viale (…).

– libero assente –

IMPUTATI

In ordine ai seguenti reati: Ca.Gi.:

  • A) Reato di cui agli artt. 216 comma 1 n. 1, 219 comma 1 e comma 2, 223 R.D. 16 marzo 1942 n. 267 perché, quale legale rappresentante della società TE. S.r.l.
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    [1] Trib. Taranto, sent. n. 552/2016 del 16.05.2016.

     


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