Comunione ereditaria e prelazione dei coeredi in caso di vendita ad un estraneo
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9 Set 2016
 
L'autore
Alessandro Galati
 


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Comunione ereditaria e prelazione dei coeredi in caso di vendita ad un estraneo

Io e mio fratello abbiamo ricevuto per testamento da nostra zia la proprietà di un terreno edificabile: io ho trovato un acquirente per la mia quota, come mi devo comportare verso mio fratello?

 

Cos’è la comunione ereditaria e cosa sono le sue quote?

Quando un diritto di proprietà su di un bene è attribuito a più persone grazie ad una successione, cioè grazie ad un testamento redatto dall’originario proprietario defunto o, se manca il testamento, in forza della legge, si dice che sorge una comunione ereditaria.

Questo significa che gli eredi della persona morta sono tutti proprietari per quote del bene che è stato loro attribuito.

Le quote possono essere stabilite in misura diversa nel testamento o dalla legge, oppure possono essere esattamente uguali: in ogni caso, si crea la contitolarità del diritto di proprietà, ovvero la “comproprietà” fra tutti gli eredi.

 

 

Cosa deve fare il coerede che vuole vendere la sua quota ad un estraneo?

Il problema che può sorgere è il seguente: uno dei comproprietari ha trovato una persona che è disposta ad acquistare la sua quota.

Ci si domanda, allora, se il comproprietario debba tenere un comportamento a tutela degli altri eredi-comproprietari.

La risposta è sì.

Il codice civile [1] infatti ci ricorda che in questo caso il coerede – comproprietario non può vendere la sua quota subito all’interessato all’acquisto quando questa persona non è un partecipante alla comunione: in questo caso, infatti, deve notificare (cioè comunicare) agli altri comproprietari la proposta di acquisto che ricevuto, indicando chiaramente il prezzo proposto.

Questo perché gli altri comproprietari hanno diritto di prelazione, cioè hanno il diritto di acquistare, se vogliono, la quota del loro coerede prima del terzo estraneo alla comunione. Possono esercitare questo loro diritto entro due mesi dalla notificazione della proposta di acquisto, comunicando al comproprietario che vuole vendere la loro volontà di acquistare ed invitandolo alla stipula del contratto, pagando lo stesso prezzo che gli era stato offerto.

 

Se il comproprietario vende la sua quota senza notificare la proposta agli altri coeredi, questi possono “riscattare” la quota alienata da chiunque l’abbia acquistata: questo diritto di riscatto, conseguente alla violazione del diritto di prelazione, può essere esercitato fino alla divisione e dunque fino allo scioglimento della comunione.

Il diritto di riscatto si esercita pagando all’acquirente della quota la stessa somma che egli aveva sborsato per acquisirla:  in questo modo il coerede che esercita il riscatto sarà considerato titolare della quota riscattata fin dall’inizio.

Il coerede che vuole donare ad un estraneo la sua quota, invece, non deve notificare alcunché agli altri membri della comunione.


[1] Art. 732 c.c.

 


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