Lavoratore ubriaco: è giusta causa di licenziamento
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9 Set 2016
 
L'autore
Alessandro Galati
 


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Lavoratore ubriaco: è giusta causa di licenziamento

Abusare spesso di alcool e poi presentarsi al lavoro può far perdere il posto al lavoratore.

 

Si sta diffondendo fra i giudici la tendenza a riconoscere legittimo ed efficace il licenziamento del lavoratore che sia spesso colto in stato di ubriachezza da parte del datore.

Questa situazione, infatti, soprattutto quando il lavoratore vi incorre spesso, rappresenta una violazione grave dei doveri e degli obblighi che gravano su di lui.

Bisogna dire, in effetti, che sia il contratto di lavoro che la legge impongono al lavoratore di comportarsi sempre in modo da svolgere correttamente la propria prestazione e di ben eseguire le sue mansioni.

 

 

Perché l’ubriachezza può portare al licenziamento?

Un dipendente dedito all’alcool, ragionevolmente, non è presente a sé stesso e non è lucido sul luogo di lavoro: ciò produce varie conseguenze dannose per l’azienda che lo ha assunto.

Innanzitutto, il lavoratore spesso ubriaco mette a rischio la propria persona, poichè l’abuso di alcolici limita la sua capacità di comprendere e prevenire i pericoli, ed attenua i riflessi. Ciò determina un rischio aggiuntivo sia per sé stesso, sia per i colleghi che in gruppo prestano la propria opera. Si pensi, ad esempio, ad un lavoratore che manovra in stato di ebbrezza una gru in un cantiere edile.

Questo aspetto è molto importante, perché è oggetto di un obbligo legale del datore di lavoro: egli, infatti, deve affidare ai suoi lavoratori i compiti da svolgere solo dopo aver valutato le loro condizioni personali e la loro salute, anche al fine di garantire la sicurezza nel luogo di lavoro [1]. Pertanto, il datore che assegna compiti delicati ad un lavoratore troppo spesso ubriaco viola la legge e si espone a possibili conseguenze sanzionatorie, anche di natura penale.

 

Da altro lato, poi, il lavoratore ubriaco è maggiormente esposto a subire infortuni nel tragitto casa – lavoro (infortunio cosiddetto in itinere): qualora questo infortunio si verifichi, comporterebbe un danno per l’organizzazione aziendale che si ritroverebbe improvvisamente carente.

 

Ancora, il lavoratore che abusa di alcolici verosimilmente esegue male le proprie mansioni, causando un danno patrimoniale all’impresa datrice.

 

Infine, un lavoratore che spesso è ubriaco in servizio si comporta in un modo che mina la fiducia che il datore ha riposto in lui: anche tale aspetto assume allora importanza nella decisione del giudice, considerando anche la lesione dell’immagine professionale che alla ditta certamente deriverebbe nei rapporti coi propri clienti che si sono avveduti dell’ubriachezza.

 

 

Basta presentarsi al lavoro ubriaco una volta per essere licenziato?

Bisogna comunque avvertire che l’ubriachezza costituisce giusta causa di licenziamento solo quando è ripetuta: il singolo episodio, infatti, non è di per sé inteso come violazione disciplinare [2] anche se, comunque, bene fa in questo caso il datore di lavoro ad inviare al lavoratore un richiamo formale.

Perciò, quando il lavoratore, pur richiamato dal datore, insiste nell’incorrere in episodi di ubriachezza e questi, valutati secondo i parametri legali e contrattuali, creano pregiudizio per l’azienda, può essere licenziato per giusta causa [3].

 


[1] Art. 18, let. c, D. Lgs. 9. 04.  2008, n. 81.

[2] Cass. sent. 19361/2015 del 10.09.2010.

[3] Cass. sent. 7192/2001 del 26.05.2001.

 


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