Noemi Secci
Noemi Secci
8 Ott 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Pensione commercialisti, quali trattamenti si possono ottenere?

Pensione di vecchiaia, di vecchiaia anticipata, contributiva unica, totalizzazione e ricongiunzione: trattamenti erogati dalla Cnpdac e calcolo pensione.

 

I dottori commercialisti non versano i contributi all’Inps, ma hanno una loro cassa previdenziale, la Cnpdac. Questa cassa professionale ha un particolare regolamento, che prevede disposizioni differenti da quelle applicate dall’Inps nei confronti della generalità dei lavoratori, sia per il calcolo della pensione, che per la ricongiunzione e per le tipologie di trattamento previdenziale.

 

 

Cassa commercialisti: quale pensione?

In particolare, i trattamenti previdenziali che il commercialista può ottenere dalla Cnpdac sono i seguenti:

  • pensione di vecchiaia: per i nati dopo il 1944, il trattamento può essere ottenuto con 68 anni di età e 33 di contributi; in tutti i casi può essere ottenuto a 70 anni di età, con 25 anni di contributi;
  • pensione di vecchiaia anticipata (ex pensione di anzianità): questa pensione, nella generalità dei casi è raggiungibile con un minimo di 61 anni di età ed un minimo di 38 anni di contributi, oppure con 40 anni di contributi a prescindere dall’età; può però essere ottenuta, dai soggetti in possesso d’invalidità superiore al 50%, con 58 anni di età e 35 anni di contributi;
  • pensione unica contributiva: questa pensione può essere ottenuta soltanto dagli iscritti dal 2004 in poi, in quanto soggetti al calcolo contributivo; sono necessari almeno 62 anni di età e un minimo di 5 anni di contributi; se, però, il trattamento annuo non supera (per l’anno 2016) 2.466,73 euro, il montante contributivo è liquidato con gli interessi in un’unica soluzione e non sotto forma di rendita;
  • pensione in totalizzazione: i requisiti di questo trattamento, che costituisce la “somma” (anche se parlare di somma è improprio, in quanto ogni gestione liquida la quota di trattamento maturata esclusivamente presso la cassa stessa) di più pensioni maturate presso gestioni differenti, sono unici per tutti gli enti previdenziali e precisamente pari a:
  • per la pensione di vecchiaia in totalizzazione, almeno 65 anni e 7 mesi di età, 20 anni di contributi e l’attesa di una finestra, a partire dalla data di maturazione dei requisiti, pari a 18 mesi;
  • per la pensione di anzianità in totalizzazione, 40 anni e 7 mesi di contributi, a prescindere dall’età e l’attesa di una finestra, a partire dalla data di maturazione dei requisiti, pari a 21 mesi;
  • la pensione in totalizzazione, di anzianità o di vecchiaia, è preclusa a chi fruisce dell’assegno d’invalidità e della pensione di vecchiaia risultante dalla conversione dell’assegno d’invalidità, mentre non è preclusa a chi percepisce la pensione d’inabilità, in quanto è possibile domandare la pensione d’inabilità in totalizzazione [1];
  • infine sono liquidate dalla Cnpdac anche le pensioni di inabilità e invalidità: per la liquidazione di questi trattamenti, tuttavia, è necessario che la riduzione della capacità lavorativa sia sopravvenuta all’iscrizione alla Cassa a seguito di malattia o infortunio, dunque non è possibile ottenere il trattamento, nonostante i requisiti sanitari, se lo stato d’invalidità è anteriore all’iscrizione.

 

 

Cassa commercialisti: calcolo della pensione

Per quanto riguarda il calcolo della pensione nella Cassa commercialisti, anche questo segue delle regole differenti rispetto a quelle applicate dall’Inps e valide nella generalità dei casi.

In particolare:

– il sistema di calcolo retributivo, ossia quello che si basa sulla media delle ultime annualità di retribuzione, è applicato,  a prescindere dall’anzianità di servizio, sino all’anno 2003 compreso; le regole di calcolo, tuttavia, sono differenti sia dal sistema retributivo che da quello reddituale normalmente applicati dall’Inps, in quanto la media delle retribuzioni si riferisce agli ultimi 25 anni;

– il sistema di calcolo contributivo è applicato dal 2004 in poi: come il retributivo, anche il contributivo presenta delle peculiarità rispetto al sistema ordinariamente utilizzato dall’Inps; rispetto agli ordinari parametri del metodo contributivo, difatti, sono utilizzati dei coefficienti di trasformazione (ossia i numeri, espressi in percentuale, che trasformano il montante contributivo in rendita a seconda dell’età pensionabile) differenti e i coefficienti di rivalutazione del montante applicati risultano più favorevoli.

 

 

Cassa commercialisti: ricongiunzione

Sulla base del metodo di calcolo utilizzato, varia anche l’onerosità di un’eventuale ricongiunzione presso la Cnpdac: ricordiamo che la ricongiunzione consiste nella possibilità di far confluire nella gestione la contribuzione presente presso altri fondi. Nel dettaglio, la ricongiunzione dei periodi contributivi successivi al 31 dicembre 2003 è gratuita, in quanto soggetta al calcolo contributivo, mentre la ricongiunzione di periodi contributivi anteriori al 31 dicembre 2003 richiede il pagamento di un onere variabile in base ai periodi da ricongiungere. È comunque possibile, per evitare “sorprese”, effettuare una simulazione di calcolo dell’onere lordo di ricongiunzione attraverso il servizio on line Ren, reperibile nel sito della Cnpdac.

Possono essere ricongiunti, ad ogni modo, tutti i periodi di contribuzione non più attivi maturati presso le gestioni previdenziali obbligatorie (ad eccezione della contribuzione versata alla Gestione separata Inps, che non è mai ricongiungibile ad alcuna gestione), purché:

  • il periodo di anzianità assicurativa non sia inferiore a 5 mesi e 16 giorni;
  • il periodo di contribuzione, o anche uno dei periodi contributivi oggetto di ricongiunzione, non sia già liquidato o utilizzato presso le altre Gestioni previdenziali (in tale caso si è preclusi dall’esercizio della facoltà di ricongiunzione);
  • il periodo o i periodi oggetto di ricongiunzione non siano interamente coincidenti con l’anzianità contributiva maturata alla Cassa.

[1] Art. 2, D.Lgs. n. 42/2006.

 


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