Quanto mi spetta se trovo un portafoglio
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11 Set 2016
 
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Quanto mi spetta se trovo un portafoglio

Oggetti smarriti e ritrovati: l’obbligo di portare il portafogli all’ufficio del Comune e il diritto di chiedere una percentuale sui soldi trovati dentro.

 

“Chi trova un amico, trova un tesoro” recita il proverbio, ma “chi trova un tesoro” può avere anche diritto a una percentuale? Una domanda legittima, che si pone chi trova un portafoglio per strada, su una panchina, dentro l’armadietto di una palestra, sulla metro o nel pullman. Ebbene sì, chi rinviene un oggetto smarrito ha diritto, in base al nostro codice civile, ad essere ricompensato dal proprietario del bene, sempre che il bene abbia un obiettivo valore in denaro e sempre che – ovviamente – il proprietario venga identificato. La ricompensa, come vedremo più in là, ammonta a una precisa percentuale del valore del bene.

La ricerca del proprietario dell’oggetto ritrovato, peraltro, non è un nostro onere, ma delle autorità: tutto ciò che deve fare chi trova un portafogli è consegnarlo a uno dei dipendenti del Comune (presso l’ufficio “oggetti smarriti”) e attendere. Attenzione però, perché la disciplina in commento si applica solo se all’oggetto smarrito, mentre per quello volontariamente abbandonato dal proprietario vale la diversa regola “chi lo trova ne diventa titolare”.

Ma procediamo con ordine per poter rispondere, in modo più preciso e puntuale, alla domanda “Quanto mi spetta se trovo un portafoglio?”.

 

 

Se trovo un portafoglio smarrito: cosa devo fare?

La legge [1] stabilisce che chiunque trovi un portafoglio o qualsiasi altro oggetto smarrito deve restituirlo al legittimo proprietario se è possibile risalirne all’identità. Questo significa che è nei poteri del ritrovatore aprire il portafoglio, frugare tra le carte e i documenti alla ricerca degli estremi anagrafici del suo titolare. Il quale, di conseguenza, non potrà battere ciglio se il ritrovatore ha frugato all’interno dell’oggetto, alla ricerca di indizi, né potrà lamentare la violazione della sua privacy; e, anzi, dovrà ricompensarlo per la restituzione dell’oggetto, dandogli il 10% del valore del portafoglio e dei soldi ivi contenuti. Ma di questo parleremo più approfonditamente tra breve.

 

Se nel portafogli non c’è la carta d’identità, la patente, la carta di credito, il tesserino professionale o il badge del lavoro, l’abbonamento al pullman o qualsiasi altro documento che consenta di risalire all’identità del proprietario, dovremo consegnare l’oggetto, senza ritardo (dunque, nel più breve tempo possibile), al sindaco del luogo ove esso è stato trovato. Nei comuni più grandi sarà attivo l’ufficio oggetti smarriti; negli altri casi, invece, basterà affidare il bene nelle mani di qualsiasi dipendente indicato dal sindaco o da altro dirigente. È nostro diritto pretendere la consegna di un verbale o di qualsiasi altro documento che attesti la consegna del portafoglio e in cui vengano indicate le modalità del ritrovamento.

 

 

Che succede se non consegno il portafogli al proprietario o al Comune?

Attenzione: chi non compie questi adempimenti (restituzione al proprietario o consegna al Sindaco) non viola solo un dovere civico e morale, ma compie anche un reato. Insomma, si passa al penale. Il codice infatti stabilisce che [2] è reato appropriarsi di denaro o cose smarrite da altri senza rispettare gli obblighi che abbiamo appena elencato. Allo stesso modo è un illecito penale anche prendere i soldi dal portafoglio e consegnare in Comune solo le carte di credito e quella d’identità o, ancora, trattenere per sé una parte del denaro e restituire il resto al legittimo proprietario.

 

 

Che succede dopo la consegna del portafogli al sindaco?

Dopo che avremo consegnato il portafoglio in Comune, il Sindaco dispone la pubblicazione della notizia nell’albo pretorio del Comune ove l’oggetto è stato trovato, in modo da darne comunicazione alla cittadinanza e verificare se il proprietario salta fuori. La pubblicazione – che avviene di norma in uno spazio murale accessibile a tutti in cui vengono affissi tutti gli avvisi per la collettività – deve avvenire per almeno due domeniche di seguito e la notizia deve rimanere affissa per almeno tre giorni.

 

A questo punto il ritrovatore dell’oggetto deve attendere un anno che si conta a partire dall’ultimo giorno della pubblicazione. Se in questo arco di tempo il proprietario del portafogli non si presenta [3], l’oggetto appartiene a chi l’ha trovato. Il Comune può pretendere il pagamento di un prezzo – dal ritrovatore o dal proprietario – per le spese di custodia del bene.

 

 

Che percentuale mi spetta se trovo un portafoglio?

Che succede, invece, se il proprietario salta fuori? L’ipotesi si può verificare sia nel caso in cui il ritrovatore riesca a rinvenire, all’interno dell’oggetto, i documenti di identità del titolare e lo contatti personalmente, sia nel caso in cui il proprietario venga a conoscenza del ritrovamento del suo portafoglio dopo la pubblicazione nell’albo pretorio del Comune.

 

A questo punto la legge [4] stabilisce che al ritrovatore dell’oggetto spetti un compenso. Il premio – cui ovviamente il ritrovatore può rinunciare espressamente – ammonta a un decimo della somma o del valore della cosa ritrovata. Se invece il valore supera 5,16 euro, il premio che spetta al ritrovatore è di un ventesimo (1/20).

 

Il titolare del portafoglio è obbligato a pagare il compenso al ritrovatore; in caso contrario quest’ultimo può convenirlo in giudizio, davanti al giudice, per ottenerne la condanna.

 


 


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