Estorsione su facebook: come difendersi
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13 Set 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


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Estorsione su facebook: come difendersi

Sempre più frequenti i ricatti hard sul popolare social network: come riconoscere i falsi profili e tutelarsi nel modo migliore.

 

Sono centinaia le segnalazioni di estorsione tramite facebook ricevute dalla Polizia postale. Si tratta il più delle volte di ricatti a sfondo sessuale.

Si riceve una richiesta d’amicizia da una ragazza avvenente (o più raramente, per le donne, da un uomo particolarmente attraente), che in seguito chiede all’utente di spogliarsi e mostrare il viso. In caso di abboccamento, parte immediata la pretesa di denaro con la minaccia di inviare il video incriminato a mogli, fidanzate, parenti, amici, colleghi e datori di lavoro.

Come si svolge il ricatto

Tutto inizia con una normale richiesta di amicizia da parte del truffatore, che si presenta ai nostri occhi con una foto ritraente una bella donna, spesso sorridente o ritratta in posa accattivante. Inoltre è frequente che chi ci contatta risulti esser nato, vivere e lavorare nella nostra città. Il tutto è ovviamente falso e fa parte del trucco.

 

Se accettiamo la richiesta di amicizia, verremo immediatamente contattati in chat. Qui di solito leggeremo frasi in italiano imperfetto (le organizzazioni criminali che si dedicano a tali attività sono spesso straniere). Il nostro interlocutore assumerà un tono sempre più intimo e ci inviterà ad effettuare una videochiamata su altre piattaforme informatiche come Skype.

Effettuato il contatto video, ci chiederà di mostrargli il viso o di spogliarci. Dall’altra parte vedremo un filmato registrato o in loop (la stessa sequenza trasmessa di continuo) che spesso ritrae una ragazza che si muove in modo seducente.

 

Una volta caduti nel tranello, parte l’estorsione. Ci verrà chiesto di depositare denaro su conti online presumibilmente registrati a nome falso. Il tutto accompagnato dalla minaccia di diffondere il video o la conversazione tra i nostri contatti (che il ricattatore ha reperito grazie all’accettazione della richiesta di amicizia) o di pubblicare il filmato su Youtube.

Come difendersi

  • Se si riceve una richiesta di amicizia da parte di una persona che non si conosce, la cui foto appare da subito equivoca, non bisogna assolutamente accettarla: si tratta di un profilo falso.
  • Qualora si accetti la richiesta, occorre fare attenzione al comportamento del soggetto nella chat privata. Se si esprime in un italiano non perfetto, chiede informazioni sui nostri contatti, vuole effettuare una videochiamata o ricevere un filmato hard che ci ritragga, bloccare e cancellare immediatamente l’utente.
  • In caso di videochiamata, fare attenzione ai seguenti particolari.Se ci si imbatte in una webcam dalla visuale perfetta, molto probabilmente stiamo vedendo un video registrato. Attenzione anche ai movimenti provocanti della finta ragazza: se si ripetono continuamente in sequenza, il video è fasullo. Durante la videochat il nostro interlocutore continuerà a scriverci. In questo caso, occhio alla posizione delle sue mani: spesso non si troveranno sulla tastiera e anche questa è una prova che si tratta di una registrazione. Può essere utile chiedere alla finta ragazza di toccarsi il naso o le orecchie: non avremo risposta.
  • Nella malaugurata ipotesi in cui il ricattatore sia riuscito ad incastrarci e sia quindi in possesso del video o della conversazione, non bisogna assolutamente pagare né assecondare altre richieste.
  • Se il filmato è stato caricato su Youtube, segnalarlo immediatamente come video dal contenuto di nudità. Esso verrà rimosso dal sistema in brevissimo tempo.
  • Se abbiamo ricevuto la richiesta di pagamento, annotare tutti i dati del ricattatore, cancellarlo e bloccarlo. Non rimanere assolutamente in contatto con lui nella speranza di fargli cambiare idea. Questi soggetti, infatti, puntano molto sulla paura dell’utente inesperto. Se ci mostriamo determinati, è probabile che desisteranno.
  • Segnalare il ricatto a facebook (nella sezione “centro assistenza”).
  • Denunciare subito l’accaduto alla Polizia postale.

 


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