Partite IVA: niente più tasse sul non incassato
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11 Set 2016
 
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Partite IVA: niente più tasse sul non incassato

Legge di Bilancio e riforma del regime fiscale delle partite IVA: riduzione dei contributi dal 27 al 24%.

 

Se il problema principale degli autonomi e, più in generale, delle partite IVA è quello di recuperare i crediti non riscossi e, nello stesso tempo, di dovervi pagare le tasse, allora il miglior sostegno che il Governo possa prevedere è proprio quello di applicare la tassazione solo sugli importi effettivamente incassati. In pratica, i contribuenti in contabilità semplificata potranno determinare il reddito su quanto realmente incassato e non più su quanto fatturato, così come oggi possono fare i liberi professionisti. È sicuramente questa la novità più importante a cui l’Esecutivo sta lavorando e che dovrebbe entrare nella prossima legge di Bilancio.

 

Secondo problema storico delle partite IVA: il pagamento dei contributi. Così, laddove il Governo può mettere mano, ossia per i contributi relativi ai professionisti senza Cassa di previdenza, sempre la legge di Bilancio prevedrà la riduzione dell’aliquota dall’attuale 27% al 24%.

 

Sono circa 5 i milioni di autonomi e le piccole imprese che saranno interessati dalle nuove misure fiscali volte al sostegno del ceto medio: le PMI (acronimo che sta per piccole e medie imprese) sono al centro di un approfondito studio volto a ridurre l’imposizione fiscale e a garantire una ripresa dell’attività produttiva. Le misure dovrebbero vedere la luce nella prossima legge di Bilancio, quella da approvare entro la fine dell’anno, in sostituzione della vecchia “Legge di Stabilità” (che ora non esiste più).

 

Sul contraltare però è previsto l’aumento dell’aliquota su malattia e maternità che dovrebbe passare dallo 0,72% a un valore compreso tra l’1% e l’1,5%.

 

 

Regime di cassa

I fiscalisti lo chiamano “regime di cassa” e consiste nella tassazione dei soli importi effettivamente pagati, con esclusione di quelli non incassati per via degli onnipresenti morosi e inadempienti. È questa la misura su cui maggiormente punta il Governo per rilanciare le partite Iva (piccole imprese, autonomi e non solo). Le Pmi in contabilità semplificata potranno così determinare il reddito da dichiarare al fisco seguendo le stesse regole oggi in vigore per i liberi professionisti: si potrà evitare di fatturare i compensi richiesti e non ancora saldati dal cliente. Ciò eviterà di tassare somme non ancora riscosse, evitando oltre al danno anche la beffa.

 

 

Iri

In arrivo anche l’Iri, l’imposta sul reddito dell’imprenditore. Sarà un’imposta proporzionale (e non più progressiva come l’Irpef), che consentirà di uniformare la tassazione del reddito delle imprese personali (ditte individuali e società di persone) con quello delle società di capitali. L’aliquota dovrebbe essere del 24%.

 

 

Superammortamento

Prevista anche la proroga del superammortamento al 140% per l’acquisto di beni strumentali di natura digitale (ad esempio acquisto di computer, banda larga, pos e altri strumenti per consentire il pagamento con moneta elettronica).

 

 

Studi di settore

Si era parlato, inizialmente, di eliminazione degli studi di settore per le partite Iva. Ora il verbo impiegato dal governo è revisione. È comunque previsto un graduale passaggio verso gli indicatori di compliance: una sorta di pagella che premierà i contribuenti più virtuosi con vari vantaggi (ad esempio, rimborsi più veloci).


 


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