Il Comune rimborsa le spese legali al dipendente
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11 Set 2016
 
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Il Comune rimborsa le spese legali al dipendente

Solo in caso di assoluzione per mancanza di responsabilità la spesa per la parcella dell’avvocato viene rimborsata dall’ente locale.

 

Le spese legali sostenute dal dipendente di un ente locale (ad esempio il Comune) per difendersi in un procedimento penale devono essere rimborsate dall’amministrazione se l’imputato risulta non essere responsabile delle accuse. È quanto chiarito dal Giudice di Pace di Taranto con una recente sentenza [1].

 

Il contratto collettivo nazionale della dirigenza stabilisce [2] che: “L’ente, anche a tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l’apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un suo dipendente per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio e all’adempimento dei compiti d’ufficio, assumerà a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto di interessi, ogni onere di difesa sin dall’apertura del procedimento facendo assistere il dipendente da un legale di comune gradimento“.

 

Pertanto, il Comune o qualsiasi altro ente locale è tenuto a rimborsare al proprio dipendente le spese sostenute per pagare il proprio avvocato difensore solo se sussistono le seguenti condizioni:

 

– la necessità di tutelare gli interessi e i diritti facenti dell’ente pubblico;

– la stretta connessione tra il procedimento penale e l’esercizio delle funzioni del dipendente pubblico;

– l’assenza di conflitto di interessi tra gli atti compiuti dal dipendente sottoposto a procedimento penale e l’ente di appartenenza;

– l’assoluzione dell’imputato con formula piena (non quindi, ad esempio, per prescrizione). In pratica il giudice penale deve accertare che il dipendente pubblico non deve aver avuto alcun dolo o colga grave nel fatto che ha dato origine al procedimento penale.

 

Già il Consiglio di Stato, in passato [3], ha precisato che la possibilità di rimborsare le spese legali al dipendente di un ente pubblico coinvolto in un procedimento penale si limita ai soli casi in cui sia incontestabilmente accertata l’assenza di responsabilità penale dell’imputato; presupposto di rimborsabilità delle spese legali sostenute dall’amministratore è il positivo e definitivo accertamento della mancanza di responsabilità, indipendentemente dalla formula assolutoria utilizzata dal giudice penale (…)”.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TARANTO – SEZ. 1^

Il Giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa, iscritta al n° R.G. 6065/2014, avente ad oggetto: pagamento onorario di € 1.500,00, riservata all’udienza del 09.10.2015, promossa da:

DOMENICO rappresentato e difeso dall’Avv. Claudio . del foro di Trani (parte attrice)

Contro

Arch. C. N., rappresentato e difeso dall’Avv. Michele (Convenuto)

Nonché contro

– COMUNE DI P., in persona del Sindaco pro tempore –   (terzo chiamato contumace)

     Conclusioni della parte attrice:

“Voglia l’lll.mo Giudice di Pace adito, contrariis reiectis, per le motivazioni innanzi esposte così provvedere:

– accertare e dichiarare l’inadempimento all’obbligo di corresponsione, da parte dell’Arch. C. N., del compenso professionale dovuto all’ Avv. Domenico D. per l’attività difensiva da quest’ultimo espletata in favore del convenuto;

– per l’effetto. condannare 1’Arch. C. N. al pagamento dell’importo di € 1.500,00 oltre IVA e CAP come per legge, nonché degli interessi maturati dal

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[1] G.d.P. Taranto, dott. Martino Giacovelli, sent. n. 3183/15 del 13.10.2015.

[2] Art. 28 del CCNL del 14 settembre 2000.

[3] Cons. St. sent. n. 2242/2000

 


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