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Lo sai che? Pubblicato il 12 settembre 2016

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Lo sai che? Lavori in casa: il locatore può chiedere un aumento dell’affitto?

> Lo sai che? Pubblicato il 12 settembre 2016

Porta blindata, nuova caldaia e impianto di condizionamento: per quali migliorie all’immobile il padrone di casa può chiedere un aumento del canone di locazione?

Fate un sospiro di sollievo: non può. A meno che non intervengano aggiornamenti anti-inflazionistici, il padrone di casa e l’inquilino non possono prevedere aumenti del canone di locazione. L’importo versato mensilmente dall’inquilino deve essere pertanto sempre lo stesso.

Le parti possono invece accordarsi per una riduzione del canone. Tale accordo può essere redatto in forma di:
– scrittura privata non autenticata: in tal caso non deve essere obbligatoriamente registrato;
– scrittura privata autenticata o atto pubblico.

Un tempo era prevista la possibilità di chiedere un aumento del canone di locazione solo se il padrone di casa compiva lavori di miglioria dell’appartamento come le riparazioni straordinarie.

Infatti, la legge [1] stabiliva che quando il locatore (ossia il padrone di casa) effettuava sull’appartamento importanti ed improrogabili opere per consentire all’inquilino di continuare ad abitarvi, egli poteva chiedere al conduttore (ossia all’inquilino) un aumento del canone di affitto. La stessa cosa era prevista se i lavori erano di straordinaria manutenzione di rilevante entità o se servivano ad evitare maggiori danni in grado di compromettere l’efficienza della struttura.

Queste opere potevano essere, ad esempio, degli interventi isolanti per eliminare i rumori o l’umidità. Non vi rientravano, invece, la previsione di una porta blindata, una nuova caldaia o un impianto di condizionamento caldo/freddo.

Oggi questa disposizione è stata cancellata solo per le locazioni ad uso abitativo. Non resta quindi che affidarsi a quello che prevede il contratto di locazione, fermo restando che se nulla è previsto, il canone non può essere modificato anche se il locatore compie opere di miglioria sull’immobile.

note

[1] Art. 23 l. 27 luglio 1978 n. 392

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1 Commento

christian bragagnolo

13 settembre 2016 alle 09:40

la sentenza è giusto un attimo vecchia … e l’art. 23 della legge 392/1978 (lì sarà stato applicato ratione temporis) è stato abrogato quasi venti anni fa (dall’art. 14 legge 431/1998) …
normativa non più applicabile …

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