Permesso di soggiorno: costi e tempi di rilascio
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8 Ott 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Permesso di soggiorno: costi e tempi di rilascio

Con il permesso di soggiorno la presenza dello straniero in Italia diventa regolare. I tempi per il rilascio, tuttavia, sono tutto tranne che brevi. Come chiederlo e quanto costa?

 

Permesso di soggiorno: cos’è?

Il permesso di soggiorno è quel documento che autorizza la presenza dello straniero sul territorio dello Stato italiano e ne attesta la regolarità: esso costituisce il presupposto per una richiesta di residenza di medio o lungo periodo nello stesso  territorio.

 

Vediamo la procedura per ottenerlo, quanto tempo occorre per il suo rilascio e quanto costa.

 

 

Permesso di soggiorno: chi deve richiederlo?

A dover richiedere il permesso di soggiorno sono i cittadini di paesi extraeuropei e gli apolidi, cioè coloro che non hanno una nazionalità [1].

 

I cittadini appartenenti a determinati paesi esterni all’Unione Europea possono entrare in Italia, per motivi di turismo, sport, lavoro o perché vi sono stati invitati o sono in missione: il soggiorno potrà avere una durata massima di 90 giorni, senza che sia necessario dover richiedere un visto.

 

 

Permesso di soggiorno: a cosa serve?

Il permesso di soggiorno consente di svolgere le attività che sono indicate nel permesso stesso, compreso l’accesso ai diritti e ai servizi riconosciuti agli stranieri oltre all’iscrizione nelle liste anagrafiche. Ne consegue che lo stesso permesso di soggiorno è necessario  per il rilascio della carta di identità e del codice fiscale, con il quale si può richiedere l’assistenza sanitaria, aprire un conto corrente bancario, ecc…

 

 

Permesso di soggiorno: quando richiederlo?

Dunque, si è detto che i cittadini extraeuropei devono attivarsi per richiedere questo documento: ma quando? Per quale motivo?

 

Lo straniero deve attivarsi in tal senso quando intende soggiornare nel territorio dello Stato italiano, anche se per breve periodo ed anche se solo per motivi turistici: la richiesta dovrà essere fatta entro otto giorni lavorativi dall’ingresso in Italia.

 

Se lo straniero è già titolare di un permesso di soggiorno (o altra autorizzazione che gli conferisce il diritto a soggiornare), rilasciato da uno Stato membro dell’Unione Europea e valido per il soggiorno in Italia, è, comunque, tenuto a dichiarare la sua  presenza al questore entro otto giorni dal suo ingresso nel territorio dello Stato [2].

 

Nel caso in cui lo straniero in questione si trattenga in Italia per più di tre mesi dall’ingresso, il questore gli intimerà di recarsi immediatamente, e comunque non oltre sette giorni, nello Stato membro dell’Unione europea che ha rilasciato il permesso di soggiorno in corso di validità; se lo straniero non obbedisce verrà adottato a suo carico un provvedimento di espulsione [3].

 

 

Permesso di soggiorno: come si richiede?

Veniamo, ora, alla procedura pratica da seguire per richiedere il permesso in questione.

 

Se si vuole presentare richiesta, lo straniero deve avere l’intenzione di soggiornare in Italia per più di tre mesi. Il modulo di richiesta va accompagnato dalla seguente documentazione:

  • passaporto (o altro documento di viaggio equivalente), in corso di validità con il relativo visto di ingresso, se richiesto;
  • una fotocopia del documento stesso;
  • 4 foto formato tessera, identiche e recenti;
  • una marca da bollo da euro 16,00;
  • la documentazione necessaria al tipo di permesso di soggiorno richiesto;
  • il versamento di un contributo compreso tra euro 80 e euro 200.

In alcuni casi, la Questura chiede un’integrazione della documentazione che serve a precisare il motivo per cui è richiesto il permesso di soggiorno e i mezzi di sussistenza a disposizione del richiedente per il periodo di permanenza in Italia.

 

 

Permesso di soggiorno: dove chiederlo?

La domanda per richiedere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere presentata presso l’Ufficio immigrazione della Questura del luogo di residenza dello straniero: qui il richiedente deve sottoporsi al rilevamento delle impronte digitali, dopo il quale gli viene consegnata una copia della richiesta che reca la data della richiesta e l’indicazione del giorno in cui si può effettuare il ritiro del permesso di soggiorno definitivo.

 

Da conservare la ricevuta della domanda in quanto, fino alla consegna del permesso di soggiorno, serve ad attestare la regolarità della permanenza in Italia dello straniero: non a caso, lo straniero deve mostrarla in Questura quando ritira il permesso di soggiorno [4].

 

Vi sono delle ipotesi – che si elencano di seguito – in cui le domande di rilascio e rinnovo di permesso di soggiorno per cittadini extracomunitari dovranno essere presentate dall’interessato presso gli Uffici postali abilitati, utilizzando l’apposito kit a banda gialla disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati e i Comuni abilitati:

  • affidamento;
  • adozione;
  • motivi religiosi;
  • residenza elettiva;
  • studio (per periodi superiori a tre mesi);
  • missione;
  • asilo politico (rinnovo);
  • tirocinio formazione professionale;
  • attesa riacquisto cittadinanza;
  • attesa occupazione;
  • carta di soggiorno stranieri;
  • lavoro autonomo;
  • lavoro subordinato;
  • lavoro sub-stagionale;
  • famiglia;
  • famiglia minore con minori di 14-18 anni;
  • soggiorno lavoro in casi particolari;
  • status apolide (rinnovo);
  • conversione soggiorno da altra tipologia a lavoro subordinato, autonomo, famiglia, studio, residenza elettiva;
  • duplicato permesso;
  • aggiornamento permesso-carta soggiorno (inserimento figli).

In tutti questi casi, oltre alla domanda compilata, si dovrà presentare la seguente documentazione:

  • passaporto o documento equivalente (in corso di validità), ai fini dell’identificazione da parte degli operatori postali;
  • ricevuta del bollettino postale relativo al pagamento dell’importo di 27,50 euro previsto per la stampa del permesso di soggiorno elettronico;
  • fotocopia in formato A4 del medesimo documento di riconoscimento (sono necessarie solo le pagine contenenti i dati anagrafici dell’intestatario ed i timbri dei visti di ingresso ed uscita dal Paese);
  • fotocopia in formato A4 di tutta l’ulteriore documentazione richiesta nelle istruzioni [5].

 

 

Permesso di soggiorno: quanto tempo occorre per ottenerlo?

A volte, i tempi di attesa per avere un permesso di soggiorno o per il suo rinnovo possono addirittura arrivare a sette mesi (la media è di 291 giorni), a causa del grandissimo numero di persone che ne fanno richiesta, nonostante gli sforzi delle questure per rilasciare i permessi di soggiorno ed i loro rinnovi nei tempi previsti dalla normativa vigente, i quali sono di 20 giorni.

 

Il problema non è solo il gran numero di stranieri presenti in Italia, ma anche la carenza del personale in forza alle Questure. A ciò si aggiunge che il rinnovo del permesso di soggiorno non è automatico, ma sono necessari accertamenti per valutare la presenza dei requisiti necessari.

 

 

Permesso di soggiorno: quanto costa?

Vediamo, ora, le spese da sostenere per il rilascio del permesso di soggiorno:

  • euro 16,00 di marca da bollo;
  • euro 30 all’operatore dell’ufficio postale al momento della spedizione della raccomandata;
  • euro 30,46 per il costo del permesso elettronico se si richiede un permesso di soggiorno per più di 90 giorni.

 

A questi costi si aggiunge il versamento di un contributo, il cui importo è fissato fra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro (con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministro dell’Interno), e precisamente:

  • euro 80 per il permesso di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari ad un anno;
  • euro 100 per il permesso di soggiorno di durata superiore ad un anno e inferiore o pari a due anni;
  • euro 200 per il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o nei casi di dirigenti di azienda o di dipendenti altamente qualificati.

Tale contributo non deve essere versato nei seguenti casi:

  • stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale di età inferiore ai 18 anni;
  • figli minori che fanno ingresso per ricongiungimento familiare;
  • stranieri che fanno ingresso in Italia per cure mediche e loro accompagnatori;
  • richiesta di asilo, protezione sussidiaria, motivi umanitari;
  • stranieri richiedenti l’aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno in corso di validità.

 

 

Permesso di soggiorno: quanto dura?

La durata del permesso di soggiorno non rilasciato per motivi di lavoro è quella prevista dal visto d’ingresso. La durata non può comunque essere:

  • superiore a tre mesi, per visite, affari e turismo;
  • superiore ad un anno, in relazione alla frequenza di un corso per studio o per formazione debitamente certificata; il permesso è tuttavia rinnovabile annualmente nel caso di corsi pluriennali;
  • superiore alle necessità specificatamente documentate, negli altri casi consentiti dalla legge.

 

 

Permesso di soggiorno: come funziona il rinnovo?

Chi è già in Italia e ha il permesso di soggiorno in scadenza deve chiedere il rinnovo al Questore della provincia in cui dimora almeno 60 giorni prima della scadenza.

 

Da tenere presente che il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato quando risulta che lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi o, per i permessi di soggiorno di durata almeno biennale, per un periodo continuativo superiore alla metà del periodo di validità del permesso di soggiorno, salvo che detta interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari o da altri gravi e comprovati motivi [7].

 

Permesso di soggiorno: che significa conversione?

Nei casi e con le modalità previste dalla legge, è possibile convertire il permesso di soggiorno, cioè modificare le motivazioni che stanno alla base del rilascio: ad esempio, da permesso per motivi di studio a permesso per lavoro subordinato o autonomo. Non è, però, possibile convertire un permesso di soggiorno rilasciato per motivi religiosi in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, subordinato o autonomo.


[1] Il permesso di soggiorno non è necessario per i cittadini europei che possono entrare nel territorio italiano senza bisogno di passaporto o di visto d’ingresso.

[2] Se il titolo è regolare, verrà rilasciata una ricevuta della dichiarazione di soggiorno. Allo straniero che non si attiene può essere applicata una sanzione che va dai 103 ai 309 euro.

[3] L’allontanamento viene eseguito verso lo Stato membro che ha rilasciato il permesso di soggiorno, ma solo nel caso in cui ci sia uno specifico accordo bilaterale in tal senso tra i due paesi e che questo sia entrato in vigore prima del 13 gennaio 2009. In caso contrario l’allontanamento è eseguito con destinazione fuori del territorio dell’Unione europea. È quanto stabilito dalla l. n. 161 del 30.10.2014.

[4] La legge ha avviato procedure di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari e ha introdotto un nuovo documento, il contratto di soggiorno per lavoro, che è assimilato a un contratto di lavoro, cui è subordinato il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro: il nullaosta all’ingresso per la firma del contratto di soggiorno viene rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione.

[5] Il kit deve essere consegnato in busta aperta presso gli uffici postali con “Sportello Amico”. Al termine della consegna della documentazione prevista, verrà rilasciata una lettera contenente la data, l’orario ed il luogo stabiliti per l’appuntamento necessario per le successive attività da condurre in Questura.

Per la compilazione della modulistica lo straniero può farsi assistere, a titolo gratuito, da un Patronato della sua zona o da un Comune abilitato.

[6] Art. 5, co. 9, d. lgs. n. 286 del 25.07.1998.

[7] In caso di mancato rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno (per mancanza di requisiti, mancata richiesta, richiesta illegittima, richiesta fuori dai termini, ecc…), la legge prevede che sia disposto il procedimento di espulsione dal territorio dello Stato italiano dello straniero, provvedimento che è immediatamente esecutivo.

 


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