Come ottenere una cassetta di sicurezza
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12 Ott 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Come ottenere una cassetta di sicurezza

La cassetta di sicurezza è una valida soluzione per chi voglia mettere al sicuro in banca oggetti preziosi, denaro, documenti. Cos’è, come ottenerla, costi, pro e contro.

 

 

Cassetta di sicurezza: cos’è?

Le cassette di sicurezza presso gli istituti di credito sono la soluzione per chi voglia mettere al sicuro beni di un certo valore.

 

Si tratta, infatti, di un contenitore messo a disposizione dalla banca per custodire oggetti preziosi (come monete d’oro, lingotti, gioielli), documenti e contante [1].

Le dimensioni sono piuttosto limitate, simili a quelle di una scatola di scarpe: per questo motivo, chi abbia bisogno di custodire oggetti molto grandi – ad esempio, tappeti pregiati o quadri – può fare riferimento a un altro servizio offerto dalle banche, quello di  deposito chiuso, che consente di custodire in un luogo protetto gli articoli in questione.

 

Ma come si fa a ottenere una cassetta di sicurezza? Scopriamolo insieme.

 

 

Cassetta di sicurezza: come funziona?

Le cassette di sicurezza sono ubicate in locali dotati di chiusura ermetica, vigilanza e sistemi di allarme: sono i cosiddetti caveau, aree blindate poste solitamente all’interno di armadi corazzati.

Per aprirle e accedere al loro contenuto, ci vengono fornite due chiavi, una di proprietà dell’intestatario (cioè del soggetto che l’ha richiesta e vi ha depositato i sui beni) e l’altra conservata da un incaricato della banca. Attenzione: tali chiavi non sono identiche, per cui se se ne perde una, la banca non ne ha una copia e l’unica soluzione sarà forzare la cassetta, con le relative spese che verranno addebitate al proprietario.

 

Per accedervi, bisognerà trascrivere l’accesso su di un particolare registro, alla presenza di un funzionario bancario addetto a questo servizio: egli identifica il cliente, verifica la corrispondenza della firma autorizzata e lo accompagna negli appositi locali.

 

Per una maggiore sicurezza (pensiamo all’ipotesi in cui nella banca venga effettuata una rapina), il contenuto della cassetta viene di norma assicurato tramite specifiche polizze, la cui copertura media si aggira intorno ai 10 mila euro, ma può raggiungere e superare su richiesta anche i 100 mila euro. In tal modo, riprendendo l’esempio della rapina, verremo risarciti del massimale assicurato.

 

 

Cassetta di sicurezza: come ottenerla?

Per ottenere una cassetta di sicurezza, il primo passo da compiere è recarsi presso l’ufficio bancario dove si è aperto il proprio conto corrente, con un documento d’identità. L‘apertura di un conto corrente è, infatti, necessaria perché, in questo modo, si autorizza l’utilizzo del servizio di custodia. Non solo: la banca addebiterà direttamente sul conto i costi di gestione della cassetta, che includono il premio assicurativo e alcune spese amministrative.

 

A questo punto, la banca ci farà sottoscrivere un contratto che regola il servizio e depositare la firma autorizzata all’accesso: intendiamo quella della persona autorizzata ad aprire la cassetta; così facendo, avremo la possibilità di delegare altri per l’accesso alla cassetta, persone che dovranno, naturalmente, depositare la propria firma.

 

Una volta completata queste procedura, in sostanza il cliente prende in locazione (in affitto) la sua cassetta, impegnandosi a pagare un canone che deve essere proporzionale alle sua dimensioni. In pratica, se la cassetta è piccola, il canone sarà basso; se la cassetta è grande, il canone aumenta. A fronte del pagamento, la banca si impegna a custodire per bene la cassetta.

 

 

Cassetta di sicurezza: conviene?

Di solito, coloro che decidono di affidare ad una banca i propri oggetti di valore sono persone che non dispongono di sistemi di sicurezza adeguati in grado di tutelare la propria casa e che non intendono sopportare le spese, particolarmente alte, necessarie per installare casseforti e dispositivi di allarme. Con una cassetta di sicurezza bancaria, si ha un potenziale risparmio nel lungo termine.

 

Entrando più nel dettaglio dei costi, questi variano a seconda del canone, calcolato in base ai decimetri cubici della cassetta (per intenderci, 1 decimetro cubico può contenere 1 litro di acqua).

Mediamente, l’attivazione di una cassetta può costare sui 40 euro annui, con variazioni che vanno dai 20 euro sino ai 70 euro. La spesa varia a seconda del massimale assicurato (il livello massimo che può essere risarcito), delle imposte (come le marche da bollo) e della dimensione del contenitore.

Dunque, in base a quanto detto, la spesa non supera quasi mai i 100 euro annui.

 

 

Cassetta di sicurezza: pro e contro

L’aspetto negativo più rilevante delle cassette di sicurezza è rappresentato proprio dalle spese a fronte di vantaggi sicuramente evidenti per chi possiede beni in oro e in argento, gioielli in costose pietre preziose che può, così, avere la garanzia di un posto sicuro dove riporre i propri beni, senza l’incubo di dover dotare la propria abitazione di sofisticati impianti di allarme per proteggersi da eventuali furti.

 

Un altro importante vantaggio di una cassetta di sicurezza, consiste nel fatto che viene garantita la privacy; infatti, il contenuto rimane anonimo e non possono accedervi nemmeno agenti per la riscossione di tributi o debitori, a meno che non ci sia una specifica delibera di un magistrato in tal senso. Proprio per una garanzia massima di riservatezza, ogni cassetta di sicurezza viene dotata di un codice che può essere periodicamente cambiato.

 

Per quanto riguarda gli svantaggi, a voler essere rigorosi, molti utilizzatori lamentano che, molto spesso, nel contratto di noleggio della cassetta viene inserita una postilla che prevede il rinnovo automatico. Si tratta, comunque, di un inconveniente facilmente evitabile, semplicemente comunicando all’istituto di credito l’intenzione di non voler accedere a tale possibilità, tramite richiesta a mezzo raccomandata A/R da inviare almeno 15 giorni prima della scadenza del contratto.

 

Recentemente poi, si è molto discusso del fatto che alcuni risparmiatori puntano sulle cassette di sicurezza per sfuggire all’odiosa patrimoniale che grava sui depositi dei contribuenti: in pratica, molti, per evitare accertamenti fiscali che potrebbero ridurre il patrimonio, spostano i soldi liquidi dal conto corrente alla cassaforte della banca.  Mettere i soldi nelle cassette di sicurezze, però, non è la soluzione: i costi aggiuntivi eccessivamente onerosi non scongiurano il rischio di ulteriori imposte patrimoniali da pagare. A fronte di somme più alte che vengono depositate, l’assicurazione da pagare aumenta. Inoltre, le banche, nell’ambito delle comunicazioni che sono tenute ad effettuare periodicamente al fisco, sono obbligate a segnalare anche i dati anagrafici dei titolari di cassette di sicurezza, i relativi accessi e anche il valore dell’assicurazione posta a tutela delle somme depositate. Ciò significa che il fisco potrebbe colpire anche le cassette di sicurezza, ampliando la base imponibile del prelievo in base al valore dell’assicurazione. Non è difficile capire che, se le cose stanno così, i tentativi profusi dal risparmiatore per nascondere i risparmi dall’aggressione del fisco potrebbero risultare del tutto vani.

 

Guardando la questione nel complesso e soppesando su un’ipotetica bilancia i pro e i contro, i vantaggi sono nettamente superiori per chi possiede un cospicuo patrimonio di beni e valori da tenere al sicuro; mentre per i piccoli risparmiatori la cassetta di sicurezza non rappresenta la soluzione ideale a causa dei costi elevati.

 

 

Cassetta di sicurezza: come e dove informarsi?

Per chi fosse interessato, nel sito internet degli istituti bancari italiani si potrà scaricare e consultare il foglio informativo contenente ciò che c’è da sapere sulla cassetta di sicurezza, incluse le istruzioni sul funzionamento, le caratteristiche della polizza assicurativa e i dettagli circa i costi di gestione.

 


[1] Il servizio di cui si parla è disciplinato, come contratto, dagli articoli 1839 e seguenti del codice civile. L’articolo 1839 prevede la responsabilità diretta della banca nei confronti del cliente, la custodia dei locali e dell’integrità della cassetta stessa.

 


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