Pensione Ape, tutti gli importi di assegni e penalizzazioni
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13 Set 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione Ape, tutti gli importi di assegni e penalizzazioni

Anticipo pensionistico: ammontare delle penalizzazioni sulla pensione, costi impliciti del finanziamento, contributi statali e aziendali, categorie tutelate.

 

Penalizzazioni minime o nulle per i disoccupati di lungo corso, i disabili e i beneficiari di Legge 104, gli addetti a lavori usuranti ed i soggetti a basso reddito; negli altri casi, tagli sino al 20-25% della pensione. Sono queste le novità rese note dal Governo in merito all’Ape, l’anticipo pensionistico, che consentirà l’uscita dal lavoro a 63 anni, qualsiasi sia la categoria a cui il lavoratore appartiene: uscita anticipata per tutti, dunque, ma senza tagli sull’assegno per pochi.

Ma andiamo per ordine e vediamo come si può ottenere l’anticipo pensionistico, a quanto ammonteranno gli assegni ed i tagli sulla pensione e quali saranno i vantaggi per le categorie tutelate.

 

 

Ape: anticipo della pensione e prestito

Innanzitutto va precisato che l’Ape non è una nuova pensione anticipata, ma costituisce la possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia a 63 anni di età; il requisito contributivo minimo, anche per l’Ape, è pari a 20 anni di contributi.

L’anticipo della pensione potrà essere ottenuto grazie a un prestito bancario ad ammortamento ventennale, che l’aspirante pensionato dovrà però richiedere all’Inps, in qualità di ente intermediario. Il prestito darà la possibilità di ottenere sino al 95% della futura pensione netta, a seconda degli anni di anticipo effettivi.

Il finanziamento verrà restituito tramite delle penalizzazioni sulla pensione: le rate del prestito, anche se questo sarà a tasso agevolato, risentiranno del peso dell’assicurazione sul rischio di premorienza del pensionato. Per questo, i tagli dell’assegno potranno arrivare anche al 20-25%.

 

 

Ape sociale: penalizzazione ridotta con contributo statale

Alcune categorie di lavoratori, come accennato, potranno beneficiare di una penalizzazione ridotta o nulla, grazie a un contributo statale. I lavoratori in questione, in particolare, dovranno appartenere alle seguenti categorie:

  • disoccupati di lungo corso;
  • soggetti a basso reddito;
  • disabili e soggetti con particolari patologie;
  • beneficiari di Legge 104 per assistenza a un familiare portatore di handicap grave;
  • addetti a lavori particolarmente faticosi e pesanti;
  • addetti a lavori rischiosi.

Ancora non è stato reso noto a quanto ammonterà il contributo statale e se sarà differenziato a seconda della categoria; le ultime notizie parlano di Ape a costo zero, o Ape sociale, per tutte queste categorie.

Ad ogni modo, ipotizzando, in via prudenziale, un contributo statale pari al 45% del prestito totale necessario per ottenere l’Ape, su una pensione lorda pari a circa 1200 euro mensili (netto pari a quasi 1000 euro), si ottiene:

  • un’Ape pari a circa 950 euro, se l’anticipo non supera i 2 anni;
  • un’Ape pari a circa 900 euro, se l’anticipo è di circa 3 anni;
  • una rata sulla pensione pari a circa 40 euro, per un anticipo di un anno;
  • una rata sulla pensione pari a circa 80 euro, per un anticipo di due anni;
  • una rata sulla pensione pari a circa 110 euro, per un anticipo di tre anni.

Il contributo statale, dunque, frena le penalizzazioni, facendole arrivare a un massimo di circa il 9-10% della pensione lorda e dell’11% della netta.

 

 

Ape esuberi: penalizzazione ridotta con contributo aziendale

Un meccanismo simile si applicherà anche agli esuberi, cioè ai lavoratori licenziati a seguito di ristrutturazioni aziendali. In questo caso, però, il contributo sarà pagato dall’azienda. Ipotizzando un contributo pari al 40% del prestito Ape, su una pensione lorda di 2000 euro mensili (netto pari a circa 1500 euro), si può ottenere:

  • un’Ape di 1435 euro a prescindere dagli anni di anticipo;
  • una rata sulla pensione pari a circa 70 euro, per un anticipo di un anno;
  • una rata sulla pensione pari a circa 140 euro, per un anticipo di due anni;
  • una rata sulla pensione pari a circa 210 euro, per un anticipo di tre anni.

Anche in questo caso, dunque, il contributo, a parziale copertura del finanziamento, frena le penalizzazioni sulla pensione a circa il 10% del lordo ed il 14% del netto.

 

 

Ape: quali penalizzazioni senza contributi?

Veniamo ora alla penalizzazione piena, prevista per quei lavoratori che vogliono anticipare l’uscita senza appartenere ad alcuna categoria tutelata. Ipotizzando una pensione lorda di circa 2600 euro e netta di circa 1850 euro, si può ottenere:

  • un’Ape pari a circa 1770 euro, a prescindere dall’anticipo;
  • una rata sulla pensione pari a circa 150 euro, per un anticipo di un anno;
  • una rata sulla pensione pari a circa 305 euro, per un anticipo di due anni;
  • una rata sulla pensione pari a circa 465 euro, per un anticipo di tre anni.

In questa ipotesi, pertanto, la penalizzazione massima si aggira intorno al 18% della pensione lorda ed al 25% della netta.


 


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Commenti
14 Set 2016 MONTANARO CARMEN

ok allora…io ho 60 anni con 30 di contributi, secondo la legge ante Fornero sarei andata in pensione a 61 anni e mezzo con tutto questo panerigico non ho risolto nulla della mia situazione se non avere una rabbia dentro….Io non voglio dei privilegi ma se la legge e’ = per tutti perche’ io devo andare in pensione piu’ tardi ? Mandatemi e datemi la pensione in funzione dei contributi versati, mettete al mio posto delle persone che sono in mobilita’ o cassaintegrazione per le quali vengono erogatI degli incentivi statali, a questo punto loro avranno un lavoro, lo stato non paga gli incentivi ed io me ne sto finalmente tranquilla con quello che mi spetta.. ci vuole cosi’ poco….ripeto se la legge e’ = per tutti ma ho dei forti dubbi, continuiamo a privilegiare i privilegiati???